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Malattia di un giorno

24 ottobre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 ottobre 2017



Il lavoratore dipendente può assentarsi per malattia per una sola giornata?

Le malattie non sono tutte uguali, possono durare un anno come un giorno: può capitare, ad esempio, che si verifichi un’indigestione guaribile in un solo giorno, e che quindi il medico curante assegni unicamente una giornata di assenza dal lavoro.

Le assenze per malattia molto brevi, però, “insospettiscono” l’Inps e il datore di lavoro, specie se si verificano a ridosso dei weekend, dei giorni liberi o dei ponti: ecco perché la nuova normativa sulle visite fiscali mette sotto la lente d’ingrandimento le assenze per malattia di un giorno, dando la possibilità di inviare il medico fiscale sin dal primo giorno di assenza.

Il passaggio immediato del medico dell’Inps, poi, non lascia il lavoratore libero di uscire: secondo la nuova normativa [1], difatti, non solo il dipendente può subire controlli ripetuti nell’arco della stessa assenza per malattia, ma addirittura può essere sottoposto a visita fiscale due volte nell’arco della stessa giornata.

Il lavoratore “furbo” potrebbe allora ovviare all’inconveniente recandosi dal proprio medico curante, per il certificato, il giorno successivo al verificarsi della malattia: l’Inps, se la data di inizio malattia non coincide col giorno di rilascio del certificato, può difatti riconoscere comunque il diritto all’indennità di malattia a partire dal giorno precedente a quello dell’emissione; non riconosce questa possibilità, però, se il certificato è emesso a seguito di visita ambulatoriale. Pertanto, farsi visitare il giorno dopo è un rischio per il lavoratore.

È un rischio anche uscire durante le fasce orarie di reperibilità, cioè durante gli orari in cui il dipendente deve stare a casa in attesa del medico fiscale: se non si rientra tra coloro che sono espressamente esonerati dalla visita fiscale si rischiano infatti sanzioni disciplinari e la perdita dell’indennità di malattia, nel caso in cui non si riesca a giustificare l’assenza.

Facciamo allora un breve punto della situazione, riguardo alle regole che il dipendente deve seguire nel caso in cui si assenti per malattia per un solo giorno.

Avvisare l’azienda dell’assenza per malattia

La prima cosa da fare è avvisare il datore di lavoro dell’assenza per malattia, anche se si tratta di un solo giorno. È necessario rispettare le tempistiche stabilite dal proprio contratto collettivo (ad esempio, almeno un’ora prima dell’inizio del turno), a meno che non ci si trovi nell’assoluta impossibilità di comunicare con l’azienda o l’amministrazione. Non preavvertire l’azienda dell’assenza, difatti, può comportare l’irrogazione di sanzioni disciplinari anche se l’assenza per malattia è giustificata.

Recarsi dal medico curante

È poi necessario recarsi quanto prima dal proprio medico curante (o, se questo non è disponibile, dalla guardia medica o da una diversa struttura o un differente professionista, purché convenzionati col servizio sanitario nazionale). Il medico provvederà a inviare all’Inps il certificato medico telematico con la diagnosi e la prognosi (cioè i giorni di malattia assegnati).

Comunicare il protocollo del certificato al datore di lavoro

Si dovrà poi fornire, se gli accordi lo prevedono, il numero di protocollo di trasmissione del certificato medico al datore di lavoro, che potrà così verificare all’interno del sito dell’Inps la prognosi stabilita.

Restare a casa durante le fasce di reperibilità

Conclusi questi adempimenti, al lavoratore non resta altro da fare che rimanere a casa ad attendere il medico fiscale.

Le fasce di reperibilità per la visita fiscale, attualmente, vanno:

  • dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 per i dipendenti pubblici;
  • dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 per i dipendenti del settore privato.

La visita fiscale può essere effettuata anche nei sabati, nelle domeniche e nei festivi e, come abbiamo visto, anche più volte nell’arco della stessa malattia e due volte nella stessa giornata.

Esonero dalla reperibilità

Non tutti, comunque, sono obbligati a restare a casa durante le fasce di reperibilità. In particolare, restano esonerati dai controlli:

  • coloro che sono ricoverati in ospedale;
  • i lavoratori con malattie che richiedono terapie salvavita;
  • i lavoratori che hanno subito un infortunio sul lavoro o con una malattia professionale (in questo caso i controlli sono effettuati dall’Inail);
  • i lavoratori invalidi dal 67% in su, nel caso in cui la malattia sia connessa all’invalidità accertata.

Al di fuori dei casi di esonero vi sono, poi, particolari situazioni in cui l’assenza alla visita fiscale si considera giustificata, come l’effettuazione di cure o terapie indifferibili durante le fasce di reperibilità e, in generale, tutte le ipotesi in cui l’assenza può considerarsi necessitata.


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