Diritto e Fisco | Articoli

Apertura garage: quali sono gli aspetti fiscali da curare

24 novembre 2017


Apertura garage: quali sono gli aspetti fiscali da curare

> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 novembre 2017



Vorrei aprire un garage per moto-bici in un locale di mia proprietà. Gli adempimenti tecnici e amministrativi sono piuttosto chiari e, da informazioni ricevute presso il Comune, non vi sono, a questo riguardo, problemi particolari. Tuttavia resta da definire l’aspetto fiscale, cioè le modalità con cui effettuare gli affitti ai vari privati dei singoli spazi di parcheggio e i relativi adempimenti fiscali. Infatti non mi è possibile aprire a tale scopo una partita IVA, con relativa iscrizione di una ditta, sia per i costi inerenti e sproporzionati per una così piccola attività sia per la complessità che sarebbe troppo complicata e gravosa da seguire e mi costringerebbe a rinunciare, mio malgrado, all’iniziativa. Esistono alternative possibili, cioè gestire la suddetta attività in modo simile a quello dei normali affitti di fondi commerciali, dichiarando il ricavato nel 740, oppure altre possibilità di gestione semplificata? Dove posso trovare i dettagli relativi agli adempimenti?

Da quanto si evince, viste le esigenze, a parere dello scrivente, per porre in essere l’attività desiderata, l’apertura della partita Iva è un adempimento imprescindibile in quanto la locazione commerciale in tale caso non appare applicabile.

Si potrebbe pensare alla locazione dell’immobile solo nell’eventualità che il lettore abbia già un potenziale locatario con il quale predisporre un contratto di locazione prolungato nel tempo (ad esempio un contratto annuale), quindi non sotto forma di garage affittato ad ore.

In tale caso l’oggetto del contratto non sarebbe la prestazione di un servizio (la collocazione della moto in garage per un’ora o frazione di ora dietro il pagamento di un compenso) ma il godimento dell’immobile (garage) per un determinato periodo di tempo dietro il pagamento di un corrispettivo.

Infatti, ai sensi dell’art. 1571 c.c., la locazione è il contratto col quale una parte si obbliga a far godere all’altra una cosa mobile o immobile per un dato tempo, verso un determinato corrispettivo. In sostanza, il proprietario, o il locatore, si impegna a far godere all’inquilino o conduttore, un bene mobile o immobile, per un determinato periodo di tempo, stabilito dal contratto, dietro il versamento di una somma di denaro, ossia il canone di locazione.

Una soluzione interessante, qualora i ricavi dell’attività non superassero i 30 mila euro, potrebbe essere l’apertura di una ditta individuale aderendo al regime fiscale semplificato o agevolato, meglio noto come regime dei minimi.

Per ditta individuale si intende un tipo di impresa nel quale il titolare o imprenditore è una persona singola. Per avviare la sua ditta individuale, l’imprenditore deve avere a disposizione ciò che serve a portare avanti l’attività dell’impresa, ma non ha l’obbligo di versare un capitale all’atto della costituzione dell’impresa stessa. Una ditta individuale è costituita da una sola persona fisica che decide di cominciare a svolgere un’attività che può consistere nell’offerta di beni o servizi. Il titolare della ditta individuale assume su di sé e per intero tutti i rischi e le responsabilità legati all’impresa. Oltre al fatto di non dover superare il reddito di 30mila euro, il regime dei minimi può essere utilizzato se si rispettano alcune condizioni, come ad esempio il fatto di non avere dipendenti o soci e di non acquistare beni che superino l’ammontare di 15.000 Euro. Inoltre, non bisogna far parte di imprese agricole o appartenere al settore terziario. Quando si rientra nel regime fiscale dei minimi si può usufruire di diversi vantaggi:

  1. non si ha l’obbligo di pagare l’IRAP, ossia l’imposta regionale sulle attività produttive se si ha un reddito che supera i 9.500 Euro;
  2. non sussiste alcuna necessità di tenere i registri contabili, risparmiando sui costi di gestione e amministrativi;
  3. si può usufruire di altre agevolazioni che riguardano l’IVA in base al tipo di attività svolta.

Il regime agevolato consente di versare l’IVA solamente una volta l’anno mentre l’IRPEF viene calcolato solamente al 5% del reddito, tratto dalla differenza tra costi e ricavi.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Rossella Blaiotta


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI