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Lo sai che? Autovelox: cos’è la taratura

Lo sai che? Pubblicato il 20 ottobre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 20 ottobre 2017

Multe stradali con l’autovelox: come avviene e in cosa consiste la taratura. Il cittadino può verificare il certificato per decidere se far ricorso.

Hai ricevuto una multa per eccesso di velocità: ti è arrivata a casa la raccomandata da parte della polizia che ti avverte che, su un tratto di strada statale, sei stato fotografato dall’autovelox. Anche se non ricordi l’episodio con precisione è tua intenzione verificare se ci sono margini per fare ricorso visto che, sulla patente, ti sono rimasti pochi punti e non vuoi perderli. Così, cercando su internet articoli su come fare ricorso contro le multe autovelox, scopri che, nel 2015, la Corte Costituzionale [1] ha dichiarato illegittimo il codice della strada nella parte in cui “si è dimenticato” di prevedere l’obbligo, per tutti gli autovelox, di essere tarati almeno una volta all’anno. La Consulta ha quindi stabilito l’illegittimità di tutte le contravvenzioni quando l’apparecchio di controllo elettronico della velocità non è stato sottoposto a check-up periodico. Ma cos’è la taratura dell’autovelox? A chiarire in cosa deve consistere questa particolare verifica è un recente parere del Ministero dei Traporti [2]. Ma procediamo con ordine.

Cos’è la taratura e a cosa serve?

Se è vero che anche la più piccola bilancia del mercato rionale deve essere, di tanto in tanto, tarata per misurare correttamente il peso della frutta e della verdura, ciò vale a maggior ragione per strumenti di precisione come gli autovelox. È questa la sintesi del pensiero espresso dalla Corte Costituzionale che ha così imposto, due anni fa, a tutte le pattuglie di polizia e alle altre autorità che utilizzano misuratori elettronici di velocità, di sottoporre gli apparecchi a preventiva taratura. La taratura può essere effettuata da ditte private, ma va certificata con un documento che deve essere conservato presso le autorità ed esibito al cittadino qualora lo richieda.

La Corte Costituzionale ha sottolineato che non è ragionevole pensare che uno strumento elettronico per il controllo della velocità possa essere utilizzato a distanza di anni senza alcun controllo tecnico di conformità, specifica la sentenza. E ciò vale sia per gli autovelox utilizzati in modalità automatica (quelli cioè nei box o nelle colonnine fisse ai margini della strada) o con la presenza della pattuglia (il classico treppiedi). Proprio l’utilizzo ripetuto della macchina fa sì che questa possa essere soggetta a “disequilibri” che vanno corretti in modo che possa percepire la velocità effettiva dell’automobilista. Qualsiasi strumento di misura, prosegue la Corte, è soggetto a variazioni delle sue caratteristiche e quindi a variazioni dei valori misurati per naturale invecchiamento e usura dei componenti elettronici e meccanici. In buona sostanza il controllo di conformità degli strumenti autovelox deve essere costante durante tutto l’arco temporale di impiego dei misuratori.

Come sapere se un autovelox è stato sottoposto a taratura?

È quindi diritto dell’automobilista, nel momento in cui viene multato, presentare all’organo accentratore una «istanza di accesso agli atti amministrativi» per verificare se l’autovelox è stato effettivamente sottoposto a taratura. L’istanza non sospende i termini per fare ricorso al giudice (30 giorni dalla notifica della multa o dalla contestazione immediata). Il che significa che se l’amministrazione non risponde per tempo è bene procedere ugualmente con l’impugnazione al giudice di pace.

Cos’è l’omologazione dell’autovelox?

La taratura non va confusa con l’omologazione che integra una verifica che viene eseguita all’atto del primo utilizzo dell’apparecchio e che non deve essere più ripetuta. Anche dell’omologazione, però, vi deve essere un certificato da poter esibire al cittadino qualora lo richieda.

Come avviene la taratura?

Dopo aver visto cos’è la taratura dell’autovelox e la periodicità con cui deve avvenire (si è detto, almeno una volta all’anno), vediamo ora come avviene la taratura dell’autovelox. Secondo il Ministero dei Trasporti gli autovelox devono essere verificati ogni anno in un autodromo con mezzi che sfrecciano fino alla velocità di 230 km/h. Altrimenti non può essere rilasciato il certificato periodico di corretta taratura. Ma ciò non vale per quelli usati in città per i quali non è necessaria la pista di formula 1.

Con un decreto del 13 giugno scorso (riportato in forma integrale qui sotto [3]) è stato stabilito che le verifiche di taratura devono  essere  eseguite  su  un  campione di rilevamenti di velocità uniformemente distribuiti da 30 km/ora a 230 km/ora (oppure nel campo di misura o di utilizzo del dispositivo in verifica), utilizzando sistemi di misura di riferimento in grado di tarare con incertezza estesa (con probabilità di copertura al 95%) non superiore allo 0,5% per velocità superiori a 100 km/h, e a 0,5 km/h per velocità fino a 100 km/h. I sistemi di misura di riferimento devono garantire la riferibilità metrologica al Sistema.

Con un successivo parere [4] lo stesso Ministero ha detto che, per effettuare la taratura periodica degli autovelox normalmente utilizzati in ambito urbano oppure in strade con limite massimo di velocità di 90 km/h non serve necessariamente l’autodromo.  Basterà testare lo strumento ad una velocità maggiorata di 70 km/h rispetto al limite. Dunque il controllo annuale potrà essere effettuato rispettivamente ad un velocità massima di 120, 140 o 160 km/h.

Come evidenziato con la precedente nota ministeriale diramata l’11 ottobre 2017, i controlli andranno effettuati fino alla velocità massima di 230 km/h. Ma questa indicazione ha fatto innalzare in maniera eccessiva i costi delle prove, stante la necessità di utilizzare ordinariamente un autodromo per le verifiche di tutti gli strumenti mobili. Con la nota del 27 ottobre, il Ministero è quindi corso ai ripari. Non tutti gli strumenti dovranno essere controllati fino alla velocità di 230 km/h. Dipenderà dal campo di utilizzo ovvero dall’ambito territoriale di impiego dell’autovelox. Per quelli impiegati normalmente in città o in strade con un limite massimo rispettivamente di 50, 70 o 90 km/h sarà sufficiente provare l’efficacia elettronica del misuratore fino a 120, 140 o 160 km/h. Ovvero incrementando di 70 km/h il limite massimo di velocità da controllare. Questo in ragione del fatto che l’attuale formulazione dell’art. 142 del codice stradale «prevede che il massimo superamento perseguibile è di 60 km/h oltre al limite consentito». In pratica non c’è nessuna differenza sanzionatoria tra chi oltrepassa un limite di velocità di 60, 80 o 120 km/h, spiega il Ministero. Del resto, conclude la nota, «l’aumento di 70 km/h prima citato tiene conto anche del fatto che al valore della velocità rilevata deve essere applicata una riduzione del 5% con un minimo di 5 km/h. Sarà cura dell’organo di polizia stradale che utilizza il dispositivo indicare, al laboratorio prescelto per la taratura, il limite massimo di velocità da verificare, nel caso intenda avvalersi della prerogativa appena descritta. Resta inteso che nel periodo di validità della taratura l’uso del dispositivo dovrà essere coerente con le condizioni di impiego che hanno dato luogo alla verifica secondo quanto sopra esposto».

A parte l’obbligo di verifica annuale di qualsiasi strumento di misura della velocità il provvedimento introduce una serie di controlli analitici da applicare a tutti i dispositivi mobili, eccetto per gli autovelox da utilizzare a bordo delle auto della polizia (i cosiddetti Scout Speed).


MINISTERO DEI TRASPORTI – DECRETO 13 giugno 2017 

Verifiche iniziali e periodiche di funzionalita’ e di taratura  delle apparecchiature  impiegate  nell’accertamento  delle  violazioni  dei limiti  massimi  di  velocita’,  modalita’  di   segnalazione   delle postazioni di controllo sulla rete stradale. (17A05179) (GU n.177 del 31-7-2017)

IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE  E DEI TRASPORTI 

Visto l’art. 45 del decreto legislativo 30  aprile  1992,  n.  285, «Nuovo codice della strada», e successive modificazioni, che prevede, tra l’altro, l’approvazione o l’omologazione da parte  del  Ministero delle infrastrutture e dei trasporti dei dispositivi, apparecchiature e mezzi tecnici atti all’accertamento ed  al  rilevamento  automatico delle violazioni alle norme di circolazione;

Visto l’art. 192 del decreto del  Presidente  della  Repubblica  16 dicembre 1992, n. 495, «regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo  codice  della  strada»,  e   successive   modificazioni,   che disciplina   la   procedura   per   conseguire    l’approvazione    o l’omologazione anche dei dispositivi, apparecchiature e mezzi tecnici per l’accertamento e il rilevamento automatico delle violazioni;

Visto l’art. 142  del  decreto  legislativo  n.  285  del  1992,  e successive modificazioni, che disciplina i limiti di velocita’;

Visto l’art. 345 del decreto del Presidente della Repubblica n. 495 del 1992, e successive modificazioni, che fissa i requisiti  generali delle apparecchiature e mezzi di accertamento  della  osservanza  dei limiti di velocita’;

Visto il decreto del Ministro dei lavori pubblici 29  ottobre  1997 recante   «Approvazione   di   prototipi   di   apparecchiature   per l’accertamento  dell’osservanza  dei  limiti  di  velocita’  e   loro modalita’ di impiego»;

Visto l’art. 201 del decreto  legislativo  n.  285  del  1992,  che disciplina la notificazione delle  violazioni,  come  modificato  dal decreto-legge 27 giugno 2003, n. 151, convertito con modificazioni in legge 1° agosto 2003, n. 214, e dall’art. 36 della  legge  29  luglio 2010, n. 120;

Visti in particolare il comma 1-bis del richiamato  art.  201,  che elenca sotto le lettere  da  a)  a  g-bis)  i  casi  in  cui  non  e’ necessaria la contestazione immediata della violazione;  ed  i  commi 1-ter ed 1-quater, che prevedono che per i casi sotto le lettere  b), f), g) e g-bis) non e’ necessaria la presenza degli organi di polizia stradale qualora l’accertamento avvenga mediante rilievo con appositi dispositivi o apparecchiature debitamente omologate  o  approvate,  e tra questi le violazioni all’art. 142 del decreto legislativo n.  285 del 1992, e successive modificazioni;

Visto  l’art.  4  del  decreto-legge  20  giugno  2002,   n.   121, convertito, con modificazioni, nella legge 1° agosto  2002,  n.  168, che individua le tipologie di strade  lungo  le  quali  e’  possibile effettuare il rilevamento  a  distanza  e  in  modo  automatico,  tra l’altro, delle violazioni alle norme di comportamento di cui all’art. 142  del  decreto  legislativo  n.  285  del   1992,   e   successive modificazioni;

Visto l’art. 3 del decreto-legge 3 agosto 2007, n. 117, convertito, con modificazioni, nella  legge  2  ottobre  2007,  n.  160,  recante disposizioni  urgenti  modificative  del  codice  della  strada   per incrementare i livelli di sicurezza nella circolazione;

Visto il decreto del Ministro dei trasporti,  di  concerto  con  il Ministro dell’interno, 15 agosto 2007, recante «Attuazione  dell’art. 3, comma 1, lettera b) del  decreto-legge  3  agosto  2007,  n.  117, recante disposizioni urgenti modificative del codice della strada per incrementare i livelli di sicurezza nella circolazione»;

Visto l’art. 25  della  legge  29  luglio  2010,  n.  120,  recante disposizioni in materia di sicurezza stradale;

Vista la sentenza della Corte costituzionale n. 113, depositata  il 18 giugno 2015, che ha dichiarato  incostituzionale,  in  riferimento all’art. 3 della  Costituzione,  l’art.  45,  comma  6,  del  decreto legislativo n. 285 del 1992, nella parte in cui non prevede che tutte le apparecchiature impiegate per l’accertamento delle  violazioni  ai limiti di  velocita’  siano  sottoposte  a  verifiche  periodiche  di funzionalita’ e di taratura;

Visto l’art. 117, comma 2,  lettera  r),  della  Costituzione,  che attribuisce allo Stato la competenza esclusiva in materia di  pesi  e misure;

Visto l’art. 4 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.  112,  con il  quale  e’  conservato  allo  Stato  il  potere  di  indirizzo   e coordinamento relativamente alle funzioni e ai compiti conferiti;

Vista la legge 11 agosto 1991, n.  273,  recante  «Istituzione  del sistema nazionale di taratura, che definisce gli istituti metrologici primari, i campioni nazionali ed i centri di taratura»;

Visto il decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con i Ministri dell’interno, delle politiche  agricole  e  forestali,  dell’ambiente e  della  tutela  del  territorio  e  del  mare,  delle infrastrutture e dei trasporti, del lavoro e delle politiche sociali, della salute,  dell’istruzione,  dell’universita’  e  della  ricerca, della difesa, 22 dicembre  2009,  con  il  quale  ACCREDIA  e’  stata designata quale unico  organismo  nazionale  autorizzato  a  svolgere attivita’ di accreditamento, in applicazione dell’art. 4 della  legge 23 luglio 2009, n. 99;

Visti gli atti di indirizzo n.  1/01106  e  n.  1/01116,  approvati dalla Camera dei deputati nella seduta del 28 gennaio 2016 e  accolti dal Governo;

Considerato che in attesa della modifica dell’art. 45, comma 6, del decreto legislativo n. 285 del 1992 si rende opportuno dare  comunque attuazione  al  disposto  della  sentenza  n.  113/2015  della  Corte costituzionale;

Considerato  che  in  sede  di  approvazione  del  prototipo  delle apparecchiature  per  l’accertamento  delle  violazioni  dei   limiti massimi di velocita’  i  competenti  uffici  del  ministero,  pur  in assenza di specifiche norme di riferimento, hanno  comunque  imposto, nei decreti di approvazione dei prototipi, la necessita’ di verifiche periodiche, in maniera esplicita ovvero con rinvio al rispetto  delle prescrizioni contenute nei manuali d’uso e manutenzione;

Considerato, in particolare, che per le  apparecchiature  destinate ad operare in modalita’ automatica, senza l’ausilio degli  organi  di polizia stradale, fin dall’anno 2003 e’ stata prescritta la  verifica periodica con cadenza almeno annuale, mentre per un  limitato  numero di  dispositivi,  destinati  a  funzionare  esclusivamente  sotto  il diretto controllo  degli  organi  di  polizia  stradale,  sono  state ritenute sufficienti le verifiche di funzionalita’ e i  controlli  da eseguirsi ogni qual  volta  il  dispositivo  viene  messo  in  opera, comprese le eventuali procedure  di  autodiagnosi  che  escludono  il funzionamento in caso di errori di installazione o di  puntamento,  e le operazioni di manutenzione e verifica prescritte nei manuali d’uso e manutenzione;

Attesa la necessita’ di uniformare i comportamenti dei  costruttori dei dispositivi ed apparecchiature di che trattasi, e degli organi di polizia stradale interessati all’uso dei medesimi;

Sentito l’avviso del Ministero dell’interno che, ai sensi dell’art. 11, comma 3, del decreto legislativo n. 285 del 1992, ha  il  compito di coordinare i servizi  di  polizia  stradale  da  chiunque  svolti, espresso nella nota n.  300/A/1692/17/144/5/20/3,  in  data  2  marzo 2017, del Dipartimento della pubblica sicurezza – Direzione  centrale per la polizia stradale, ferroviaria, delle  comunicazioni  e  per  i reparti speciali della Polizia di Stato;

Sentito il parere della Assemblea generale del Consiglio  superiore dei lavori pubblici espresso con voto n. 19, reso  nell’adunanza  del 21 aprile 2017;

Decreta:

Art. 1

Nelle  more  della  emanazione   di   specifiche   norme   per   la

omologazione, ai sensi dell’art. 192, commi 1 e 2,  del  decreto  del

Presidente della Repubblica n. 495 del 1992, dei  dispositivi,  delle

apparecchiature  e  dei  mezzi  tecnici  per   l’accertamento   delle

violazioni  dei  limiti  massimi  di  velocita’,  si   procede   alla

approvazione del prototipo ai  sensi  dell’art.  192,  comma  3,  del

decreto sopra richiamato.

Art. 2

Tutti i  decreti  di  approvazione  del  prototipo,  ove  non  gia’

previsto, devono intendersi modificati con  l’aggiunta  del  seguente

periodo: «Il presente dispositivo/sistema, per  l’accertamento  delle

violazioni dei limiti massimi di velocita’, deve essere sottoposto  a

verifiche periodiche di  funzionalita’  e  di  taratura  con  cadenza

almeno annuale».

Art. 3

Le  procedure  per  eseguire  l’approvazione  del  prototipo  e  le

verifiche periodiche di funzionalita’ e di taratura dei  dispositivi,

delle apparecchiature e dei mezzi tecnici  per  l’accertamento  delle

violazioni dei  limiti  massimi  di  velocita’,  e  le  modalita’  di

segnalazione delle postazioni di controllo sulla rete stradale,  sono

indicate nell’allegato che costituisce parte integrante del  presente

decreto.

Art. 4

Le disposizioni del presente decreto,  inerenti  le  procedure  per

l’approvazione dei prototipi, si applicano per le nuove  approvazioni

le cui domande sono presentate  a  decorrere  dalla  data  della  sua

pubblicazione.

Art. 5

L’impiego  dei  dispositivi,  delle  apparecchiature  e  dei  mezzi

tecnici per l’accertamento delle violazioni  dei  limiti  massimi  di

velocita’, per i quali non sia stata imposta, in sede di approvazione

del prototipo ai sensi  dell’art.  192,  comma  3,  del  decreto  del

Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, ovvero non  sia

stata  eseguita  volontariamente  la  procedura   di   taratura,   e’

subordinato alla esecuzione con  esito  positivo  della  medesima,  a

decorrere  dalla  data  di  pubblicazione  del  presente  decreto.  I

dispositivi, le apparecchiature ed i mezzi tecnici per l’accertamento

delle violazioni dei limiti massimi di velocita’ che,  alla  data  di

pubblicazione del presente decreto, sono in regola con la verifica di

taratura effettuata secondo le previgenti procedure  e  disposizioni,

sono soggetti alle disposizioni  del  presente  decreto  dalla  prima

taratura successiva e comunque entro un anno dalla sua pubblicazione.

Considerato che verifiche di  funzionalita’  sono  comunque  eseguite

ogni  volta   che   si   dispone   l’impiego   di   dispositivi,   di

apparecchiature  e  di  mezzi  tecnici   per   l’accertamento   delle

violazioni dei limiti massimi di velocita’, le stesse  devono  essere

eseguite secondo  le  disposizioni  del  presente  decreto  entro  il

medesimo termine del periodo precedente.

Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della

Repubblica italiana.

Roma, 13 giugno 2017

Il Ministro: Delrio

Registrato alla Corte dei conti il 10 luglio 2017

Ufficio  controllo  atti  Ministero  delle   infrastrutture   e   dei

trasporti,  e  del  Ministero  dell’ambiente  e  della   tutela   del

territorio e del mare, registro n. 1, foglio n. 2838

Allegato

Capo 1

Generalita’

1.1 Ai fini delle presenti disposizioni il termine  «dispositivo»

si intende come  sinonimo  dei  termini  «apparecchiatura»  e  «mezzo

tecnico»; il termine «sistema» si intende come insieme  operativo  di

piu’   dispositivi.   I   dispositivi   e   i    sistemi    impiegati

nell’accertamento delle violazioni dei limiti massimi  di  velocita’,

sono soggetti ad approvazione del prototipo ai  sensi  dell’art.  45,

comma 6, del Nuovo codice della  strada  (nel  seguito  «Codice»),  e

dell’art. 192, comma 3, del connesso regolamento di esecuzione  e  di

attuazione (nel seguito «regolamento»). Oltre a quanto prescritto nel

seguito, i dispositivi e i sistemi devono rispondere  alle  normative

di settore per la specifica categoria  di  strumenti  o  funzioni  in

quanto applicabili.

1.2. Essi  possono  essere  approvati  per  il  funzionamento  in

modalita’ istantanea (misura della velocita’ istantanea,  puntuale  o

su piccola base), oppure in modalita’ media (misura  della  velocita’

media su base estesa); possono inoltre essere  approvati  anche  come

idonei al rilevamento in caso  di  passaggio  contemporaneo  di  piu’

veicoli. La procedura di approvazione  del  prototipo  prevede  anche

verifiche di taratura e  verifiche  di  funzionalita’,  da  eseguirsi

anche congiuntamente:

a) nel caso di misura della velocita’ istantanea:

– sul prototipo del dispositivo, sia per la taratura che  per

la funzionalita’;

b) nel caso di misura della velocita’ media:

– sul prototipo per la funzionalita’;

– sul sistema installato  su  una  tratta  campione,  per  la

funzionalita’ e per la taratura.

1.3 Per «prototipo» deve intendersi, escludendo  gli  adattamenti

verso l’esterno resi necessari dalle condizioni locali di impiego:

a) nel caso di misura della velocita’ istantanea:

– il singolo dispositivo nella sua configurazione invariante,

che concentra in se’  le  funzioni  essenziali  tese  al  rilevamento

dell’infrazione;

b) nel caso di misura della velocita’ media:

– il singolo  modulo  nella  sua  configurazione  invariante,

costituito dai diversi elementi assolventi alle diverse funzioni  cui

e’ destinato, replicabile indefinitamente per comporre il sistema.

1.4 L’individuazione del prototipo e’ effettuata anche attraverso

la documentazione tecnica depositata contestualmente alla domanda  di

approvazione, ivi compresa la descrizione  del  software  predisposto

per l’accertamento della violazione, ed ogni altro elemento  ritenuto

necessario dal competente ufficio del Ministero delle  infrastrutture

e dei trasporti ai sensi dell’art. 192, comma 2, del regolamento.

1.5 Ogni esemplare dei  dispositivi  approvati,  e  ogni  sistema

installato su tratte di strada da sottoporre a controllo nel caso  di

velocita’ media,  deve  essere  sottoposto  a  verifica  iniziale  di

funzionalita’ e taratura prima di essere posto in esercizio. Dopo  un

anno  dalla  esecuzione  della  verifica  iniziale  di  taratura,   e

successivamente con cadenza almeno annuale,  su  ogni  dispositivo  o

sistema in uso dovranno essere eseguite le  verifiche  periodiche  di

funzionalita’ e di taratura di cui al Capo 2.

Capo 2

Verifiche iniziali e periodiche

2.1 Le verifiche di funzionalita’ e  di  taratura  sul  prototipo

devono  essere  eseguite  al  fine  di  determinare  l’idoneita’  del

dispositivo o del sistema a svolgere  il  servizio  richiesto,  prima

della  sua  approvazione.  Le  verifiche  iniziali  e  periodiche  di

funzionalita’ e di taratura devono essere eseguite per accertare  che

le prestazioni di ogni esemplare in uso corrispondano  a  quelle  del

prototipo approvato. Per i dispositivi o sistemi che  sono  approvati

per piu’ di una modalita’ di funzionamento (ad esempio per  velocita’

istantanea in modalita’ stazionaria o in movimento,  con  rilevamento

in avvicinamento o in allontanamento, per rilevamento della velocita’

istantanea o media, etc.) le verifiche di  funzionalita’  e  taratura

devono essere effettuate in relazione alle modalita’ di funzionamento

del dispositivo o sistema adottate dall’organo  di  polizia  stradale

che impiega i medesimi.

2.2 Le verifiche iniziali e periodiche di taratura devono  essere

eseguite, con emissione di certificato di taratura, da  soggetti  che

operano in conformita’ ai requisiti della norma  UNI  CEI  EN  ISOIEC

17025:2005  (e  future  revisioni)  come  laboratori   di   taratura,

accreditati da  ACCREDIA  o  da  altri  organismi  di  Accreditamento

firmatari  a  livello   internazionale   degli   accordi   di   mutuo

riconoscimento.

2.3  Le  verifiche  di  taratura  in  fase  di  approvazione  del

prototipo  devono  essere  eseguite  da  soggetti  terzi  accreditati

secondo quanto prescritto al  punto  2.2.  Le  verifiche  iniziali  e

periodiche di taratura possono essere eseguite anche dal produttore o

dall’utilizzatore, purche’ accreditato secondo quanto  prescritto  al

punto 2.2. Nel caso in  cui  non  risultassero  accreditati  soggetti

terzi le verifiche di taratura in fase di approvazione possono essere

eseguite anche da  produttori  o  utilizzatori,  purche’  accreditati

secondo quanto prescritto al punto 2.2, e le operazioni  di  taratura

svolte in occasione di una visita ispettiva da  parte  dell’organismo

unico nazionale ACCREDIA.

2.4 Le verifiche di funzionalita’ in  fase  di  approvazione  del

prototipo sono eseguite secondo le indicazioni del competente ufficio

del Ministero delle infrastrutture e  dei  trasporti  che  ne  valuta

l’esito. Le verifiche iniziali e  periodiche  di  funzionalita’  sono

eseguite e verbalizzate dall’organo di polizia stradale utilizzatore,

successivamente alla verifica iniziale e periodica di  taratura,  nel

corso della prima utilizzazione del dispositivo o del sistema dopo la

taratura dello stesso.

2.5 Nel corso delle verifiche di taratura (iniziali e periodiche)

deve  essere  valutata  la  precisione  delle  misure  eseguite   dal

dispositivo o dal  sistema,  ovvero  l’errore  di  indicazione  della

velocita’ (istantanea o media) rilevata dal dispositivo o dal sistema

rispetto ad un idoneo  sistema  di  misura  di  riferimento,  secondo

quanto prescritto dai Capi 3 e 4. Per i dispositivi e i sistemi  gia’

in servizio, per i quali e’ gia’ operante una procedura  di  verifica

periodica, la verifica di funzionalita’  e  la  taratura  secondo  le

presenti disposizioni  deve  essere  eseguita  all’atto  della  prima

verifica periodica utile successiva alla pubblicazione  del  presente

atto.

2.6 Nel  corso  delle  verifiche  di  funzionalita’  (iniziali  e

periodiche) deve essere valutata la capacita’ del dispositivo  o  del

sistema a fornire indicazioni attendibili ed  utilizzabili  da  parte

degli organi di polizia stradale, nelle condizioni di normale impiego

su strada aperta al pubblico passaggio, secondo quanto prescritto dal

Capo 5.

2.7  Qualora  le  verifiche  di  taratura  o  di   funzionalita’,

rispettivamente in fase di approvazione del  prototipo  o  nel  corso

delle verifiche iniziali o periodiche, abbiano dato esito negativo, i

dispositivi o i sistemi non possono essere approvati,  ovvero  devono

essere   posti   immediatamente   fuori    servizio,    per    essere

successivamente  ripristinati  a  cura  del  produttore,  ovvero   da

soggetto a cio’ abilitato, e sottoposte a nuova verifica (iniziale  o

periodica a seconda del caso applicabile) secondo quanto indicato dai

punti 2.2 e 2.3. Analogamente si procede in caso di  manomissione  di

eventuali sigilli, di danneggiamento del dispositivo o del sistema, o

di  sostituzione  o  riparazione  di  elementi  della  configurazione

invariante del dispositivo o sistema essenziali ai fini della misura,

e qualora sorga il ragionevole dubbio che gli stessi non  siano  piu’

idonei al servizio.

2.8 Gli utilizzatori dei  dispositivi  o  dei  sistemi  impiegati

nell’accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocita’, e

i soggetti intestatari dei relativi decreti di  approvazione,  devono

mettere i  laboratori  di  taratura  incaricati  delle  verifiche  di

taratura (iniziali e periodiche) nelle condizioni di  poter  eseguire

le verifiche stesse.

Capo 3

Taratura dei dispositivi operanti in modalita’ istantanea 

(puntuale o su piccola base)

3.1 Per i dispositivi che rilevano  la  velocita’  istantanea  le

verifiche di taratura  devono  essere  eseguite  su  un  campione  di

rilevamenti di velocita’ uniformemente distribuiti da 30 km/ora a 230

km/ora (oppure nel campo di misura o di utilizzo del  dispositivo  in

verifica), utilizzando sistemi di misura di riferimento in  grado  di

tarare con incertezza estesa (con probabilita’ di copertura  al  95%)

non superiore allo 0,5% per velocita’ superiori a 100 km/h, e  a  0,5

km/h  per  velocita’  fino  a  100  km/h.  I  sistemi  di  misura  di

riferimento devono garantire la riferibilita’ metrologica al  Sistema

SI delle unita’ di misura.

3.2  Le  verifiche  di  taratura  in  fase  di  approvazione  del

prototipo e quelle iniziali devono essere effettuate su  pista  o  su

strada non aperta al pubblico passaggio; le velocita’ del veicolo  in

transito (oggetto di misura da parte  del  prototipo)  devono  essere

distribuite  uniformemente  fra  i  30  km/h  e  i  230  km/ora,  con

incrementi tra un valore e l’altro preferibilmente non superiori a 20

km/h; il numero totale dei rilevamenti deve essere  compreso  fra  un

minimo di 100 ed un massimo di 200.  Per  le  verifiche  di  taratura

periodiche  successive  a  quella  iniziale,  il  numero  totale  dei

rilevamenti puo’ essere compreso tra un minimo di 50 ed un massimo di

100.

3.3 Le verifiche  di  taratura  periodiche  successive  a  quella

iniziale:

– devono essere effettuate nel luogo di installazione nel  caso

di dispositivi inamovibili;

– possono essere effettuate nel luogo di installazione nel caso

di installazioni fisse.

Le velocita’ dei veicoli in transito  devono  essere  distribuite

pressoche’ uniformemente tra quelle permesse nella  tratta  lungo  la

quale e’ installato il dispositivo; il numero totale dei  rilevamenti

deve essere compreso fra un minimo di 100 ed un massimo di 200.

3.4 Il dispositivo sottoposto a verifica e il sistema  di  misura

di riferimento devono essere  posizionati  in  modo  da  eseguire  le

misure in un punto o in una zona coincidenti, o almeno in punti molto

prossimi fra loro. I valori della velocita’ rilevati dal  sistema  di

misura di riferimento devono essere espressi in km/ora,  arrotondando

la seconda cifra dopo la virgola.

3.5 Le  verifiche  di  taratura  successive  a  quella  iniziale,

eseguite da un laboratorio accreditato come indicato  al  punto  2.2,

possono essere effettuate anche mediante simulazione di  passaggi  di

veicoli a varie velocita’; il sistema di riferimento deve  essere  in

grado di generare velocita’ tra i 30 km/h  ed  i  230  km/h  con  una

incertezza non superiore allo 0,5% per velocita’ superiori a 100 km/h

e a 0,5 km/h per velocita’ fino a 100 km/h. Le misure  devono  essere

effettuate simulando  le  velocita’  tra  30  km/h  e  230  km/h  con

incrementi di 20 km/h; per  ogni  velocita’  simulata  devono  essere

eseguite tra un minimo di 50 ed un massimo di 100 misure.

3.6  L’indicazione  della  velocita’  fornita   dal   dispositivo

sottoposto a verifica  di  taratura,  in  fase  di  approvazione  del

prototipo e di taratura iniziale, deve avere un  errore  rispetto  al

sistema di misura di riferimento non superiore all’1%  per  la  media

delle misure, ed un errore non  superiore  al  3%  per  ogni  singola

misura nel caso di velocita’ superiori a 100 km/h, ovvero  a  1  km/h

per la media delle misure, e a 3 km/h per  ogni  singola  misura  nel

caso di velocita’ fino a 100 km/h (si veda  Tabella  1  riassuntiva).

Nel valutare la  precisione  del  dispositivo  si  deve  tener  conto

dell’incertezza di taratura del sistema  di  misura  di  riferimento,

come ricavabile dal suo certificato di taratura.

3.7 Nel caso di verifiche di  taratura  periodiche  successive  a

quella iniziale, gli errori di cui al punto 3.6 non  devono  superare

l’1,5% o 1,5 km/h per la media delle misure, e il 4%  o  4  km/h  per

ogni singola misura (si veda Tabella 1 riassuntiva).

Tabella 1: Errori massimi sulla indicazione del dispositivo

(modalita’ istantanea).

Parte di provvedimento in formato grafico

3.8 Utilizzando tutte le cifre significative fornite o rilevabili

dal dispositivo sottoposto a verifica, e quelle fornite  dal  sistema

di misura di riferimento arrotondate come prescritto al punto 3.4, si

procede al calcolo del rapporto tra la misura fornita dal dispositivo

e quella del sistema di misura di riferimento, arrotondando la  terza

cifra dopo la virgola, ovvero dell’errore, inteso come differenza tra

la  misura  del  dispositivo  e  quella  del  sistema  di  misura  di

riferimento,  arrotondando  la  prima  cifra  dopo  la  virgola.   Le

prescrizioni dei punti 3.6 e 3.7 si considerano soddisfatte quando:

a) per la verifica iniziale:

– i rapporti calcolati risultino compresi fra 1,030 e  0,970,

ovvero gli errori tra

-3,0 km/h e +3,0 km/h per ogni singola misura;

– la media di tutti i rapporti  calcolati  sia  compresa  fra

1,010 e 0,990, ovvero di tutti gli errori tra -1,0 km/h e +1,0 km/h;

b) per le verifiche successive alla prima:

– i rapporti calcolati risultino compresi fra 1,040 e  0,960,

ovvero gli errori tra

-4,0 km/h e +4,0 km/h, per ogni singola misura;

– la media di tutti i rapporti  calcolati  sia  compresa  fra

1,015 e 0,985, ovvero di tutti gli errori tra -1,5 km/h e +1,5 km/h.

3.9 E’ ammesso che l’1,0% degli errori rilevati non  rientri  nei

limiti dei valori prescritti al punto 3.8,  purche’  i  limiti  della

media non siano superati; in tal caso il numero delle  misure  potra’

essere elevato dal minimo al valore  piu’  basso  necessario  per  la

verifica della percentuale  consentita,  comunque  non  superiore  ai

massimi di cui ai punti 3.2, 3.3, o  3.5.  In  nessun  caso  l’errore

massimo calcolato deve risultare  superiore  al  5,0%  per  velocita’

superiori a 100 km/h, o a 5,0 km/h per velocita’ fino a 100 km/h.

3.10 Se anche estendendo il numero delle prove  fino  ai  massimi

consentiti vengono superati i limiti di cui ai punti 3.6, 3.7 o  3.8,

l’approvazione del prototipo e’ respinta, ovvero il  dispositivo  non

e’ idoneo all’impiego.

Capo 4

Taratura dei sistemi operanti in modalita’ media 

(su base estesa)

4.1 Per i sistemi che rilevano la velocita’ media,  le  verifiche

di taratura devono valutare l’errore di indicazione  della  velocita’

(come rilevata dal sistema gia’ installato sulla tratta)  utilizzando

un sistema di misura di riferimento che garantisca  la  riferibilita’

metrologica al Sistema SI delle  unita’  di  misura,  con  incertezza

estesa (con probabilita’ di copertura al 95%) non superiore allo 0,5%

per velocita’ superiori a 100 km/h, e a 0,5 km/h per velocita’ fino a

100 km/h.

4.2 Nella verifica  di  taratura  in  fase  di  approvazione  del

prototipo, e nelle verifiche di  taratura  iniziali,  il  sistema  di

misura  di  riferimento  deve  permettere  di  valutare  l’errore  di

indicazione della velocita’ media in  modo  indiretto  attraverso  la

taratura:

a) della lunghezza della base intercorrente tra le due stazioni

di rilevamento in  ingresso  e  in  uscita  del  sistema  oggetto  di

verifica (come definita al punto 4.3), e

b) dello sfasamento temporale tra i riferimenti locali di tempo

delle due stazioni di rilevamento in ingresso e in uscita del sistema

oggetto di verifica.

4.3 La lunghezza della base di cui al punto 4.2a) e’ definita dal

minimo sviluppo geometrico della tratta,  computato  lungo  il  bordo

destro della corsia di marcia piu’ a destra quando ci  si  trova  sul

lato destro, e sul bordo sinistro della corsia piu’ a sinistra quando

ci si trova sul lato sinistro, a prescindere dal numero di  corsie  e

dal  verso  di  percorrenza  come  schematicamente  rappresentato  in

figura. Gli estremi  della  base  devono  essere  individuati,  anche

mediante riferimenti fissi, e coincidere preferibilmente  con  l’asse

del campo di ripresa delle eventuali telecamere.

Parte di provvedimento in formato grafico

Nota: Per eseguire questa operazione  e’  necessario  quindi  non

misurare un’unica linea continua dall’inizio alla fine  della  tratta

ma piu’ porzioni di tratta in quanto  tra  due  curve  con  direzioni

diverse (ad  esempio  una  a  destra  e  l’altra  a  sinistra)  sara’

necessario  spostarsi  sul  lato  opposto.   Questa   operazione   di

spostamento puo’ essere eseguita in un  qualsiasi  punto  in  cui  la

tratta e’ rettilinea tra due curve.

4.4 La lunghezza della base di  cui  al  punto  4.3  deve  essere

rilevata  utilizzando  un  sistema  di  misura  di  riferimento   che

garantisca la riferibilita’ metrologica al Sistema SI delle unita’ di

misura, con incertezza estesa (con probabilita’ di copertura al 95%),

non superiore allo 0,3%.

4.5 Lo sfasamento temporale di cui al punto 4.2b) e’ lo scarto di

tempo tra i riferimenti  (base  tempi/orologio  del  sistema)  locali

delle due stazioni di rilevamento in ingresso e in uscita del sistema

oggetto di verifica, valutato attraverso la misurazione dello  scarto

di tempo di ogni singolo riferimento locale rispetto  alla  scala  di

tempi nazionale UTC (IT).

4.6 Le misurazioni di cui al punto 4.5 devono essere eseguite  ad

intervalli non superiori a 5 minuti su un periodo di almeno 2 giorni.

4.7 Nella verifica periodica di taratura il sistema di misura  di

riferimento deve permettere di valutare l’errore di indicazione della

velocita’ media:

– in modo indiretto come al  punto  4.2.  L’eventuale  taratura

della lunghezza della base deve essere  ripetuta  solo  nel  caso  di

modifiche dello sviluppo geometrico della tratta;

– in modo diretto, attraverso la taratura della velocita’ media

rilevata dal sistema oggetto di verifica. In tal caso,  le  velocita’

rilevate  dal  sistema  di  misura  di  riferimento   devono   essere

distribuite pressoche’ uniformemente tra quelle permesse nella tratta

interessata:  il  numero  totale  dei  rilevamenti  non  deve  essere

inferiore  a  25,  impegnando  in  modo  casuale  tutte   le   corsie

disponibili.

4.8 L’indicazione  della  velocita’  media  fornita  dal  sistema

sottoposto a verifica  di  taratura,  in  fase  di  approvazione  del

prototipo, e nelle verifiche di  taratura  iniziali,  deve  avere  un

errore rispetto al sistema di misura di riferimento non superiore  al

3% per velocita’ superiori a 100 km/h, ovvero non superiore a 3  km/h

per velocita’ fino a 100 km/h.

4.9 L’indicazione della velocita’ media fornita dal sistema nelle

verifiche di taratura periodiche deve avere  un  errore  rispetto  al

sistema di misura di riferimento non superiore al  4%  per  velocita’

superiori a 100 km/h, ovvero non superiore a  4  km/h  per  velocita’

fino a 100 km/h.

4.10 Nel valutare la precisione del  sistema  come  riportato  ai

punti 4.8 e 4.9 si deve tener conto dell’incertezza di  taratura  del

sistema di misura di riferimento.

4.11  Se  vengono  superati  i  limiti  dei  punti  4.8,  e  4.9,

l’approvazione del prototipo e’ respinta, ovvero il  sistema  non  e’

idoneo all’impiego.

Capo 5

Funzionalita’ dei dispositivi e dei sistemi 

5.1 Ferme restando  le  normali  attivita’  di  manutenzione  e/o

revisione di ogni dispositivo o sistema come  previste  nei  relativi

manuali d’uso e manutenzione, le verifiche di funzionalita’  dovranno

comprendere:

– una verifica dell’integrita’ del dispositivo o sistema, degli

eventuali sigilli e delle iscrizioni regolamentari;

– le ulteriori verifiche previste dal produttore  e  prescritte

nel manuale d’uso e manutenzione, oltre a quanto di seguito indicato.

5.2 In sede di approvazione del prototipo, deve essere verificata

la capacita’ del dispositivo, o del sistema e  dei  suoi  componenti,

di:

– attribuire correttamente  le  misure  effettuate  ai  veicoli

rilevati;

e, in quanto applicabili:

– acquisire correttamente le immagini,

– classificare i veicoli almeno in  macro  classi  (ad  esempio

veicoli corti e veicoli lunghi),

– riconoscere le targhe dei veicoli rilevati.

5.3 Le verifiche di funzionalita’, sia in  sede  di  approvazione

del prototipo, che per le verifiche iniziali e  periodiche,  potranno

essere eseguite nelle condizioni di normale impiego, su strada aperta

al pubblico passaggio; dovra’ essere garantito il transito casuale di

veicoli sufficientemente differenziati sia per la categoria  che  per

la velocita’;  e’  ammesso  che  le  condizioni  sopra  descritte  si

realizzino in tempi successivi o in strade diverse secondo i casi; le

prove potranno essere eseguite anche senza l’ausilio di uno strumento

campione. E’ in ogni caso esclusa la possibilita’  di  utilizzare  le

risultanze delle verifiche di funzionalita’ per l’applicazione  delle

sanzioni per violazione di norme di comportamento

5.4 E’ ammesso, per una piu’ esatta valutazione dei  rilevamenti,

ricorrere al contemporaneo impiego di un qualsiasi sistema ausiliario

di rilevazione della velocita’, installato o messo in funzione  anche

dopo l’esecuzione di una prima serie  di  rilevamenti;  agli  effetti

della determinazione della percentuale  di  mancati  rilevamenti,  si

considerano valide le misure eseguite dopo la sua messa  in  funzione

senza considerare le precedenti.

5.5 Nel caso di funzionamento in modalita’ istantanea, il  numero

di rilevamenti deve essere almeno uguale al 20% di quelli indicati al

punto 3.3, sia per le verifiche iniziali che per  quelle  periodiche.

Nel   caso   di   funzionamento   in   modalita’   media,   ai   fini

dell’approvazione deve essere svolta  una  accurata  sperimentazione,

autorizzata dai competenti uffici del Ministero delle  infrastrutture

e dei trasporti sul sistema installato su una tratta campione, per un

periodo di  almeno  6  mesi,  mentre  per  le  verifiche  iniziali  e

periodiche il numero di rilevamenti deve essere almeno pari a  quello

indicato al punto 3.3.

5.6 In sede di verifiche  iniziali  e  periodiche,  si  considera

inadatto il dispositivo operante in modalita’ istantanea che fornisca

indicazioni   palesemente   errate   o   indicazioni   di   velocita’

sensibilmente differenti dal valore misurato dall’eventuale strumento

campione,  o  nessuna  indicazione,  ovvero  non  sia  in  grado   di

attribuire le misure di velocita’ ai veicoli rilevati per  un  numero

di rilevamenti superiore al 5% del totale effettuato;  e,  in  quanto

applicabile:

a) che non sia in grado di acquisire correttamente le  immagini

dei veicoli per un numero di rilevamenti superiore al 5%  del  totale

effettuato,

b) che non sia in grado di riconoscere le  targhe  dei  veicoli

per un numero di rilevamenti superiore al 5% del totale effettuato,

c) che non sia in grado di classificare  i  veicoli  almeno  in

macro classi per un numero di rilevamenti superiore al 10% del totale

effettuato.

5.7 In sede di verifiche  iniziali  e  periodiche,  si  considera

inadatto il sistema operante in modalita’ media lungo  un  tratto  di

strada compreso tra due stazioni di rilevamento, in  ingresso  ed  in

uscita, se:

a) per ognuna delle stazioni di rilevamento non sia in grado di

acquisire correttamente le  immagini  e  riconoscere  le  targhe  dei

veicoli rilevati, se il sistema e’ dotato di questa funzione, per  un

numero di rilevamenti superiore al  5%  del  totale  dei  rilevamenti

effettuati;

b) per ognuna delle stazioni di rilevamento non sia in grado di

classificare i veicoli rilevati almeno in macro classi, se il sistema

e’ dotato di questa funzione, per un numero di rilevamenti  superiore

al 10% del totale dei rilevamenti effettuati;

c) per l’intero tratto il sistema non sia in grado  di  operare

correttamente  gli  accoppiamenti  delle  immagini  dei  veicoli   in

transito sotto le due stazioni per un numero di rilevamenti superiore

al 5% del totale dei rilevamenti effettuati.

Per  corretto  accoppiamento  si  intende  che  nella  coppia  di

immagini sia rappresentato lo stesso veicolo.

5.8 Le verifiche di funzionalita’  sia  iniziali  che  periodiche

sono documentate attraverso un verbale, redatto ai sensi  e  per  gli

effetti dell’art. 2700 del  Codice  Civile,  dall’organo  di  polizia

stradale utilizzatore. Sono allegati al  presente  atto  due  modelli

tipo di verbale di verifica di funzionalita’ (modello 1 e modello 2),

che possono essere anche integrati ed adattati alle specificita’  del

dispositivo o sistema in verifica purche’ coerenti con  le  finalita’

del  documento.  Verbali  di  verifica  particolari  possono   essere

proposti ed autorizzati in sede di approvazione del prototipo.

Capo 6

Dispositivi o sistemi con caratteristiche particolari

6.1 Per dispositivi o sistemi per i quali non sono applicabili le

presenti disposizioni saranno stabilite specifiche procedure  per  le

verifiche di taratura e funzionalita’ da parte del competente ufficio

del  Ministero  delle  infrastrutture  e   dei   trasporti,   sentito

l’organismo unico nazionale – ACCREDIA.

Capo 7

Segnalazione e visibilita’ delle postazioni di controllo

7.1 Le  postazioni  di  controllo  sulla  rete  stradale  per  il

rilevamento della velocita’ devono  essere  presegnalate  secondo  le

disposizioni del decreto del Ministro dei trasporti, di concerto  con

il Ministro dell’interno, 15 agosto 2007,  «Attuazione  dell’art.  3,

comma 1, lettera b) del decreto-legge 3 agosto 2007, n. 117,  recante

disposizioni  urgenti  modificative  del  codice  della  strada   per

incrementare i livelli di sicurezza nella  circolazione».  I  segnali

stradali e i dispositivi di segnalazione luminosi ivi previsti devono

essere installati con adeguato anticipo rispetto alla  postazione  di

rilevamento della velocita’, e in modo da  garantirne  il  tempestivo

avvistamento, in relazione alla velocita’ locale predominante. A  tal

fine si ritiene adeguata una distanza  minima,  secondo  il  tipo  di

strada,  pari  a  quella  indicata  dall’art.  79,   comma   3,   del

regolamento,  per  la  collocazione  dei  segnali  di   prescrizione.

Distanze diverse superiori possono essere adottate  in  relazione  al

particolare andamento plano-altimetrico della strada  ed  allo  stato

dei luoghi, verificando comunque che non vi siano tra il segnale o  i

dispositivi,  e  il  luogo  di  effettivo  rilevamento,  intersezioni

stradali che comporterebbero la ripetizione  del  messaggio  dopo  le

stesse, e comunque non superiori a quattro km. La ripetizione non  e’

altresi’ necessaria in presenza di accessi come definiti dall’art. 44

del regolamento e di diramazioni.

