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Ditelo Voi Condominio: maggioranze per l’installazione di un impianto comune

Ditelo Voi Pubblicato il 17 novembre 2017

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In condominio, per approvare l’installazione di un impianto comune la cui spesa sia divisibile tra tutti i condomini, c’è bisogno del 50% dei millesimi di proprietà presenti più uno. In tal caso le future manutenzioni saranno a carico di tutti i condomini.

Con l’entrata in vigore della legge di riforma del condominio [1], è stato modificato l’elenco degli interventi qualificabili come “migliorie” e non “innovazioni” (da questa modifica normativa deriva, ad esempio, la possibilità di adottare il meccanismo della maggioranza semplice per tutta una serie di interventi sull’immobile condominiale che vanno dall’eliminazione delle barriere architettoniche al contenimento del consumo energetico, dalla realizzazioni di parcheggi alle opere per il miglioramento della salubrità e della sicurezza del condominio), con importanti riflessi sulle maggioranze richieste in sede di assemblea di condominio per l’approvazione delle relative delibere. L’installazione di un’antenna centralizzata rientra nel novero degli interventi che costituiscono una semplice miglioria [2] è può quindi essere approvata a maggioranza semplice, ossia con il consenso della maggioranza dei presenti e almeno 500 millesimi di partecipanti alla riunione. Se la citata maggioranza viene raggiunta anche i condomini contrari sono tenuti a partecipare alla spesa, a prescindere dal fatto che utilizzino o meno l’impianto. Nel caso in cui i condomini dissenzienti (e che non utilizzano l’impianto pur partecipando alle relative spese) intendano, in un secondo tempo, utilizzare l’impianto oggetto della delibera lo possono fare. Diverso è il caso di quelle spese che il Codice civile definisce come “innovazioni gravose o voluttuarie” [3] per le quali, nel caso in cui possano essere utilizzate separatamente dai diversi condomini, viene riconosciuta la possibilità ai dissenzienti di non partecipare alla spesa, salvo la possibilità, in un secondo tempo, di effettuare il necessario allaccio per l’utenza (in questo caso assumendosene i relativi costi anche di gestione).

note

[1] Legge 11 dicembre 2012, n. 220. “Modifiche alla disciplina del condominio negli edifici”

[2] Non sempre è agevole definire in modo corretto ed esaustivo il concetto di “miglioria” applicato ad interventi da realizzarsi sull’immobile condominiale. In questo contesto può essere utile l’indicazione che ci proviene dalla Suprema Corte di Cassazione civile, Sezione II che, nella sentenza n. 4340 del 21 febbraio 2013 ha stabilito che “Le modificazioni che potenziano o rendono più comodo il godimento della cosa comune e ne lascino immutate la consistenza e la destinazione, non sono innovazioni ma migliorie”.

[3] Art. 1121 cod. civ.


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