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Ditelo Voi Il pagamento delle tasse è accettazione tacita dell’eredità?

Ditelo Voi Pubblicato il 17 novembre 2017

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> Ditelo Voi Pubblicato il 17 novembre 2017

Nel caso in cui l’erede legittimario non provveda entro i dieci anni successivi al decesso del defunto né ad accettare né a rifiutare l’eredità (nel caso una quota di proprietà di un immobile) decade da ogni diritto. Il pagamento dell’IMU non può essere fatto valere già come una accettazione tacita dell’eredità.

Un problema che si può presentare con una certa frequenza, specie nel caso in cui l’eredità sia costituita da beni immobili che dovrebbero andare in proprietà di più coeredi, è quello dovuto alla durata ultradecennale delle procedure di successione, durata dovuta al mancato accordo tra i co-eredi. Va infatti ricordato che i soggetti individuati dalla successione diventano proprietari dei beni in “comunione”, cioè ogni erede è comproprietario con gli altri eredi dei beni oggetto della successione e quindi, in caso di mancato accordo tra gli eredi che porti allo scioglimento della comunione, non ne potrà disporre autonomamente.

Secondo il nostro ordinamento il diritto di accettare un’eredità si prescrive dopo che siano trascorsi  10 anni dall’apertura della successione ed in tutti i casi in cui un erede non accetti (o non rifiuti) la sua quota di eredità entro i 10 anni successivi all’apertura del procedimento di successione, viene a decadere sia dal diritto di accettare che da quello di rinunciare all’eredità medesima.

A quel punto per legge il diritto di accettare si trasmette ai suoi discendenti diretti in base al principio della rappresentazione [1] secondo il quale la rappresentazione fa subentrare i discendenti nel luogo e nel grado del loro ascendente, in tutti i casi in cui questi non può o non vuole accettare l’eredità o il legato [2]. Considerando il fatto che l’accettazione dell’eredità può essere sia espressa che tacita resta quindi da chiarire se un determinato comportamento da parte del chiamato possa essere ritenuto concludente nel senso di accettare (tacitamente) l’eredità o meno. L’interpretazione prevalente è che il semplice pagamento di imposte non comporti l’accettazione tacita dell’eredità soprattutto nel caso rappresentato da immobili in cui è necessaria la trascrizione dell’accettazione che per questo deve essere fatta di fronte ad un notaio o al momento della vendita dell’immobile stesso.

note

[1] Previsto dall’articolo 467 del Codice civile

[2] Il legato è un istituto tipico della successione testamentaria (quella che avviene in presenza di un testamento) e non ha un “parallelo” nella successione legittima (quella che avviene in base alle regole del Codice civile non essendo stato redatto un testamento). Pur essendo nominato nel testamento, però, il legatario non diviene erede del defunto e non risponde dei debiti che derivano dal legato oltre il suo valore. In altre parole il beneficiario di un legato (detto legatario) è un soggetto che è stato beneficiato dall’autore del testamento, una persona che dovrebbe ricevere vantaggio dalla attribuzione ricevuta, cosa che non sempre invece accade per l’erede.


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