HOME Articoli

Lo sai che? Abitare in un posto diverso dalla residenza è legale?

Lo sai che? Pubblicato il 22 ottobre 2017

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 22 ottobre 2017

Residenza e dimora sono due concetti giuridici diversi ma ben possono essere sdoppiati e non coincidere con lo stesso posto.

Per varie ragioni hai intenzione di spostare la tua residenza nella vecchia casa dei tuoi genitori ormai in parte disabitata, pur vivendo in un’altra abitazione con la tua compagna. Le ragioni sono varie: un po’ per questioni di carattere fiscale, un po’ perché non vuoi ricevere la corrispondenza nel luogo in cui abitualmente vivi e, in particolar modo, le visite dell’ufficiale giudiziario qualora qualcuno decidesse di farti un pignoramento. In questo modo, nessuno saprebbe dove abiti e non ci sarebbe il rischio di vedersi sottrarre beni come il divano, la televisione e l’ultimo computer. Ma che succede se, a seguito di un controllo, la polizia municipale non dovesse trovarti nel luogo che hai indicato come nuova residenza? In altri termini è legale abitare in un posto diverso dalla residenza? Cerchiamo di scoprirlo qui di seguito. Con un’importante precisazione preliminare: se un tempo per poter cambiare la residenza era necessario prima un controllo delle autorità che, presentandosi “a sorpresa” presso la nuova abitazione, verificavano se il richiedente viveva effettivamente là, oggi le cose vanno diversamente: il Comune automaticamente dispone il mutamento di residenza e, nei successivi 45 giorni, può disporre i controlli per verificare l’effettiva corrispondenza con quanto dichiarato. In caso di esito negativo l’interessato riceve un «preavviso di diniego» e ha 10 giorni di tempo per presentare le proprie osservazioni scritte, al fine di evitare l’annullamento della residenza e il ripristino della precedente situazione anagrafiche. In caso di dichiarazioni mendaci sarà data informativa alla Procura della Repubblica.

Che differenza c’è tra domicilio, dimora e residenza

Per poter comprendere se abitare in un posto diverso dalla residenza è legale o meno bisogna prima spiegare cosa si intende con domicilio, cosa con dimora e cosa invece, con residenza:

  • il domicilio è il luogo nel quale la persona ha il centro dei suoi interessi (ad esempio l’ufficio, l’azienda, ecc.). Si distingue dalla dimora che è il luogo nel quale la persona si trova in via del tutto occasionale, e dalla residenza che è il luogo nel quale la persona abita stabilmente. Residenza e domicilio possono coincidere;
  • la dimora è il luogo nel quale una persona si trova in via del tutto occasionale (ad esempio la casa vacanze o un appartamento in affitto per un anno per un trasferimento lavorativo);
  • la residenza è il luogo nella quale la persona abita stabilmente.

Il Comune può rifiutare la residenza?

Se, dagli accertamenti effettuati dalla polizia municipale, non risultano elementi che provino che la persona risieda effettivamente dove ha dichiarato di abitare, l’ufficiale di anagrafe emette un provvedimento di diniego di residenza che viene comunicato all’interessato al suo vecchio indirizzo. Egli ha 10 giorni di tempo per contrastare questa decisione e fare ricorso al Prefetto.

In ogni caso, nulla impedisce a chi ha già ottenuto un rifiuto di presentare una nuova richiesta.

Abitare in un posto diverso dalla residenza è legale?

Da quanto finora detto si comprende agilmente che abitare in un posto diverso dalla residenza non è legale. Lo è solo se tale situazione è provvisoria e momentanea. La residenza è, infatti, il luogo di «abituale dimora»: in altri termini il luogo ove si vive più di frequente deve essere necessariamente la residenza e non un altro posto. Certo, questo non toglie che la persona possa spendere gran parte della giornata nel luogo di lavoro (l’ufficio, lo studio, il negozio, ecc.) ma la residenza rimane il posto ove questi si reca per dormire, dove sta quando non lavora, dove pranza o riceve la posta. La ragione è abbastanza semplice: ogni cittadino ha l’obbligo di essere reperibile e, perciò, è tenuto a fornire alle autorità (nella specie l’ufficio anagrafe e residenza) il luogo ove vive abitualmente. Ciò non toglie che, per periodi di tempo più o meno prolungati, purché sporadici, egli si possa allontanare (è il caso di chi si deve trasferire per qualche mese per lavoro o va a vivere per qualche mese nella casa vacanze).

note

Autore immagine: 123rf com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

1 Commento

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI