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Multe autovelox su rettilineo: stop dalla Cassazione

24 ottobre 2017


Multe autovelox su rettilineo: stop dalla Cassazione

> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 ottobre 2017



Addio multa dell’autovelox sul rettilineo se la polizia non indica sul verbale le ragioni per cui non ha fermato subito l’automobilista.

Mai, prima d’ora, la Cassazione è stata così rigorosa con i Comuni che utilizzano le strade extraurbane per elevare multe con l’autovelox e riempire le proprie casse ai danni degli automobilisti. Quando la polizia è presente sul luogo è anche necessario chiarire perché l’automobilista non è stato fermato immediatamente per contestargli l’infrazione e dargli così possibilità di difendersi. Senza questa fondamentale precisazione, il verbale è nullo e la multa non va pagata. È questa l’estrema sintesi dell’importante ordinanza pubblicata ieri [1]. Insomma un vero e proprio stop della Cassazione alle multe con l’autovelox. Ma procediamo con ordine e vediamo meglio come e quando fare ricorso.

Prima però di chiarire il significato della pronuncia in commento dobbiamo fare alcune importanti precisazioni sull’uso del rilevatore elettronico della velocità. Prima però di andare avanti si consiglia la lettura dell’articolo Autovelox, multe e segnaletica: novità. In esso abbiamo elencato tutte le recenti posizioni del ministero, compresa la famosa direttiva Minniti di questa estate, che sancisce gli obblighi di tenuta degli autovelox, la cartellonistica, le distanze regolamentari, la necessaria taratura. Le ragioni di ricorso trovano spesso fondamento in questioni di carattere formale (come il rispetto della distanza minima tra la segnaletica e la postazione di controllo, che non può mai essere superiore a 4 km) o sostanziale (la mancanza di certificato di taratura).

Autovelox: multe nel centro urbano

Quando l’autovelox viene posizionato nel centro urbano è necessario che vi sia sempre la pattuglia della polizia a presidiarlo. In città, infatti, sono vietati gli autovelox automatici, quelli cioè nascosti dietro le colonnine o nei box ai margini della strada. Oltre all’agente della Municipale, ci deve essere ovviamente il cartello di avviso preventivo. L’automobilista deve essere fermato immediatamente, subito dopo la rilevazione della velocità, per poter difendersi.

Autovelox: multe sulle strade extraurbane secondarie

Quando l’autovelox viene posizionato su una strada secondaria extraurbana, il suo utilizzo in modalità automatica – senza cioè la polizia – è subordinato all’autorizzazione da parte del prefetto che deve indicare l’esatta chilometrica del tratto ove può essere collocato l’apparecchio di controllo elettronico della velocità. In questi casi la polizia può procedere all’elevazione della contravvenzione senza fermare il conducente a patto però che indichi in verbale le ragioni per cui non ha proceduto alla contestazione immediata.

Cos’è una strada extraurbana secondaria?

Si tratta di una strada ad unica carreggiata con almeno una corsia per senso di marcia e banchine.

Autovelox: multe sulle strade extraurbane principali e sulle autostrade

Sulle strade extraurbane principali e sulle autostrade l’autovelox può funzionare in modalità automatica, senza la pattuglia e senza la contestazione immediata (fatta salva sempre la presenza della segnaletica preventiva), anche senza bisogno dell’autorizzazione del prefetto.

Attenzione però: se la strada, anche se a scorrimento, non presenta le caratteristiche della strada extraurbana principale, il provvedimento prefettizio torna ad essere obbligatorio e, in assenza di esso, la multa è annullabile.

Cos’è una strada extraurbana principale?

Ricordiamo quali sono le strade extraurbane principali. Si tratta di quelle strade a carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico invalicabile, ciascuna con almeno due corsie di marcia e banchina pavimentata a destra, prive di intersezioni a raso, con accessi alle proprietà laterali coordinati, contraddistinte dagli appositi segnali di inizio e fine, riservata alla circolazione di talune categorie di veicoli a motore. Deve essere attrezzata con apposite aree di servizio, che comprendano spazi per la sosta, con accessi dotati di corsie di decelerazione e di accelerazione. Per cui, se ad esempio mancano le aree di sosta, anche in presenza di tutti gli altri elementi, la strada si considera «secondaria». Leggi a riguardo Autovelox: multa nulla se la strada è senza aree di sosta.

Autovelox su rettilinei 

Veniamo ora all’ordinanza della Cassazione di ieri e allo stop alle multe per autovelox. L’ipotesi che viene descritta dalla Corte è quella del classico rettilineo situato fuori dal centro cittadino, classificabile quindi come «strada extraurbana secondaria». In questo caso non basta – dicono i giudici supremi – l’ordinanza prefettizia ad autorizzare la contravvenzione senza la contestazione immediata. Perché il verbale sia valido, in esso vanno indicate le ragioni per cui non si è potuto fermare l’automobilista dandogli la possibilità di difendersi. Ragioni che non possono sinteticamente liquidarsi con il semplice fatto che l’apparecchio consente la determinazione dell’illecito soltanto in un momento successivo al passaggio del mezzo. Si tratterebbe di una formula generica che non offre possibilità di comprendere perché, su un lungo rettilineo, la polizia non ha predisposto una seconda pattuglia, qualche metro dopo il rilevamento elettronico della velocità, per bloccare la marcia del trasgressore.

È vero: quando la rilevazione dell’andatura avviene con un autovelox che accerta la velocità solo dopo il passaggio della macchina è ben possibile spedire la multa a casa del trasgressore con la tradizionale raccomandata, senza cioè fermarlo. Ma se la strada è un rettilineo lungo e la polizia è presente sul luogo è ben possibile che gli agenti della Municipale si posizionino in modo da poter intervenire dopo aver rilevato l’eccesso di velocità del veicolo. Se non lo fanno devono renderne conto nel verbale, specificando le motivazioni. È quindi illegittima la multa accertata con l’autovelox perché manca di spiegare come mai la violazione del codice della strada non è stata subito contestata al conducente.

note

[1] Cass. ord. n. 25030/17 del 23.10.2017.


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