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Lo sai che? Cessazione attività con P. Iva: devo comunicarlo all’Agenzia entrate?

Lo sai che? Pubblicato il 18 novembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 18 novembre 2017

Se intendo chiudere la mia attività, devo comunicarlo per forza all’Agenzia delle entrate? Che cosa succede se non lo faccio?

Considerate le esigenze e disponibilità economiche del lettore, che portano ad escludere la possibilità di mettere in atto un’operazione di vendita e riacquisto parte sua (come persona fisica) del terreno di cui si discute, l’alternativa sarebbe quella di non comunicare all’Agenzia delle entrate la cessazione della sua attività (alla quale è connessa una partita iva, che sarebbe quindi chiusa) allo scopo, quando ce ne sarà l’opportunità, di vendere il terreno con partita iva e, quindi, evitando aggravi economici. La normativa oggi vigente [1] stabilisce che la cessazione dell’attività (alla quale è connessa una partita iva) debba essere comunicata all’Agenzia delle entrate entro trenta giorni da suo verificarsi. A seguito della comunicazione di cessazione dell’attività, poi, viene chiusa la partita iva. Attualmente se si omette nel termine previsto (trenta giorni) di comunicare la cessazione dell’attività, l’Agenzia delle entrate, sulla base dei dati dell’anagrafe tributaria, individua i soggetti che non abbiano presentato la dichiarazione di cessazione di attività e comunica loro che provvederà di ufficio a chiudere la partita iva (il contribuente ha la possibilità, nei trenta giorni dal ricevimento della comunicazione, di fornire dati ed elementi non considerati o valutati erroneamente per evitare la chiusura che saranno poi valutati dall’Agenzia). Se in risposta alla comunicazione dell’Agenzia, il contribuente non avesse elementi da fornire o se gli stessi fossero ritenuti inconsistenti, la partita iva viene chiusa e al contribuente è pure comminata una sanzione che è irrogata assieme all’invio della comunicazione (sanzione pari ad 500 euro a meno che non si voglia pagare entro trenta giorni dall’invio della comunicazione, nel qual caso si sarà ammessi a pagare un terzo del minimo e cioè 167,67 euro). Questo è il quadro attuale. La partita iva, quindi, può restare aperta anche dopo la cessazione dell’attività (non comunicando, come si dovrebbe, l’avvenuta cessazione dell’attività entro trenta giorni), ma l’Agenzia delle entrate può in ogni momento (dopo un giorno, ma anche dopo anni), reperendo i dati dall’anagrafe tributaria, inviare al contribuente una comunicazione con cui dichiara che la partita iva sarà chiusa d’ufficio, accompagnando la comunicazione con l’irrogazione di una sanzione (quantificata come specificato sopra).

 

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte

note

[1] Art. 35, co. 15 quinquies, d.P.R. n. 633 del 26.10.1972 e art. 5, co. 6, d.lgs. n. 471 del 18.12.1997.


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