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Multa per eccesso di velocità: che fare se l’apparecchio non è visibile?

18 Novembre 2017
Multa per eccesso di velocità: che fare se l’apparecchio non è visibile?

Ho ricevuto una multa per eccesso di velocità ma l’apparecchio non era visibile. Ho fatto ricorso al Prefetto ma questo ha rigettato la richiesta di annullamento della multa con ordinanza di ingiunzione di pagamento. Posso fare ricorso al giudice di pace?

L’ordinanza-ingiunzione dovrà essere impugnata entro trenta giorni da quello in cui il lettore avrà ricevuto la medesima; entro tale termine il ricorso va depositato nella cancelleria del giudice di pace competente oppure spedito per posta alla cancelleria del giudice di pace competente. Nel ricorso si deve evitare di proporre motivi di opposizione che, per giurisprudenza della Cassazione oramai consolidata, sono costantemente rigettati dai giudici di pace oppure dai tribunali adìti dalle amministrazioni in appello (questioni relative alla taratura, alla omologazione – che viene considerata riferita al modello e non alla singola apparecchiatura – alla sottoscrizione del verbale con firma a stampa considerata perfettamente idonea, alla indicazione del responsabile del procedimento ritenuta non indispensabile). I motivi di ricorso presuppongono, per ciò che concerne la scarsa visibilità dell’apparecchio, che il lettore si munisca di un testimone perché pur essendo onere della Pubblica amministrazione provare gli elementi costitutivi della legittimità dell’accertamento, non è escluso che così non la pensi il giudice di pace che sarà eventualmente incaricato della procedura che potrebbe, al contrario ritenere che debba esser il lettore a dover dimostrare che l’apparecchio non fosse visibile; per quel che concerne, invece, la illegittimità della notificazione a mezzo posta del verbale impugnato potrebbe dover essere necessario dimostrare (con prove a suo carico) quali fasi della spedizione siano state “appaltate” a soggetti privati così da rendere nulla la notificazione stessa.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte



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