HOME Articoli

Lo sai che? Discussioni con il coniuge: è reato?

Lo sai che? Pubblicato il 29 novembre 2017

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 29 novembre 2017

Discussioni animate e conseguenze: se costringo il coniuge ad una discussione commetto il reato di violenza privata.

L’amore non è eterno e l’esperienza quotidiana conferma questa affermazione. Spesso la coppia scoppia e certamente non all’improvviso. Sappiamo, infatti, che i rapporti matrimoniali possono diventare tumultuosi e costellati da episodi spiacevoli, dalle conseguenze negative. Nelle pubblicazioni il marito denunciato non è sempre perdonabile e se la moglie ritira la denuncia non c’è condanna abbiamo visto quali possono essere i comportamenti che possono far sorgere una responsabilità penale. In questo articolo, invece, si parla di una situazione particolare ed assai frequente in tutte le coppie: la discussione. Ebbene, sappiamo che non sempre il confronto verbale tra i coniugi avviene in maniera civile e moderata. Spesso e volentieri la discussione e animata e violenta. Ebbene, questa circostanza può determinare la responsabilità penale del coniuge più agitato e arrabbiato? Se la risposta è positiva, come deve essere la discussione con il coniuge per essere reato? Come è giusto che sia, procediamo con ordine.

In cosa consiste il reato di violenza privata?

Se ne è parlato nelle pubblicazioni sopra indicate. Si tratta di un reato [1] in cui il responsabile costringe la vittima a fare, non fare o sopportare qualcosa. È evidentemente violata la libertà psichica della persona offesa, la cui libera determinazione viene ostacolata. Il reo rischia la reclusione fino a quattro anni e la denuncia della vittima non è necessaria per procedere nei riguardi del colpevole, ma soltanto indispensabile per conoscere i fatti ed agire di conseguenza (tecnicamente, si dice che è un reato procedibile d’ufficio: alla denuncia/querela della vittima, scattano le indagini e l’eventuale procedimento penale a carico del responsabile).

Se discuto con mia moglie è sempre reato?

Ovviamente, il semplice confronto verbale con il coniuge (magari senza alcun accordo tra i due e in assoluta divergenza di idee oppure una discussione dai toni unicamente accessi) non può certamente configurare alcuna responsabilità a carico del marito o della moglie: va bene che bisogna mantenere la calma, ma il codice penale non è mica persecutorio fino a questo punto (d’altra parte, come si dice: l’amore non è bello se non è litigarello). Tuttavia, una discussione caratterizzata da minacce, non può essere ammissibile e tanto meno un confronto verbale forzato e privo della libertà di allontanarsi e d’interromperlo.

In altre parole non è consentito obbligare il proprio interlocutore, cioè il proprio coniuge, a discutere animatamente su un certo argomento o per una determinata circostanza. Se, ad esempio il marito impone alla propria moglie una discussione animata e forzata, commette il reato di violenza privata. È la Cassazione [2] a raggiungere questa conclusione. Infatti, la Suprema Corte ha confermato la legittimità della condanna, inflitta in appello ad un marito che si era reso responsabile di una discussione animata con la moglie. Nel caso esaminato, la vittima era stata costretta dal coniuge, ad appartarsi in una stanza per subire l’acceso confronto verbale, senza avere la possibilità di allontanarsi dal luogo in questione e per un lasso di tempo alquanto prolungato (per l’esattezza, circa due ore). Per le ragioni poc’anzi indicate, il marito violento è stato condannato per il reato di violenza privata. Pertanto, per quanto possa essere difficile mantenere la calma, durante una discussione non bisogna mai superare alcuni limiti (ad esempio con minacce o costrizione come quella descritta), per non incorrere in una responsabilità penale.

note

[1] Art. 610 cod. pen.

[2] Cass. pen. sent. n. 42772/2017.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI