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Fare video a scopo personale senza pubblicarli è legale?

23 ottobre 2017


Fare video a scopo personale senza pubblicarli è legale?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 ottobre 2017



Privacy e diritto all’immagine: quando c’è illecito nelle registrazioni video a scopo personale e senza fine di lucro.

Hai intenzione di usare la telecamera per fare riprese alla gente che cammina per le strade della città, che fa la fila fuori un negozio o prima di un concerto, all’interno di un campo sportivo, durante una processione, un corteo o una manifestazione pubblica. Vuoi conservare le registrazioni e tenerle per te, senza pubblicarle. Le ragioni sono varie. Nell’ipotesi però in cui dovessi utilizzarle, faresti ben attenzione a sgranare i volti e a coprire le immagini di minorenni. È lecito tutto ciò? Si può fare video a scopo personale senza pubblicarli? Cerchiamo di vedere cosa prevede la legge.

Il codice penale [1] vieta l’acquisizione di video, immagini o foto di situazioni che si svolgono nell’abitazione altrui, negli altri luoghi di privata dimora o nelle adiacenze. Il reato contestabile, in questi casi, è quello di «illecita interferenza nella vita privata». Così, anche se il filmato non viene pubblicato e se l’autore ne fa un uso personale, non si può riprendere una persona che sta sul balcone del proprio appartamento, che sosta vicino al proprio garage o mentre svolge il proprio lavoro in un ufficio privato (ossia non aperto al pubblico). Chiaramente, se è vietata la semplice registrazione lo è, ancor di più, la pubblicazione come, ad esempio, quella che avviene sul web, su un social network o su YouTube.

Non è possibile, senza il consenso degli interessati, anche la ripresa in un luogo privato ove accedono più persone: si pensi alla dimora di un amico durante una festa riservata. E ciò vale anche se lo scopo delle registrazioni non è rivolto alla pubblicazione.

Diverso è, invece, il discorso di immagini registrate in luoghi pubblici ove non si svolge, quindi, la vita privata delle persone. Un turista è ben libero di fotografare o riprendere la facciata di un edificio anche se, sul marciapiede, ci sono dei passanti o gli stessi proprietari degli appartamenti; allo stesso modo può riprendere i partecipanti a una processione o a un incontro sportivo. Le riprese sugli spalti di un campo di calcio, ad esempio, sono del tutto lecite; e lo stesso dicasi nel caso di cerimonie religiose, anche se si svolgono dentro la chiesa e quindi in un luogo non «pubblico» ma «aperto al pubblico». In questi casi, dunque, fare video a scopo personale senza pubblicarli è legale.

L’illecito si commette nel momento in cui il filmato viene reso pubblico attraverso, ad esempio, il caricamento su una piattaforma online come YouTube o quella di un social network, anche quando gli scatti o i video sono stati eseguiti in un luogo pubbico. Quindi non posso caricare su un profilo Instagram le foto delle persone che stanno in un treno o in un autobus; non posso pubblicare l’immagine di due persone che si baciano su una strada o che cantano durante un concerto se non ho ottenuto la liberatoria.

Esistono però delle eccezioni che consentono di ritenere legittimo tale comportamento. Ai sensi della legge sul diritto d’autore [2], «Non occorre il consenso della persona ritratta quando la riproduzione dell’immagine è giustificata dalla notorietà o dall’ufficio pubblico coperto, da necessità di giustizia o di polizia, da scopi scientifici, didattici e culturali, o quando la riproduzione è collegata a fatti, avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico». Attenzione: la ripresa dei volti dei partecipanti deve essere solo incidentale. In altri termini l’oggetto della ripresa deve essere l’evento e non i suoi partecipanti i quali, inevitabilmente, vi finiscono dentro. Sarebbe illecito invece il comportamento del fotografo che acquisisce foto di persone che partecipano a manifestazioni laddove il soggetto vero e proprio dello scatto o delle riprese sono proprio i privati e non la folla (si pensi a una sfilata di carnevale).

Quindi, la liberatoria non serve, ed è lecito pubblicare foto di persone riprese durante manifestazioni pubbliche, almeno fintanto che non ci sia una rilevanza morale del contenuto dell’opera. La stessa norma precisa infatti che «Il ritratto non può tuttavia essere esposto o messo in commercio, quando l’esposizione o messa in commercio rechi pregiudizio all’onore, alla reputazione o anche al decoro della persona ritratta».

Anche in questi casi, però sussiste il divieto assoluto di pubblicare immagini di bambini o di minori di età in quanto sempre vietato.

note

[1] Art. 614 e 615-bis cod. pen.

[2] Art. 97 L. n. 633/1941.

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