Bonus 2018 per gli interventi sulla casa

24 ottobre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 ottobre 2017



Bonus ristrutturazione, ecobonus, bonus verde, bonus mobili: tutte le agevolazioni previste dalla manovra per gli interventi sulla casa.

Restano, con qualche modifica, il bonus ristrutturazioni e l’ecobonus, torna, dopo essere inizialmente scomparso, il bonus mobili e arriva il bonus verde: la legge di Bilancio 2018 ha difatti prorogato le vecchie misure a favore degli interventi sulla casa, compresa la detrazione sull’acquisto di arredi ed elettrodomestici (che in una prima stesura della norma era stata eliminata),ed ha aggiunto un nuovo bonus per la sistemazione a verde delle aree scoperte, come terrazzi e giardini.

In ogni caso, per la concessione dei bonus saranno previsti dei severi controlli: in merito all’ecobonus, cioè alla detrazione sui costi per il miglioramento dell’efficienza energetica, ad esempio, saranno effettuati dei controlli a campione. Non saranno controllati solo i documenti, ma potranno esserci anche delle ispezioni nelle case oggetto di ristrutturazione, per verificare che l’intervento sia stato effettivamente svolto e che rispetti i requisiti fissati per avere diritto alle detrazioni fiscali.

Facciamo allora un breve punto della situazione, sulla base delle ultime novità e vediamo, nel dettaglio, tutte le agevolazioni fiscali per gli interventi sulla casa previste per il 2018.

Bonus verde

Il bonus verde è una misura che dà la possibilità di detrarre dall’Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche), dal 1° gennaio del 2018, il 36% delle spese documentate per la sistemazione a verde delle aree scoperte di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni. In parole semplici, sono incentivate le spese sostenute da chi sistema piante o prati all’interno di giardini, terrazzi, balconi e cortili, anche condominiali.

La detrazione, come abbiamo detto pari al 36% dei costi sostenuti, spetterà su una spesa massima pari a 5mila euro, quindi non potrà essere superiore a 1.800 euro. In pratica chi spende dai 5mila euro in su, per la sistemazione delle aree verdi, ha il diritto di togliere 1.800 euro dalle tasse.

Bonus ristrutturazione 2018

La Legge di bilancio 2018 ha confermato il bonus ristrutturazione, cioè la detrazione al 50% dall’Irpef dei costi sostenuti per gli interventi di ristrutturazione. La detrazione deve essere suddivisa in 10 quote annuali dello stesso importo ed è applicata a un costo massimo di 96mila euro.

Chi ha diritto al bonus ristrutturazione 2018

Possono beneficiare del bonus ristrutturazione 2018:

  • il proprietario dell’immobile oggetto degli interventi;
  • il conduttore dell’immobile (cioè l’inquilino);
  • il nudo proprietario;
  • l’usufruttuario;
  • il comodatario;
  • i familiari conviventi (purché siano loro a sostenere le spese e risultino intestatari di bonifici e fatture).

Quali interventi beneficiano del bonus ristrutturazione 2018

Gli interventi che beneficiano dell’agevolazione per le ristrutturazioni sono i lavori interni effettuati su immobili già esistenti; nel dettaglio, deve trattarsi di opere di:

  • manutenzione ordinaria (solo perle parti comuni dell’edificio);
  • manutenzione straordinaria;
  • ristrutturazione edilizia;
  • recupero e risanamento conservativo.

Sono detraibili non solo le spese necessarie all’esecuzione dei lavori, ma anche i costi di progettazione, le prestazioni professionali collegate (ad esempio la progettazione), le perizie ed i sopralluoghi.

In particolare, le opere agevolate possono riferirsi ai seguenti componenti dell’immobile:

  • impianto idraulico ed elettrico;
  • inferriate fisse;
  • soppalco;
  • pareti interne ed esterne;
  • scale ed ascensore;
  • cablatura;
  • porta blindata;
  • impianto di allarme;
  • allargamento porte e finestre;
  • pavimentazione esterna;
  • facciata ed intonaci esterni;
  • canna fumaria;
  • citofoni, videocitofoni e telecamere;
  • caldaia, caloriferi e condizionatori;
  • abbattimento delle barriere architettoniche;
  • balconi e verande;
  • box auto;
  • contenimento dell’inquinamento acustico (isolamento).

Adempimenti per il diritto al bonus ristrutturazione 2018

Per ottenere il bonus è necessario essere in possesso dei seguenti documenti:

  • fattura relativa alle spese sostenute;
  • bonifico parlante, indicante la causale del versamento, il numero e la data della fattura, i dati del richiedente la detrazione(che può anche essere diverso dall’ordinante), il codice fiscale del beneficiario.

Per ottenere la detrazione è anche necessaria una dichiarazione di ristrutturazione da cui risulti una data di inizio lavori: può trattarsi di una comunicazione al Comune in cui è ubicato l’immobile, o di un titolo abilitativo comunale. Nel caso in cui l’intervento non ne preveda l’obbligatorietà, è sufficiente una dichiarazione sostitutiva dell’ atto di notorietà.

Bonus mobili 2018

Il bonus mobili, o bonus arredi, offre la possibilità di detrarre dall’Irpef  i costi sostenuti per l’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici, in occasione della ristrutturazione dell’abitazione.

Le spese per l’acquisto sono detraibili al 50%, entro un limite massimo di spesa di 10mila euro, da ripartire in 10 rate di pari importo: in pratica, se si spendono 10mila euro tra arredi e grandi elettrodomestici si possono scontare 5mila euro dalle tasse. Lo sconto, però, va ripartito in 10 anni, il che significa, tornando all’esempio precedente, che ogni anno si possono togliere 500 euro dall’Irpef.

Per quali mobili si può chiedere il bonus

Sono inclusi nel bonus i seguenti mobili:

  • grandi elettrodomestici (frigorifero, congelatore, lavastoviglie, forno, lavatrice, asciugatrice, tutti di classe non inferiore alla A+, tranne il forno, per il quale è sufficiente la classe A);
  • arredi di uso quotidiano(armadi, letti, sedie, tavoli, mensole, cassettiere…);
  • componenti della cucina (basi, credenze, etc.) e mobili contenitori per il bagno.

Come abbiamo detto, perché si possa beneficiare dell’agevolazione l’acquisto di arredi e di grandi elettrodomestici deve avvenire in occasione della ristrutturazione dell’abitazione.

Il bonus mobili, in ogni caso, è cumulabile col bonus ristrutturazione.

Adempimenti per il diritto al bonus mobili 2018

Per accedere al bonus mobili 2018 è necessario essere in possesso dei seguenti documenti:

  • fattura relative alle spese sostenute;
  • bonifico parlante, indicante la causale del versamento, il numero e la data della fattura, i dati del richiedente la detrazione(che può anche essere diverso dall’ordinante), il codice fiscale del beneficiario;
  • dichiarazione di ristrutturazione, o, in alternativa, titolo abilitativo comunale da cui risulti la data di inizio lavori; se non necessari, è sufficiente una dichiarazione sostitutiva dell’ atto di notorietà.

Ecobonus 2018

L’ecobonus, o bonus per il miglioramento dell’efficienza energetica, è un’agevolazione che dà la possibilità di detrarre dall’Irpef il 65% dei costi sostenuti per migliorare le prestazioni energetiche di un immobile; la detrazione, anche in questo caso, deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo, sino a un limite massimo di :

  • 30mila euro, per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale;
  • 40mila euro, per le opere di riqualificazione dell’involucro di edifici esistenti, e per l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda (solare termico);
  • 100mila euro, per gli interventi di riqualificazione energetica globale.

Ecco quali sono i componenti a cui possono riferirsi le opere di miglioramento dell’efficienza energetica:

  • rivestimento termico alle porte d’ingresso e pannelli isolanti;
  • pompe di calore e impianti geotermici;
  • pavimento radiante;
  • impianto solare termico.

Dal 2018, per la posa in opera di infissi, di schermature solari, per le caldaie a condensazione e a biomasse la detrazione passa però dal 65% al 50%. Resta invariato al 65% il bonus per l’installazione di pannelli solari per l’acqua calda, pompe di calore e altri interventi sull’involucro degli edifici.

Ecobonus 2018 per gli interventi condominiali

Le detrazioni sono più elevate se le spese (sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021) sono riferite a specifici interventi di riqualificazione riguardanti parti del condominio. In particolare, le detrazioni ammontano al:

  • 70%, per gli interventi che interessino l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo;
  • 75%, per interventi volti a migliorare la prestazione energetica invernale o estiva.

I beneficiari dell’agevolazione fiscale, anziché fruire della detrazione del 70 o del 75%, possono scegliere di cedere il credito ai fornitori che hanno effettuato gli interventi o ad altri soggetti privati.

Le detrazioni sono calcolate su un ammontare complessivo di spesa non superiore a 40mila euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio.

Quali sono gli adempimenti per il diritto all’ecobonus

Per accedere all’ecobonus è necessario essere in possesso dei seguenti documenti:

  • fattura relativa alle spese sostenute;
  • bonifico parlante, indicante la causale del versamento, il numero e la data della fattura, i dati del richiedente la detrazione(che può anche essere diverso dall’ordinante), il codice fiscale del beneficiario.

Per gli interventi più notevoli, come la riqualificazione globale, la coibentazione dell’ involucro e l’isolamento dell’edificio, deve essere trasmessa la seguente ulteriore documentazione all’Enea (Agenzia nazionale per l’efficienza energetica):

  • attestato di prestazione energetica: deve essere redatto da un professionista abilitato e indipendente dalla ditta che esegue i lavori;
  • asseverazione: è la certificazione dei produttori necessaria per caldaie, finestre e infissi;
  • scheda informativa: è un documento che contiene i dati identificativi del soggetto, dell’immobile e la quantificazione del risparmio energetico conseguente all’intervento .

Sismabonus 2018

La legge di bilancio riconosce una detrazione fiscale, detta Sisma bonus, per le spese sostenute per gli interventi antisismici su edifici (adibiti ad abitazioni ed attività produttive) che si trovano nelle zone sismiche 1 e 2 (zone sismiche ad alta pericolosità): la detrazione riguarda i costi sostenuti a decorrere dal 1° gennaio 2017 fino al 31 dicembre 2021 e deve essere ripartita in 5 quote annuali di pari importo, nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi. Resta fermo l’attuale limite massimo di spesa pari a 96mila euro per unità immobiliare per ciascun anno.

L’agevolazione, sino al 2021, è estesa anche agli immobili situati nella zona sismica 3 (in cui possono verificarsi forti ma rari terremoti).

La detrazione di imposta è elevata al 70% della spesa sostenuta, nel caso in cui dall’adozione di misure antisismiche derivi una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio ad una classe di rischio inferiore. Se dall’intervento deriva il passaggio a due classi di rischio inferiori, la detrazione è elevata all’80%.

Nel caso in cui gli interventi di riduzione del rischio sismico siano realizzati su parti comuni condominiali, le detrazioni di imposta del 70% e dell’80% sono riconosciute rispettivamente nella misura del 75% e 85%.

Tra le spese detraibili sono ricomprese anche quelle effettuate per la classificazione e la verifica sismica degli immobili.

Trasferimento dei bonus

I bonus per gli interventi sugli immobili possono anche essere ceduti. Dal 2018, a questo proposito, sarà possibile trasferire non solo le detrazioni per gli interventi sulle parti condominiali, ma anche per le operazioni effettuate sulla singola unità immobiliare. Chi incamera il bonus potrà, poi, trasferirlo nuovamente. In questo modo, cioè dando la possibilità di monetizzare i bonus, si incentiva il ricorso agli interventi sulla casa anche per gli incapienti, cioè per coloro che hanno un’imposta più bassa rispetto alle detrazioni, e per coloro che, in generale, dispongono di poca liquidità.

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