7.2 I segnali stradali o i dispositivi richiamati  al  punto  7.1

sono relativi ad una informazione puntuale, pertanto non  necessitano

di ripetizione ne’ di indicazione di «fine». Trattandosi  di  segnali

stradali  verticali  di  indicazione,  secondo  quanto  previsto  dal

richiamato decreto 15 agosto 2007, e non ricorrendo le condizioni  di

cui all’art. 81, comma 1, del regolamento, non e’ necessaria  neppure

la loro ripetizione sul lato sinistro della strada sia  nel  caso  di

strade a doppio senso che in  quelle  a  senso  unico  anche  a  piu’

corsie.

7.3 Nessuna preventiva segnalazione e’ prevista per i dispositivi

di rilevamento della velocita’ installati a bordo di veicoli  per  la

misura della velocita’ in movimento, anche ad inseguimento.

7.4 La visibilita’ delle postazioni puo’ essere assicurata con la

presenza, in prossimita’ delle stesse, anche  congiuntamente:  da  un

segnale con il simbolo delle figure II.109, 110/a, 110/b  e  111  del

regolamento, secondo i casi; dalla presenza di personale in  uniforme

o dell’autoveicolo  di  servizio  contraddistinto  dalle  insegne  di

istituto; dal dispositivo supplementare di segnalazione visiva a luce

lampeggiante blu di cui all’art. 177 del Codice, anche su veicoli  di

serie.

7.5 La distanza minima di un chilometro dal segnale indicante  il

limite massimo di velocita’, prescritta dall’art. 25, comma 2,  della

legge n. 120/2010, si applica unicamente fuori dei centri abitati,  e

solo nei casi (in cui e’  ammesso)  di  controllo  a  distanza  delle

violazioni, quando il limite imposto e’ diverso da quello fissato  in

linea generale per la categoria di strada dall’art. 142, comma 1, del

Codice, o da quello  fissato  in  particolare  per  la  categoria  di

veicolo dal medesimo art. 142, comma 3. Se lungo il tratto di  strada

su cui si eseguono i controlli sono  presenti  intersezioni  che,  ai

sensi dell’art. 104 del regolamento,  impongono  la  ripetizione  del

segnale di limite massimo di velocita’,  la  distanza  minima  di  un

chilometro  deve  essere   misurata   dal   segnale   ripetuto   dopo

l’intersezione. Poiche’ la  distanza  di  almeno  un  chilometro  dal

segnale vale sia  per  l’utilizzo  che  per  la  installazione  della

postazione, nel caso  di  dispositivi  di  rilevamento  che  eseguono

l’accertamento  con  veicolo  in  avvicinamento   alla   stessa,   il

chilometro deve essere  misurato  rispetto  al  punto  in  cui  viene

effettivamente rilevata la violazione e  non  rispetto  al  punto  di

installazione del dispositivo. Nel caso  di  impiego  di  sistemi  di

controllo della velocita’ media tenuta dai veicoli tra  due  stazioni

di rilevamento lungo un tratto di strada, la distanza  minima  di  un

chilometro rispetto al segnale di limite massimo di velocita’ imposto

lungo il tratto, quando questo e’ diverso da  quello  generale,  deve

essere assicurata rispetto alla seconda stazione del sistema, poiche’

e’   in   corrispondenza   di   quest’ultima   che   si   concretizza

l’accertamento della eventuale infrazione. In questo caso non  vi  e’

obbligo di rispettare la  predetta  distanza  rispetto  ad  eventuali

intersezioni o svincoli consentiti, aree di servizio, di  parcheggio,

etc., ubicate dopo  la  prima  stazione  di  rilevamento,  poiche’  i

veicoli che si immettono sul tratto controllato non sono soggetti  al

controllo della velocita’ media.

7.6 La distanza minima di cui al punto 7.5  non  si  applica  nei

centri abitati e quando la postazione e’ presidiata dagli  organi  di

polizia stradale. Non si applica altresi’:  rispetto  al  segnale  di

limite massimo di velocita’ che costituisce mera  ripetizione  di  un

segnale precedente lungo un tratto di strada in cui  sia  imposto  un

limite massimo di velocita’ uniforme diverso da  quello  generale  di

cui  all’art.  142,  comma  1,  del  Codice,  in  cui  non  vi   sono

intersezioni; e rispetto al segnale di limite  massimo  di  velocita’

ripetuto dopo una intersezione quando la velocita’ massima consentita

e’ la stessa su tutti i rami della intersezione e la  segnaletica  di

limite massimo di velocita’ su tali rami e’ comunque ad una  distanza

di almeno un chilometro dalla postazione di rilevamento, in  modo  da

garantire  tale  distanza  a  tutti  gli  utenti  della   strada   in

approssimazione alla postazione, quale che  sia  il  ramo  di  strada

percorso. Nel caso di diverso limite massimo di velocita’ anche lungo

un solo ramo della intersezione, sia maggiore che minore  rispetto  a

quello  ripetuto  dopo  l’intersezione,  la  distanza  minima  di  un

chilometro si computa dopo quest’ultimo, in modo da garantire a tutti

gli utenti della  strada  in  approccio  alla  postazione  lo  stesso

trattamento.

7.7 Quando il rilevamento della velocita’ e’ effettuato dal  lato

opposto al senso di marcia la presenza della postazione  deve  essere

segnalata, nelle immediate vicinanze della  stessa,  con  il  segnale

riportante il  simbolo  dell’organo  di  polizia  stradale  operante,

richiamato al punto 7.4, orientato in modo  da  essere  visibile  dal

senso di marcia sottoposto al controllo. Se l’attivita’ di  controllo

e’  effettuata  su  entrambi  i  sensi  di  marcia,  con  dispositivi

approvati per tale utilizzo collocati su un solo lato  della  strada,

la postazione deve essere segnalata con  un  segnale  di  indicazione

come sopra, a doppia faccia, visibile  dalle  due  direzioni.  Se  la

postazione e’ presidiata da organi di polizia stradale, con  o  senza

impiego di veicoli, gli stessi scelgono il senso di marcia  lungo  il

quale posizionarsi. Il presegnalamento della postazione  deve  essere

sempre assicurato lungo i sensi di marcia sui quali si  effettuano  i

rilevamenti secondo quanto indicato al punto 7.1.

7.8 Le postazioni di rilevamento temporanee sono presegnalate con

segnali temporanei in tutto simili  a  quelli  permanenti  e  con  le

stesse  modalita’  e  distanze  di  installazione.   Possono   essere

utilizzati segnali collocati in modo permanente sulla strada solo  se

la posizione dei dispositivi di rilevamento e’ stata oggetto  di  una

preventiva e concordata pianificazione ed il  loro  impiego  in  quel

tratto di  strada  non  e’  occasionale  ma,  per  la  frequenza  dei

controlli, assuma il carattere di sistematicita’. Per la  visibilita’

della postazione valgono le stesse prescrizioni dei punti 7.4 e 7.7.

note

[1] C. Cost. sent. n. 113/15 del 18.06.2015.

[2] Ministero Trasporti, parare n. 6169 dell’11.10.2017.

[3] Decreto Ministero Trasporti del 13.06.2017 in Gazz. Uff. n. 177/2017.

[4] Min. Trasporti, parere n. 6573 del 27 ottobre 2017.


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