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Ferie durante il preavviso per dimissioni

24 Novembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 Novembre 2017



Il lavoratore che si dimette può beneficiare delle ferie e dei permessi durante il periodo di preavviso?

Hai presentato le dimissioni dal posto di lavoro e vorresti non metterci più piede? Purtroppo, anche se hai molte ferie e parecchi permessi da smaltire, sei tenuto a lavorare nel periodo di preavviso, a meno che tu non abbia presentato le dimissioni per giusta causa o durante il periodo di prova, perché in questi casi il rapporto di lavoro cessa immediatamente.

In pratica, una volta presentate le dimissioni telematiche, non hai più la possibilità di fruire di ferie o permessi a vario titolo senza che queste assenze sospendano il periodo di preavviso, a meno che tu non stipuli un diverso accordo col datore di lavoro.

Ferie, permessi e preavviso

Le ferie e le varie assenze retribuite, come i permessi ex festività, aggiuntivi e i rol (riduzione orario di lavoro), difatti, interrompono la decorrenza del periodo di preavviso, quindi la data di termine del rapporto di lavoro viene spostata in avanti di conseguenza: ad esempio, se hai maturato ferie e i permessi per un  totale di 23 giorni, devi spostare di 23 giornate (lavorative, senza includere nel computo i giorni di riposo settimanale) la data di fine rapporto.

Se lo slittamento non avviene, dovrai pagare al datore di lavoro un’indennità corrispondente alle giornate del preavviso non lavorate, a meno che con un accordo (ti consiglio di stipulare un accordo scritto) l’azienda non rinunci a quelle giornate di preavviso.

Chi stabilisce la fruizione di ferie e permessi

In ogni caso, devi ricordare che non puoi godere delle ferie e dei permessi a tua discrezione, ma deve esserci un preventivo accordo col datore di lavoro, al quale spetta sempre “l’ultima parola”: il codice civile [1], infatti, dispone che sia il datore di lavoro a stabilire il periodo annuale di ferie retribuite, possibilmente continuativo, nel rispetto del periodo minimo previsto dalle leggi (in questo caso il decreto sull’orario di lavoro [2]) e dalla contrattazione collettiva.

Pertanto, anche hai diversi arretrati di ferie e permessi da smaltire, senza il consenso del datore di lavoro non puoi assentarti: ad ogni modo, se il datore di lavoro non rispetta il periodo di fruizione minimo previsto dalla normativa (ogni anno maturano 4 settimane di ferie, delle quali 2 devono essere fruite nell’anno di maturazione e altre 2 entro 18 mesi dall’anno di maturazione) è passibile di pesanti sanzioni.

Monetizzazione delle ferie e dei permessi

Le ferie minime annue pari a 4 settimane sono irrinunciabili, e sono monetizzabili (cioè convertibili con un’indennità in denaro) solo alla cessazione del rapporto di lavoro, mentre i permessi e le ferie aggiuntive previste dalla contrattazione collettiva sono monetizzabili: pertanto, se il datore di lavoro non consente lo smaltimento di ferie e permessi arretrati deve pagare i ratei residui alla cessazione del rapporto.

Non dimenticare, poi, che durante il periodo di preavviso ferie e permessi maturano normalmente, quindi l’azienda dovrà pagare anche i ratei maturati durante il preavviso, se non consentirà la fruizione di queste ulteriori assenze.

  • se fruisci di ferie e permessi durante il periodo di preavviso, queste sospendono il preavviso stesso e, di conseguenza, spostano in avanti la data di termine del rapporto, per un numero di giornate corrispondente alle giornate di assenza;
  • se il datore di lavoro non concorda con lo slittamento della data di fine rapporto, le giornate di assenza devono essergli indennizzate;
  • è comunque possibile firmare un accordo col datore di lavoro, in cui questi rinuncia al preavviso per un numero di giornate corrispondente alle assenze da fruire (ci si potrebbe anche accordare per la fruizione e la rinuncia al preavviso solo per una parte delle ferie e dei permessi spettanti);
  • non bisogna poi dimenticare che non è mai possibile fruire di ferie e permessi a proprio piacimento, ma ci si deve sempre accordare col datore di lavoro;
  • in ogni caso, i ratei di ferie e di permessi non goduti, più quelli maturati e non goduti durante il periodo di preavviso devono essere liquidati al termine del rapporto.

note

[1] Art.2109 Cod. Civ.

[2] DLgs. n. 66/2003.


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1 Commento

  1. Qualora, in caso di assunzione presso altro ente, comunicassi le dimissioni solo un paio o tre settimane prima, senza rispettare il termine previsto di due mesi, e decidessi comunque di godere di una decina di giorni di ferie negli ultimi giorni di servizio presso il vecchio ente, si può ugualmente evitare l’interruzione e lo slittamento del periodo di preavviso (di per sè già monco), accettando che lo stesso sia considerato ulteriormente ridotto o nullo?

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