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Fiat Chrysler: confermate le indagini in Usa per emissioni diesel

1 Marzo 2017
Fiat Chrysler: confermate le indagini in Usa per emissioni diesel

Ora è la stessa Fiat a confermare le voci circolanti: è sotto indagine per le emissioni diesel.

Le voci circolavano da tempo, con i relativi timori che il macigno che ha già colpito in passato Volkswagen potesse colpire anche la casata -ormai poco- italiana. A darne conferma ora sono gli stessi vertici di Fca in occasione del report annuale depositato alla Sec.

Violazione degli standard sulle emissioni diesel

L’accusa è avanzata dall’Agenzia della Protezione Ambientale americana e dalle autorità della California: violazione degli standard sulle emissioni diesel. L’azienda, come del resto ha sempre affermato, intende comunque cooperare con le autorità ed indagare insieme ad esse.

Le accuse rivolte in gennaio e la prima reazione di Fca

La prima reazione da parte di Fca lo scorso 12 gennaio fu dura e tesa ad allontanare ogni dubbio:«Non siamo la Volkswagen». Le Authority statunitensi accusavano infatti la casa automobilistica Fiat Chrysler di aver falsato i dati sulle emissioni, come la Volkswagen, minacciando una multa da 4,6 miliardi di dollari. Immediato il crollo dei titoli in borsa con un -11,8%, poi in rialzo qualche settimana dopo. Le violazioni del Clear Air Act, l’atto relativo alle norme sulle emissioni, avrebbero riguardato circa 104.000 veicoli, sui quali sarebbe stato montato il software capace di “nascondere” le emissioni diesel più alte degli standard (tra questi i Jeep Grand Cherokee e i Dodge Ram).

Il gruppo non ha mai negato, tuttavia, di voler collaborare con le autorità per evidenziare la mancata violazione delle norme di legge; d’altra parte Marchionne si disse da subito molto disturbato dalle modalità di circolazione della notizia, posto che il dialogo con l’Epa andava avanti da più di un anno. Come dire…nulla di nuovo sul fronte occidentale, normali accertamenti:«Per quanto conosco questa società, posso dire che nessuno è così stupido da cercare di montare un software illegale» aggiunse in quell’occasione Marchionne.

I rischi di aumento della concorrenza

La stagione delle fusioni, intanto, aumenta le preoccupazioni della Fca, che nello stesso report palesa i rischi futuri per l’azienda, che potrebbe esser soggetta ad una concorrenza intensa nel caso di consolideamento dei competitor:

«Mentre continuiamo con l’attuazione del nostro piano industriale» si afferma nel report «se i nostri competitor saranno in grado di integrarsi con successo l’uno con l’altro e noi non avremo successo nei nostri sforzi di collaborare e adattarci in modo efficace all’aumentata concorrenza, l’integrazione dei nostri rivali potrebbe avere effetti materiali avversi sulla nostra attività».



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