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Lo sai che? Escrementi animali domestici in condominio: che fare

Lo sai che? Pubblicato il 27 ottobre 2017





> Lo sai che? Pubblicato il 27 ottobre 2017

Come tutelarsi contro i proprietari che permettono l’espletamento dei bisogni fisiologici dei loro amici a quattro zampe nelle aree comuni degli edifici 

All’interno delle aree comuni come ingressi, cortili, vani ascensore degli stabili in cui viviamo, purtroppo, è sempre più frequente trovare escrementi degli animali domestici di proprietà di condomini davvero poco accorti e poco civili che non soltanto lasciano i propri cani o gatti liberi di imbrattare detti spazi, ma neppure si prendono la briga, dopo, di ripulirli adeguatamente.

Innanzitutto sarà utile chiarire come la normativa in vigore dal 2013 [1] riguardante la materia condominiale prevede che non sia consentito nei regolamenti dei condomini inserire disposizioni che limitino la libertà di vivere con un animale d’affezione e pertanto non è più possibile vietare la presenza degli stessi in tali edifici, né all’interno delle singole unità immobiliari, né all’interno delle aree comuni. Tuttavia la anzidetta disciplina prevede anche che siano sanzionabili le condotte che producono il deterioramento, la distruzione o che deturpino o imbrattino cose mobili o immobili altrui richiamando, appunto, il codice penale.

Posta la legittimità della presenza degli animali all’interno dei condomini, risulta di primaria importanza che i proprietari dei medesimi osservino le norme di sicurezza, igiene e salute per non danneggiare gli altri condomini, senza omettere di rispettare neppure quelle del buon senso e dell’educazione. La trasgressione di tali disposizioni, costituisce una condotta capace di impedire agli altri l’uso secondo diritto del bene comune e pertanto potrebbe anche giustificare il divieto di transito e permanenza nell’area indicata dell’animale.

Dunque, vediamo come tutelarci dagli escrementi degli animali domestici.

Innanzitutto è opportuno inviare, meglio se tramite un legale, una richiesta scritta al condomino irrispettoso o all’Amministratore del Condominio, trattandosi di spazi comuni [2], infatti, la disciplina e l’uso di essi rientra, appunto, tra le mansioni di quest’ultimo soggetto. Sul punto si fa presente, infatti, che l’Amministratore, in caso di violazioni del regolamento condominiale, può comminare, ove stabilito, anche delle sanzioni o ricorrere all’Autorità giudiziaria [3].

Si rileva, altresì, come il comportamento tenuto dall’irrispettoso abitante del condominio che permette al proprio animale di sporcare i predetti spazi senza provvedere successivamente a una idonea pulizia degli stessi, può essere sanzionato ai sensi dalla legge penale. [4] Tale disciplina contempla, appunto, il reato di imbrattamento di cose altrui. In questo caso sarà necessario, quindi, sporgere una querela nei confronti del predetto soggetto affinché il Giudice, accertatati i fatti, condanni lo stesso ai sensi della su indicata disposizione penale. La Corte di Cassazione ha stabilito, infatti, che il comportamento di cui si tratta rientra nella fattispecie di imbrattamento, definito come un’azione che consiste nell’insudiciamento, prodotto con qualsiasi mezzo ed in qualsiasi modo idoneo, della cosa altrui, essendo irrilevante che l’alterazione sia temporanea o superficiale e che il bene possa essere facilmente reintegrabile nel suo aspetto originario anche con modesta spesa [5]. E’ invece configurabile il reato di danneggiamento [6] che compie chi distrugge, disperde, deteriora o rende, in tutto o in parte inservibili cose mobili o immobili, se la predetta condotta provoca tali effetti più gravi.

note

[1] L. 220/2012 riforma del condominio.

[2] Art. 1130, co. 1, n. 1 e n. 2 cod. civ.

[3] Art. 70 disp. Att. cod. civ.

[4] Art. 639 cod. pen.

[5]  Cass. sent. n. 7082/2015; Cass. sent. n. 5828/2012 del 24.10.2012; Cass. sent. n. 28793/2005 del 16.06.2005.

[6] Art. 635 cod. pen.


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