Pensioni, Ape volontario prorogato al 2019

23 ottobre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 ottobre 2017



Anticipo pensionistico a 63 anni per chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2019.

Pensione a 63 anni con l’Ape volontario anche per chi matura i requisiti nel 2019: è questa una delle ultime novità in materia previdenziale della legge di Bilancio 2018. Una proroga dovuta, considerando i ritardi nell’emanazione del decreto attuativo sull’anticipo pensionistico, pubblicato in Gazzetta Ufficiale solo la scorsa settimana.

L’Ape volontario, peraltro, non è ancora operativo, perché mancano gli accordi con le banche e le assicurazioni, determinanti per stabilire le condizioni del prestito pensionistico; l’Inps dovrà poi emanare una circolare operativa, a seguito del perfezionamento della procedura informatica necessaria per richiedere l’Ape.

Considerando tutti questi passaggi, quindi, i primi assegni inizieranno ad essere versati dal 2018: ecco perché la proroga dell’Ape volontario al 2019 rappresenta più un atto dovuto che una gentile concessione. È vero che chi ha maturato i requisiti per l’Ape nel 2017 ha il diritto di ricevere tutti i mesi arretrati: beneficiare degli arretrati, però, non sempre un vantaggio, considerando che l’anticipo pensionistico è riconosciuto sulla base di un prestito, quindi va restituito.

Per di più, non è ancora chiaro se chi maturerà i requisiti per l’Ape volontario nel 2019 potrà ottenere l’anticipo a 63 anni, come avviene ora, o a 63 anni e 5 mesi, nel caso in cui i requisiti aumentino per effetto degli adeguamenti alla speranza di vita media. La legge che ha istituito l’Ape [1], difatti, stabilisce che l’assegno può essere ottenuto a 63 anni di età, ma non devono mancare più di 3 anni e 7 mesi al perfezionamento dei requisiti della pensione di vecchiaia (l’età pensionabile, dal 2018, sarà uguale per tutti e pari a 66 anni e 7 mesi): nel caso in cui l’età pensionabile aumenti, quindi, aumenterebbe il requisito di età per l’accesso all’Ape.

Nessun problema, invece, per chi riuscirà ad accedere all’Ape prima che i requisiti per la pensione di vecchiaia aumentino: in questo caso non si decadrà dall’anticipo pensionistico, ma il prestito sarà rinegoziato, senza che l’interessato sia però obbligato ad accettare il nuovo piano di ammortamento.

Le questioni aperte sono dunque numerose, come i dubbi dei potenziali interessati. In attesa di nuovi chiarimenti, facciamo un breve punto della situazione sul funzionamento dell’Ape volontario.

Che cos’è l’Ape volontario

L’Ape volontario, o anticipo pensionistico volontario, è un assegno che accompagna il lavoratore dai 63 anni di età (o dalla data della domanda), sino alla data di maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia.

L’assegno va dal 90% al 75% della pensione, a seconda dell’anticipo richiesto, ed è riconosciuto grazie a un prestito bancario.

Il prestito deve essere restituito in 20 anni; oltre alla restituzione delle rate del prestito, sulla pensione pesano gli interessi (è stato ipotizzato un Taeg del 3,25), i contributi al fondo di solidarietà e il costo dell’assicurazione contro il rischio di premorienza: secondo le stime degli esperti, ogni anno di anticipo dovrebbe penalizzare la pensione del 4,2-4,6%. Le stime esatte saranno però disponibili solo dopo che saranno conclusi gli accordi quadro con banche e assicurazioni.

Chi può richiedere l’Ape volontario

Può richiedere l’Ape volontario chi è iscritto a una delle gestioni Inps (fondo pensione lavoratori dipendenti, artigiani, commercianti, ex Inpdap, gestione Separata…), se possiede:

  • almeno 63 anni di età;
  • almeno 20 anni di contributi;
  • una pensione almeno pari, al netto della rata Ape, a 1,2 volte il trattamento minimo (702,65 euro).

Non devono inoltre mancare più di 3 anni e 7 mesi al perfezionamento dei requisiti per la pensione di vecchiaia.

Sono poi previsti ulteriori limiti alla concessione dell’Ape: ad esempio, questa non può essere richiesta dai cattivi pagatori, da chi ha pignoramenti in corso, o se la rata del prestito, assieme ad ulteriori ratei, supera il 30% della pensione. Per conoscere tutti i limiti alla concessione dell’Ape volontario: Niente Ape per chi ha debiti.

note

[1] L. 232/2016.

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