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I genitori rispondono del reato del figlio?

23 ottobre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 ottobre 2017



La responsabilità penale è personale; non quella civile, che pertanto può ricadere sulle spalle dei genitori.

La Costituzione italiana parla chiaro: la responsabilità penale è personale [1]. Chi commette un delitto deve risponderne in prima persona, non essendo possibile che per lo stesso paghi un altro. Questo vale anche quando a compiere il fatto sia un minorenne. Diverso, invece, è il discorso riguardante le conseguenze civili del reato, cioè il risarcimento: quest’ultimo, infatti, potrà essere pagato anche da chi non ha commesso il crimine. Quindi: i genitori rispondono del reato del figlio?

La responsabilità penale del minore

Come anticipato, la responsabilità penale non può essere trasmessa: chi ha commesso il crimine deve scontare la pena. Questo vale anche per i minorenni; con qualche precisazione. Secondo la legge, infatti, chi ha meno di quattordici anni non è imputabile [2]; è imputabile invece chi, al momento del fatto, aveva compiuto i quattordici anni, ma non ancora i diciotto, se aveva capacità d’intendere e di volere; ma la pena è diminuita [3]. In altre parole, chi non ha compiuto ancora i quattordici anni non potrà essere punito penalmente, salva la possibilità di applicare quella che viene definita una misura di sicurezza. Secondo il codice penale, quando il fatto è commesso da un minore degli anni quattordici, il giudice, se lo ritiene pericoloso e ritiene il fatto particolarmente grave, può porlo in libertà vigilata oppure ordinare il suo ricovero in riformatorio [4].

Nel caso in cui invece il minore abbia compiuto i quattordici anni ma non i diciotto, egli risponderà del reato soltanto se in giudizio verrà dimostrata la sua capacità di intendere e di volere (in altre parole, la sua maturità psicologica): in questo caso, risponderà come fosse un maggiorenne, ma la pena gli va comunque ridotta.

In ogni caso, sia che il minore sia imputabile che inimputabile, mai potrà rispondere per lui un’altra persona: mai, in altre parole, potrà andare in carcere un’altra persona!

Quasi tutti i reati, però, comportano delle conseguenze di tipo economico: chi ferisce una persona è tenuto poi a risarcirla; peggio ancora se la uccide, perché dovrà risarcire i familiari. In questo caso, i genitori rispondono del reato del figlio minore.

La responsabilità dei genitori per il reato del figlio

La legge dice che ogni reato che abbia causato un danno, patrimoniale o non patrimoniale, obbliga al risarcimento il colpevole e le persone che, a norma delle leggi civili, devono rispondere per il fatto del primo [5]. In altre parole, la responsabilità civile per il reato si estende oltre la persona del colpevole penalmente.

Secondo il codice civile, in caso di danno cagionato da persona incapace di intendere e di volere, il risarcimento è dovuto da chi è tenuto alla sorveglianza dell’incapace stesso, a meno che non dimostri di non aver potuto in nessun modo impedire il fatto [6]; inoltre, i genitori sono responsabili del danno derivante dal fatto illecito dei figli minori soggetti alla loro tutela che abitano con essi [7].

Da ciò deriva che il minore che vive a carico dei genitori e che non possiede un reddito proprio non può far fronte al risarcimento: subentrano pertanto, in sua vece, i genitori, i quali saranno tenuti a pagare il debito del figlio. La questione, però, è ancora più delicata. In una sentenza di qualche anno fa, il giudice ha posto a carico dei genitori l’obbligo di pagare il risarcimento alla vittima del reato perché colpevoli di non aver educato adeguatamente il figlio minore [8]. Il ragazzo aveva accoltellato un coetaneo per futili motivi; per dimostrare di aver fatto di tutto per impedire il crimine (pur trattandosi di un evento difficilmente prevedibile), i genitori avrebbero dovuto provare di aver dato al ragazzo un’ educazione adeguata. Secondo il giudice, però, ciò non è avvenuto: il giovane presentava una grave immaturità sul piano cognitivo e affettivo, immaturità che, secondo la perizia medico-legale, era dovuta all’ambiente domestico.

L’orientamento giurisprudenziale è solido. Anche la Corte di Cassazione ha più volte ribadito che, salvo prova contraria, i genitori rispondono dell’illecito del figlio minore. Il caso specifico riguardava un incidente causato da un motociclista tredicenne che, in questo modo, procurava delle lesioni ad un pedone. Il genitore del ragazzo si difendeva asserendo che il figlio non era stato autorizzato ad utilizzare il motorino, sottratto senza chiedere il consenso al genitore. Questa circostanza, confermata dal ragazzo, non ha convinto i giudici, i quali hanno ritenuto che il genitore non avesse fornito la prova liberatoria di non aver potuto impedire il fatto e, pertanto, lo condannavano al risarcimento del danno [9].

note

[1] Art. 27 Cost.

[2] Art. 97 cod. pen.

[3] Art. 98 cod. pen.

[4] Art. 224 cod. pen.

[5] Art. 185 cod. pen.

[6] Art. 2047 cod. civ.

[7] Art. 2048 cod. civ.

[8] Trib. Genova, 21 gennaio 2013.

[9] Cass., sent. n. 16265/2012 del 25.09.2012.

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