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Assistenza madre malata: quali responsabilità?

25 Novembre 2017


Assistenza madre malata: quali responsabilità?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 Novembre 2017



Io e mia sorella assistiamo, con l’autorizzazione fornita dal giudice, mia madre anziana ed inferma alle gambe. Se mia madre dovesse avere dei problemi derivanti dalla eventuale disattenzione di un parente a quale precisa autorità devo segnalare il problema?

L’esistenza di un obbligo di vigilanza sulla madre del lettore comporta che l’eventuale disattenzione e/o omissione nella vigilanza da parte di uno dei due, come anche di altri parenti (se l’assenza del lettore e di sua sorella risultasse giustificata) potrebbe comportare conseguenze penali.

Difatti, l’eventuale disattenzione potrebbe configurare il reato di abbandono di minori o persone incapaci (art. 591 del codice penale) che punisce, oltre all’abbandono del minore, anche quello della persona incapace, per malattia di mente o di corpo, per vecchiaia, o per altra causa, di provvedere a se stessa. Secondo orientamento maggioritario della dottrina, per abbandono si intende non solo il fatto di lasciare il soggetto in balìa di se stesso, ma anche quello di affidarlo, sia pure per breve tempo, a persone che non siano in grado di prendersene cura. La pena prevista per questo reato è quella della reclusione da 6 mesi a cinque anni, ma tale pena è aumentata sia quando l’abbandono è posto in essere da soggetti particolarmente vicini al soggetto bisognoso, quali il coniuge o i figli, sia se dal fatto deriva una lesione personale (da uno a sei anni di reclusione), sia se ne deriva la morte (da tre a otto anni di reclusione).

Oltretutto, secondo la giurisprudenza più recente, il reato in oggetto è considerato come di pericolo, non essendo necessario il verificarsi di un evento: “L’elemento oggettivo del reato di abbandono di persone minori o incapaci, di cui all’art. 591 c.p., è integrato da qualsiasi condotta, attiva od omissiva, contrastante con il dovere giuridico di cura (o di custodia), gravante sul soggetto agente, da cui derivi uno stato di pericolo, anche meramente potenziale, per la vita o l’incolumità dei soggetto passivo” (Cassazione penale, sez. V, 02/05/2016, n. 44089). Pertanto, nel caso specifico, se dovesse constatare delle problematiche relative a disattenzioni commesse da sua sorella, o da altri parenti autorizzati alla vigilanza e custodi di sua madre, il lettore potrebbe presentare alla Procura della Repubblica o presso la Caserma dei Carabinieri del suo Comune, atto di querela per denunciare il fatto, al fine di mettere in moto la macchina giudiziaria che, ricevuta la notizia di reato, inizierà le relative indagini finalizzate all’imputazione del reato di cui sopra.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla


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