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Scippo: cosa devo fare?

8 dicembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 dicembre 2017



Lo scippo è un’ipotesi aggravata di furto punibile con la reclusione fino a sei anni. Chi lo ha subito deve sporgere subito denuncia.

Il furto è, con ogni probabilità, il reato più temuto dagli italiani. Quante volte, di notte, ci siamo svegliati di soprassalto credendo di aver udito un rumore sospetto? Oppure abbiamo girato e rigirato la chiave nella toppa per assicurarci che la porta fosse ben chiusa? Per non parlare, poi, dei timori per le automobili lasciate nei parcheggi incustoditi, del portafogli nelle tasche dei pantaloni, delle borsette al braccio delle signore, ecc. Appena ci siamo resi conti di aver subito un furto, è necessario sporgere immediatamente denuncia. Per farlo, potremo recarci presso la caserma dei carabinieri o la stazione di polizia più vicina. Quindi, se vi state domandando in caso di scippo cosa fare, questo articolo potrebbe aiutarvi

Lo scippo nel codice penale

Il codice penale punisce con la reclusione da sei mesi a tre anni chiunque s’impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri [1]. Se il furto avviene in abitazione oppure con strappo (il classico scippo) [2] la pena può arrivare fino a sei anni. Lo scippo, è la sottrazione della cosa mobile (borsa, orologio, cellulare, ecc.) attraverso un’azione violenta esercitata sull’oggetto. Proprio per questa dinamica, la probabilità che la vittima resti ferita è molto alta, come nel caso della signora che, a seguito dello strattone, cade a terra e viene trascinata per alcuni metri perché il braccio è rimasto intrappolato tra i manici della borsa portata a tracolla.

Il furto con strappo, diversamente dal furto semplice o non aggravato, è procedibile d’ufficio. Questo significa che le autorità (polizia, carabinieri), venute a conoscenza del fatto, possono intraprendere di propria iniziativa un procedimento penale contro il colpevole, anche senza l’espressa volontà della vittima. Comunque, è sempre opportuno che chi abbia subito uno scippo sporga immediatamente denuncia: infatti, è ben difficile che le forze dell’ordine possano essere informate del fatto se la vittima non provvede a segnalare il crimine.

Scippo e procedibilità d’ufficio

La denuncia serve per portare a conoscenza di un fatto che abbia i connotati del reato l’autorità incaricata di indagare ed, eventualmente, intervenire. Si è detto che la denuncia serve a segnalare i reati perseguibili d’ufficio. Cosa significa? L’ordinamento italiano prevede, per alcune tipologie di reato, la necessità che sia la persona offesa a consentire che le autorità possano intervenire. In altre parole, senza il consenso della vittima il reo non può essere consegnato alla giustizia. Quando c’è bisogno di questo “permesso”, si parla di reato procedibile a querela di parte. Secondo il codice di procedura penale [3], la querela è una condizione di procedibilità con la quale si manifesta la volontà di procedere in ordine ad un fatto che costituisce reato. In termini più semplici, la querela è la volontà, manifestata per iscritto o verbalmente da chi è vittima del reato, di perseguire l’autore del fatto delittuoso. Senza questo consenso la legge non può punire l’autore del reato. Al contrario, si procede d’ufficio quando non c’è alcun bisogno che la vittima esterni la sua volontà di far punire il colpevole, in quanto lo Stato procederà indipendentemente da essa. Perché allora alcuni reati sono punibili a querela e altri no? Perché di norma i primi sono meno gravi e, per evitare di ingolfare ancor più la macchina della giustizia, la legge ha pensato di lasciare alla discrezionalità della vittima la loro concreta punibilità.

La denuncia di scippo

La denuncia è l’atto con cui una persona porta a conoscenza dell’autorità competente (pubblico ministero o ufficiale di polizia giudiziaria) un reato perseguibile d’ufficio del quale ha avuto notizia. Nel caso di denuncia di scippo, quindi, ciò che si segnala alle autorità è l’indebita sottrazione subita da parte di un ladro. La denuncia è, normalmente, facoltativa, nel senso che non si è obbligati a sporgerla (fatta eccezione per alcuni gravi delitti) e può essere presentata in forma orale o scritta. Nel primo caso l’ufficiale di polizia giudiziaria (carabinieri, polizia, guardia di finanza) redige verbale che andrà poi firmato dal denunciante, mentre nel secondo l’atto dovrà essere sottoscritto dal denunciante o da un suo procuratore legale [4]. Per la denuncia da parte dei privati non è previsto un contenuto formale tipico e il denunciante può limitarsi alla semplice esposizione del fatto: si potrà dire, ad esempio, che la borsa è stata sottratta con la forza alla fermata di un autobus; oppure che la collana che si indossava è stata strappata. È sempre consigliabile, comunque, essere il più precisi possibili: è importante descrivere dettagliatamente l’episodio, in modo da poter aiutare le forze dell’ordine nel compiere il loro lavoro. Quando la denuncia è facoltativa non è previsto alcun termine per la sua presentazione. La persona che presenta una denuncia ha diritto di ottenere attestazione della ricezione [5].

Scippo: cosa fare per evitarlo

Al di là dell’ovvio consiglio di recarsi quanto prima presso le autorità per sporgere denuncia, è possibile seguire alcune utili precauzioni per evitare di incorrere in questo delitto. Soprattutto se si è a piedi, occorrerebbe:

  • camminare in senso opposto a quello di marcia dei veicoli, così da poter controllare chi si avvicina in auto o in moto, mantenendosi il più possibile lontano dal margine;
  • tenere la borsa dal lato opposto a quello di scorrimento del traffico;
  • lasciare la borsa immediatamente nel caso in cui venga agganciata da uno scippatore: il pericolo è quello di farsi molto male;
  • conservare documenti e denaro in tasche separate dei vestiti;
  • se all’esterno della banca o dell’ufficio postale ci sono persone sospette, non uscire da soli ma attendere che qualcun altro abbia finito ed uscire insieme;
  • in luoghi affollati o sui mezzi pubblici, mantenere la borsa in modo da poterla proteggere.

Se siete in auto, invece:

  • fermi ai semafori, tenere i finestrini chiusi e bloccare le portiere;
  • non tenere la borsa sul sedile o in un posto visibile e facilmente raggiungibile;
  • non lasciare all’interno dell’autovettura parcheggiata oggetti, anche di scarso valore, visibili dall’esterno dell’abitacolo;

note

[1] Art. 624 cod. pen.

[2] Art. 624-bis cod. pen.

[3] Art. 336 cod. proc. pen.

[4] Art. 333 cod. proc. pen.

[5] Art. 107 disp. att. cod. proc. pen.

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