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Lo sai che? Come revocare una donazione

Lo sai che? Pubblicato il 24 novembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 24 novembre 2017

I beni dati in regalo vanno restituiti per ingratitudine o sopravvenienza di nuovi figli.

Un bene donato è perso per sempre? O si può chiedere indietro? In generale non è possibile revocare i beni donati ad altri, in quanto la legge considera “ingiusto” chiedere la restituzione di ciò che è stato ceduto a titolo di liberalità. Tuttavia esistono delle ipotesi specifiche in cui, a seguito del comportamento scorretto del donatario o del verificarsi di circostanze sconosciute al donante, è possibile la richiesta di restituzione di quanto regalato.

Più precisamente, la revoca della donazione è ammessa solo in due casi [1]:

1) ingratitudine del donatario [2];

2) sopravvenienza di figli del donante [3].

Non possono essere mai revocate, neppure per ingratitudine o per sopravvenienza di figli, le donazioni fatte per:

  • riconoscenza,
  • meriti e remunerazione del beneficiario,
  • in occasione di un matrimonio (ad eccezione dell’ipotesi esaminata più avanti).

Revoca della donazione per ingratitudine

Il comportamento gravemente scorretto del donatario rende “immeritata” la donazione. Non tutte le ipotesi di ingratitudine giustificano, però, la revoca della donazione. Quest’ultima, infatti, può essere chiesta solo quando il donatario:

– ha volontariamente ucciso o tentato di uccidere il donante, il coniuge, un discendente o un ascendente di questo; abbia commesso contro di loro un fatto al quale si applicano le disposizioni sull’omicidio (es.: istigazione al suicidio di minore di anni 14); li abbia denunciati infondatamente o abbia testimoniato falsamente contro di loro per un reato punibile con l’ergastolo o con la reclusione per un tempo non inferiore nel minimo a tre anni;

– ha commesso ingiuria grave verso il donante: in questo caso, è sufficiente che il donatario abbia trattato in maniera offensiva il donante (per esempio, ne abbia offeso il decoro e la reputazione);

– ha arrecato grave pregiudizio al patrimonio del donante (per esempio si sia indebitamente appropriato di suoi beni);

– ha rifiutato indebitamente di versare gli alimenti al donante nonostante vi fosse tenuto per legge in ragione dei vincoli familiari.

L’azione di revocazione per ingratitudine deve essere proposta dal donante (o dai suoi eredi) contro il donatario (o i suoi eredi) entro un anno dal giorno in cui egli è venuto a conoscenza del comportamento ingrato [4].

Revoca per sopravvenienza di figli

La nascita di un figlio o la scoperta di un figlio non conosciuto al momento della donazione o, ancora, il ritorno di un figlio assente o presunto morto possono portare il genitore a riconsiderare la donazione. Si pensi, per esempio, al caso in cui il donante ceda un appartamento ad un amico nella convinzione di non avere un figlio a cui lasciarlo.

Ciò vale sia per i figli legittimi che per quelli naturali.

L’azione di revocazione per sopravvenienza dei figli può essere proposta entro cinque anni dal giorno della nascita dell’ultimo figlio o discendente legittimo o della notizia dell’esistenza del figlio o discendente, o, infine dell’avvenuto riconoscimento del figlio naturale [5].

Se l’azione di revocazione ha successo, il donatario deve restituire, se esistono ancora, i beni donati insieme ai frutti maturati dal giorno della domanda. Se i beni sono stati nel frattempo ceduti ad altri, persi o distrutti, il donatario deve restituirne il corrispondente valore in denaro [6].

Restituzione dei doni ex fidanzati

La legge disciplina inoltre una particolare fattispecie di “revoca della donazione”: la restituzione dei beni donati dal fidanzato/a a seguito della promessa (fidanzamento ufficiale), qualora il matrimonio non venga più contratto [7].

In caso di rottura di fidanzamento, presupposto essenziale per l’esercizio dell’azione di restituzione dei doni è la circostanza che i doni siano stati fatti “a causa della promessa di matrimonio“, cioè sulla presupposizione della celebrazione del futuro matrimonio, senza necessità di una particolare forma, nè di pubblicità della promessa, conseguendone il diritto alla restituzione per la sola ipotesi che il matrimonio non sia stato contratto e senza alcuna rilevanza delle cause del mancato matrimonio [8].

note

[1] Deve trattarsi di circostanze sorte o scoperte successivamente alla donazione.

[2] Art. 801 cod. civ.

[3] Art. 803 cod. civ.

[4] Se la causa della revoca è l’omicidio volontario del donante oppure il donatario ha dolosamente impedito di revocare la donazione, il termine per proporre l’azione è di un anno dal giorno in cui gli eredi hanno avuto notizia della causa di revocazione (art. 802 cod. civ.).

[5] È possibile proporre l’azione anche se il figlio del donante era già concepito al tempo della donazione. Impedisce, invece, la proposizione o la prosecuzione dell’azione la morte del figlio o del discendente.

[6] I terzi che abbiano acquistato un bene dal donatario, non sono pregiudicati dalla revoca, purché abbiano trascritto il loro acquisto prima della trascrizione della domanda giudiziale di revoca (art. 808 cod. civ.).

[7] Art. 80 cod. civ.

[8] Cass. sent. n. 1260/1994.


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