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Le Guide Concorso pubblico: come funziona

Le Guide Pubblicato il 1 dicembre 2017

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> Le Guide Pubblicato il 1 dicembre 2017

Come funzionano le nuove procedure di reclutamento dei dipendenti pubblici?

Addio ai mini concorsi con pochi posti a disposizione, arriva il concorsone unico, che potrà essere indetto solo dalle amministrazioni centrali, e dalle cui graduatorie gli enti pubblici attingeranno per reclutare il personale di cui hanno bisogno. Il reclutamento di nuovi lavoratori, poi, dovrà essere programmato attraverso un piano di fabbisogno triennale: niente assunzioni, dunque, per gli enti che non adotteranno il piano triennale.

Nei concorsi, poi, avranno sempre maggiore importanza la conoscenza della lingua inglese e dell’informatica, e sarà dato un certo rilievo anche alle esperienze lavorative precedenti: sono queste le principali novità che riguardano il reclutamento dei dipendenti pubblici, introdotte dalla riforma Madia.

Di concorsi pubblici negli ultimi anni si è parlato poco a causa del blocco del turnover: nell’ultimo decennio, difatti, la maggior parte dei dipendenti pubblici che si sono pensionati non sono stati rimpiazzati; si pensi, ad esempio, all’Inps, che perde circa 100 dipendenti ogni mese, come dichiarato dall’attuale presidente Boeri. Nei prossimi 4 anni, poi, ben 500mila dipendenti pubblici matureranno i requisiti per la pensione, il che significa che un dipendente pubblico su 5 se ne andrà via.

Queste condizioni rendono indispensabile il reclutamento di nuovo personale, un reclutamento con dimensioni mai viste: si parla, difatti, di un prossimo concorsone unico da 500mila posti.

Ma come funzioneranno, nel dettaglio, i nuovi maxi concorsi? Quali prove deve affrontare chi vuole diventare un dipendente pubblico? Per capirlo, partiamo dall’attuale funzionamento dei concorsi pubblici.

Prove d’esame

In ogni procedura di selezione pubblica sono previste diverse verifiche, che servono a testare la conoscenza delle materie specifiche richieste per il profilo, della lingua straniera prescelta e dell’informatica. Le nuove linee guida sui concorsi prevedono che sia in ogni caso valutata la conoscenza della lingua inglese, oltre alla lingua straniera prescelta.

Prova preselettiva

Solitamente nei concorsi è prevista anche una prova preselettiva, nel caso in cui il numero dei partecipanti superi una determinata soglia. La prova preselettiva consiste in quesiti a risposta multipla che possono essere logico-attitudinali, o inerenti alle materie specifiche richieste per il profilo.

Al termine della verifica viene selezionato un determinato numero di candidati, ma il punteggio dei quiz non concorre a formare il punteggio della graduatoria finale di merito.

Verifica scritta

La prova scritta, solitamente una sola (se non consideriamo la prova preselettiva), consiste nella redazione di un elaborato vertente sulle materie attinenti al profilo lavorativo selezionato. Lo svolgimento della prova può essere richiesto anche in lingua inglese.

Prova pratica

Spesso alla prova scritta teorica si può accompagnare un’ulteriore prova scritta di carattere teorico-pratico, o una prova pratica; questa  consiste nell’ esecuzione o nella dimostrazione di conoscenze tecniche specifiche, oppure nella stesura di atti o programmi relativi alla qualifica a concorso.

Alcuni concorsi prevedono la sola prova pratica in luogo della prova scritta: questo dipende dal tipo di profilo ricercato.

Verifica orale

La verifica orale consiste in un colloquio vertente, solitamente, nelle stesse materie dello scritto. Possono essere verificate anche le conoscenze giuridiche relative all’ordinamento dell’ente che bandisce il concorso, la conoscenza della lingua inglese e di un’ulteriore lingua straniera prescelta dal candidato (come previsto dalle nuove linee guida sui concorsi; nella prova solitamente si deve tradurre un testo ed essere in grado di sostenere una conversazione). Viene poi verificata la conoscenza dell’informatica (di solito si verifica la capacità di utilizzo delle apparecchiature e delle applicazioni più diffuse).

Requisiti dei partecipanti

I requisiti richiesti ai candidati sono differenti a seconda del profilo ricercato: quasi tutti i concorsi richiedono il possesso di un determinato titolo di studio, almeno pari al diploma di scuola secondaria (scuole superiori). Possono essere poi richiesti uno o più titoli specifici.

Ci sono comunque dei requisiti comuni a tutte le procedure di selezione:

  • cittadinanza italiana, di uno Stato membro dell’Unione Europea o di un Paese Terzo (è richiesto il possesso di un regolare permesso di soggiorno); va precisato che il diritto italiano, come regola generale, esclude lo straniero dal lavoro pubblico, ammettendo però alcuni eccezioni in cui si consente la sua partecipazione ai concorsi; la normativa sul pubblico impiego prevede infatti che i cittadini dell’Unione europea possano accedere a quei lavori pubblici che non comportano esercizio diretto o indiretto di pubblici poteri, oppure che non risultano necessari per l’interesse nazionale; queste norme trovano applicazione anche per i cittadini stranieri non comunitari, se titolari di un permesso di soggiorno di lungo periodo, se rifugiati o se titolari della protezione sussidiaria;
  • idoneità fisica all’impiego(che viene accertata prima dell’immissione in servizio);
  • non aver riportato condanne, e non avere procedimenti penali in corso per reati ostativi alla costituzione del rapporto di impiego con la Pubblica Amministrazione;
  • assenza di esclusione dall’elettorato attivo o di dispensa da pubblici impieghi o servizi, per avere conseguito l’impiego o il servizio stesso grazie alla produzione di documenti falsi o invalidi in maniera non sanabile;
  • non essere dipendenti pubblici collocati a riposo.

Titoli di preferenza

Ai fini della formazione della graduatoria, nei casi di parità di merito, hanno la preferenza i candidati appartenenti alle seguenti categorie:

  • gli insigniti di medaglia al valor militare;
  • i mutilati ed invalidi di guerra ex combattenti;
  • i mutilati ed invalidi per fatto di guerra;
  • i mutilati ed invalidi per servizio nel settore pubblico e privato;
  • gli orfani di guerra;
  • gli orfani dei caduti per fatto di guerra;
  • gli orfani dei caduti per servizio nel settore pubblico e privato;
  • i feriti in combattimento;
  • gli insigniti di croce di guerra o di altra attestazione speciale di merito di guerra, nonché i capi di famiglia numerosa;
  • i figli dei mutilati e degli invalidi di guerra ex combattenti;
  • i figli dei mutilati e degli invalidi per fatto di guerra;
  • i figli dei mutilati e degli invalidi per servizio nel settore pubblico e privato;
  • i genitori vedovi non risposati e le sorelle ed i fratelli vedovi o non sposati dei caduti di guerra;
  • i genitori vedovi non risposati e le sorelle ed i fratelli vedovi o non sposati dei caduti per fatto di guerra;
  • i genitori vedovi non risposati e le sorelle ed i fratelli vedovi o non sposati dei caduti per servizio nel settore pubblico e privato;
  • coloro che abbiano prestato servizio militare come combattenti;
  • coloro che abbiano prestato lodevole servizio a qualunque titolo, per non meno di un anno nell’amministrazione che ha indetto il concorso;
  • i coniugati e i non coniugati con riguardo al numero dei figli a carico;
  • gli invalidi ed i mutilati civili;
  • militari volontari delle Forze Armate congedati senza demerito al termine della ferma o rafferma.

A parità di merito e di titoli la preferenza è determinata:

  • dal numero dei figli a carico, indipendentemente dal fatto che il candidato sia coniugato o meno;
  • dall’aver prestato lodevole servizio nelle amministrazioni pubbliche;
  • dall’essere il candidato più giovane di età.

Titoli valutabili

Le graduatorie del concorso non si formano soltanto in base ai risultati delle prove, ma può essere assegnato del punteggio anche ai titoli posseduti, come quelli di servizio e professionali. L’importanza delle precedenti esperienze professionali è sottolineata anche dalle nuove linee guida sui concorsi.

note

[1] D.lgs 75/2017.


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