Diritto e Fisco | Articoli

Fermo amministrativo senza cartella: quando il ricorso?

17 novembre 2017


Fermo amministrativo senza cartella: quando il ricorso?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 novembre 2017



Ho subito un fermo auto, ma non ho mai ricevuto la cartella di pagamento. Sono passati tre mesi e ora vorrei fare ricorso contro il fermo. Posso?

Il cosiddetto fermo auto – tecnicamente, il fermo dei beni mobili registrati -, è previsto dall’art. 86 del DPR 29/09/1973, n. 602 e consiste in una forma di riscossione coattiva applicabile nei casi in cui non sia possibile il pignoramento da parte dell’Ente creditore, il quale potrà dunque rivalersi sul soggetto moroso per i debiti dello stesso, ordinando il fermo dei veicoli intestati al debitore, mediante l’iscrizione del provvedimento di fermo amministrativo nel Pubblico Registro Automobilistico (PRA).

In forza del rinvio operato dal suddetto articolo 86 all’art. 50 del medesimo DPR 605/1973, il primo atto che necessariamente deve precedere il fermo amministrativo è la notifica della cartella di pagamento.

Decorso inutilmente il termine di sessanta giorni dalla notificazione della cartella di pagamento, “il concessionario può disporre il fermo dei beni mobili del debitore o dei coobbligati iscritti in pubblici registri” e dunque disporre il fermo auto.

Ai sensi del comma II dell’art. 86 DPR citato, «la procedura di iscrizione del fermo di beni mobili registrati è avviata dall’agente della riscossione (oggi, a seguito della L. 248/2005, l’Agenzia delle Entrate, ndr) con la notifica al debitore o ai coobbligati iscritti nei pubblici registri di una comunicazione preventiva contenente l’avviso che, in mancanza del pagamento delle somme dovute entro il 4 termine di trenta giorni, sarà eseguito il fermo, senza necessità di ulteriore comunicazione, mediante iscrizione del provvedimento che lo dispone nei registri mobiliari, salvo che il debitore o i coobbligati, nel predetto termine, dimostrino all’agente della riscossione che il bene mobile è strumentale all’attività di impresa o della professione».

Orbene, così ricostruita la disciplina del fermo amministrativo, appare di tutta evidenza che la previa notifica tanto della cartella di pagamento, quanto della comunicazione preventiva di cui all’art. 86 II comma, costituiscono presupposti imprescindibili ai fini della legittimità della procedura di iscrizione del fermo.

Nel caso dunque di iscrizione del fermo senza la preventiva notifica della cartella di pagamento, sarà possibile in via generale contestare la legittimità dell’iscrizione medesima.

Per quanto concerne la contestazione in via giudiziaria del fermo, l’individuazione del giudice competente dipende dalla natura del debito per cui è iscritto il fermo medesimo: Commissione tributaria, in caso di debiti di natura tributaria (tasse, imposte, tributi vari, etc.); giudice ordinario negli altri casi (multe, contributi INPS, etc.).

Per completezza ricordo che, nel caso di pluralità di debiti di diversa natura, recentemente il Giudice di Pace di Milano ha precisato che «nel giudizio avente ad oggetto l’opposizione al fermo di beni mobili registrati concernente una pluralità di pretese, alcune delle quali di natura non tributaria ed altre di natura tributaria, il giudice ordinario dinanzi al quale l’impugnazione sia stata proposta, deve trattenere la causa presso di sé in relazione ai crediti non tributari posti a fondamento del provvedimento e rimettere la causa dinanzi al giudice tributario per la parte in cui il provvedimento si riferisce a crediti di natura tributaria» (Giudice di pace Milano, Sez. I, 05/07/2017).

Orbene, l’individuazione del giudice competente rileva sotto il profilo del termine entro cui poter contestare il fermo, giacchè il termine perentorio, a pena di  inammissibilità, per proporre ricorso avanti il Giudice tributario è di 60 giorni dalla notificazione dell’atto impugnato (artt. 19 e 21 Dlgs 546/1992); mentre avanti il Giudice ordinario (i.e. il Giudice di Pace) è di 30 giorni dalla data di contestazione della violazione (art. 6, comma VII, Dlgs 150/2011).

Nel caso in esame, pertanto, essendo decorsi tre mesi dalla comunicazione del fermo amministrativo, non sarà possibile contestare il fermo in via giudiziaria.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Ambrogio Dal Bianco 

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI