Diritto e Fisco | Articoli

Legge 104: come assistere il portatore di handicap nei giorni di permesso

23 novembre 2017


Legge 104: come assistere il portatore di handicap nei giorni di permesso

> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 novembre 2017



Lavoro a Roma in un’azienda privata, settore informatico. Ho diritto alla legge 104 per mio padre. Ho un contratto a tempo indeterminato full time.  Qual è la procedura corretta ai sensi della legge, per poterlo assistere almeno due giorni alla settimana dal momento che vive a Napoli? Si può ottenere un permesso retribuito dall’azienda? 

La Legge 104/92 è la normativa di riferimento in materia di disabilità, per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone portatrici di handicap.

Quando si parla di beneficiari della legge 104 si intendono, generalmente, i portatori di handicap in situazione di gravità, oppure i lavoratori che assistono un parente in queste condizioni.

Tale legge permette di usufruire di tre giorni al mese (eventualmente frazionabili in ore) di permesso retribuito per assistere un familiare disabile grave. I permessi non sono cumulabili perciò è necessario utilizzarli correttamente di mese in mese. Per quanto riguarda l’aspetto contributivo, i giorni di permesso sono coperti da contributi figurativi, utili alla maturazione del diritto alla pensione, delle ferie, e alla tredicesima mensilità.

L’assistenza al portatore di handicap, perché siano concessi i permessi retribuiti, deve essere continuativa: questo non comporta necessariamente la convivenza tra il lavoratore ed il disabile, secondo l’orientamento maggioritario, tra l’abitazione del disabile e quella di chi lo assiste può esserci una distanza percorribile entro un’ora, ma è possibile chiedere i permessi anche quando la distanza tra l’abitazione del disabile e del lavoratore sia superiore a 60 minuti, presentando un programma con le modalità di assistenza.

In altre parole, il punto fondamentale della legge 104 è che vi sia un’assistenza sistematica ed adeguata, in base a ciò, è possibile chiedere i permessi presentando un programma delle modalità di assistenza, sulla congruità medico-legale del programma deve esprimersi il dirigente del Centro medico legale della sede INPS competente.

In caso di ricovero ospedaliero, si possono fruire i permessi se:

  1. è richiesta l’assistenza da parte di un familiare;
  2. il disabile è in stato vegetativo persistente;
  3. il disabile ha una prognosi infausta a breve termine;
  4. il disabile deve uscire dalla struttura per visite specialistiche e terapie.

Alla luce di quanto detto, a parere dello scrivente, nonostante la distanza Roma-Napoli, si deduce che il lettore stia già attualmente beneficiando della normativa dettata dalla legge 104, pertanto, tenendo conto il limite mensile dei tre giorni, questi potrà organizzare i viaggi verso la casa di suo padre nei tre giorni al mese che riterrà più opportuni. Ad esempio, considerando una settimana lavorativa di 5 giorni, questi potrà lavorare lunedì e martedì e decidere di partire la sera di martedì in modo da potere assistere suo padre nei giorni di mercoledì, giovedì e venerdì beneficiando dei permessi della legge 104 stabiliti nel massimo di tre giorni al mese. Circolare INPDAP 9 dicembre 2002, n. 33: «Alcuni contratti collettivi di lavoro (es. art. 9, comma 3, del CCNL del Comparto dei Ministeri, stipulato in data 16.2.99) hanno introdotto, rispetto alla previsione normativa, l’ulteriore agevolazione della frazionabilità ad ore dei permessi a giorni, di cui al comma 3 dell’art. 33 della legge 104/92, allo scopo di consentire al personale beneficiario una più efficace soddisfazione dell’interesse tutelato. Pertanto, sotto il profilo delle modalità di utilizzo, il dipendente non incontra alcun limite prestabilito.

È, quindi, possibile, eccezionalmente, nel caso in cui dovessero sopraggiungere esigenze improvvise, non prevedibili all’atto della richiesta dei permessi, variare anche nell’ambito di ciascun mese la programmazione già effettuata in precedenza. Pertanto, nei casi in cui il dipendente intenda fruire nello stesso mese sia di permessi orari che di quelli giornalieri, si procederà alla conversione in giorni lavorativi delle ore di permesso fruite, che quindi andrà a ridurre il numero dei giorni di permesso mensile spettanti, previsti dalle specifiche norme contrattuali di settore. Solo un residuo di ore non inferiore alla giornata lavorativa dà il diritto alla fruizione di un intero giorno di permesso»

 

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Rossella Blaiotta


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI