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Come si dividono le spese di successione?

22 ottobre 2017


Come si dividono le spese di successione?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 ottobre 2017



Dichiarazione di successione e imposte dovute all’Agenzia delle Entrate: come si dividono tra i vari eredi.

Sono passati alcune settimane dalla morte di un tuo familiare e ora tu e gli altri eredi state per presentare la dichiarazione di successione. All’attivo c’è una casa, quella dove il defunto abitava, e un vecchio magazzino. C’è poi il conto corrente con la pensione, l’automobile e, ovviamente, tutti gli arredi che compongono l’appartamento (armadi, quadri, tappeti, divani, televisione, ecc.). Poiché nessuno di voi ha competenze legali, avete deciso di affidare la dichiarazione di successione a un professionista che ha compilato il documento da presentare all’Agenzia delle Entrate. Ora però ci sono le tasse da pagare e alcuni degli eredi sostengono di non avere i soldi per provvedervi. Così sorge il problema: come si dividono le spese di successione? Di tanto parleremo nel seguente articolo.

Chi deve presentare la dichiarazione di successione?

Con il decesso di una persona gli eredi e i legatari devono presentare la cosiddetta dichiarazione di successione (salvo in alcuni casi straordinari). Al fisco non interessa chi la deposita: l’incarico può essere assunto da un solo erede, che provvede per gli altri, o da un professionista che rappresenti tutti i chiamati all’eredità. Se nell’eredità ci sono immobili, gli eredi e i legatari devono, prima della presentazione della dichiarazione di successione, autoliquidare le imposte ipotecaria e catastale ai fini della successiva richiesta di voltura catastale e di trascrizione della proprietà del bene.

Entro quanto tempo va presentata la dichiarazione di successione?

Prima di chiarire come si dividono le spese di successione, occupiamoci ancora della dichiarazione di successione. Questo adempimento va eseguito entro massimo 12 mesi dal decesso (data di apertura della successione).

Se però i chiamati all’eredità fanno rinuncia all’eredità, non devono presentare la dichiarazione di successione. Devono però comunicare il fatto all’Agenzia delle Entrate a mezzo di raccomandata, con allegata la copia autentica della dichiarazione di rinuncia autenticata dal cancelliere del tribunale.

Come si presenta la dichiarazione di successione?

La dichiarazione di successione va presentata all’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente (quello del luogo di apertura della successione, ossia dove il soggetto defunto era residente al momento del decesso), il quale ne rilascia ricevuta, oppure spedendola per raccomandata; in questo caso, si considera presentata nel giorno di consegna all’Ufficio postale.

Se il defunto era residente all’estero, la dichiarazione di successione va presentata all’ufficio delle Entrate nella cui circoscrizione era stata fissata l’ultima residenza italiana; se quest’ultima è sconosciuta, alla Direzione Provinciale II di ROMA – Ufficio Territoriale ROMA 6 – EUR TORRINO.

La presentazione ad un Ufficio diverso da quello competente si considera avvenuta nel giorno in cui la dichiarazione è pervenuta a quello competente.

Il pagamento delle tasse di successione

Non appena presentata la dichiarazione di successione, l’Agenzia delle Entrate liquida l’imposta di successione ed emette un avviso di pagamento sulla base della dichiarazione di successione.

L’avviso di liquidazione va notificato agli eredi entro 3 anni dalla data di presentazione della dichiarazione di successione principale o da quella modificativa.

Che succede se gli eredi non presentano la dichiarazione di successione?

Se gli eredi non presentano la dichiarazione di successione, l’Agenzia delle Entrate notifica un avviso di liquidazione entro 5 anni dalla scadenza del termine. Una volta notificato l’avviso di liquidazione, il diritto a riscuotere l’imposta, dal momento in cui è definitivamente accertata, si prescrive in 10 anni, con decorrenza:

  • se non viene proposto ricorso, dalla data di notificazione dell’avviso di accertamento o di sottoscrizione dell’atto di adesione;
  • in caso di ricorso, dalla data della decisione, o sentenza passata in giudicato.

Come si dividono le spese di successione?

Veniamo ora al problema principale: chi paga e come si dividono le spese di successione, ossia le tasse dovute all’Agenzia delle Entrate? La legge prevede che a dover pagare siano tutti gli eredi che hanno accettato l’eredità nonché i legatari. Sono altresì tenuti a pagare anche i chiamati all’eredità che ancora non hanno fatto la dichiarazione di accettazione, salvo che abbiano già manifestato la rinuncia all’eredità.

In presenza di più eredi, le imposte si dividono secondo le rispettive percentuali di eredità; tuttavia l’Agenzia delle Entrate non è obbligata a chiedere a ciascun erede la sua parte, ma può chiedere ad uno solo di questi l’integrale pagamento. Ad esempio, in presenza di 3 eredi, di cui uno abbia il 50% e gli altri due il 25% a testa, le spese saranno divise secondo le predette percentuali, tuttavia il fisco può chiedere a uno solo dei tre il 100% delle imposte.

Questo significa che, a dover pagare le spese di successione, sono tutti gli eredi, a prescindere da quanto abbiano ricevuto con l’eredità. Si parla, a riguardo, di responsabilità solidale: significa che l’Agenzia delle Entrate può chiedere l’integrale pagamento a una persona qualsiasi degli eredi, anche se questa ha ricevuto una quota minima. Chi viene costretto a pagare per tutti può poi rivalersi nei confronti degli altri in relazione alla rispettiva quota. Ad esempio, se le spese di successione sono pari a mille euro e gli eredi sono quattro, nell’ipotesi in cui l’Agenzia delle Entrate ottenga il pagamento da uno solo degli eredi, questi potrà poi chiedere, a ciascuno degli altri tre eredi, rispettivamente il 25% (250 euro).

I legatari devono pagare l’imposta individualmente, in misura proporzionale al valore del legato, in rapporto alla base imponibile globale della successione.

Il coerede che ha accettato l’eredità con beneficio di inventario è obbligato solidalmente al pagamento, solo nel limite della propria quota ereditaria.

Entro quanto tempo deve avvenire il pagamento?

Gli eredi destinatari dell’avviso di liquidazione devono eseguire il pagamento entro 60 giorni dalla data in cui è stato notificato tramite modello F23 pagabile presso l’Agenzia delle Entrate, banche o uffici postali.

In caso di ritardato pagamento, sono dovuti gli interessi di mora nella misura del 2,5% per ogni semestre compiuto dalla scadenza.

Rateazione del pagamento

Le imposte di successione possono essere pagate a rate a condizione che l’importo non sia inferiore a mille euro. In tal caso si potrà pagare:

  • entro 60 giorni dall’avviso di liquidazione si deve pagare un importo non inferire al 20% dell’imposta;
  • il resto in 8 rate trimestrali o, per importi superiori a 20mila euro, in 12 rate trimestrali, ciascuna con scadenza l’ultimo giorno di ciascun trimestre.
  • Sono poi dovuti gli interessi pari al 3% all’anno che decorrono dal primo giorno successivo al pagamento della prima rata del 20%.
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