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Posso denunciare il medico di base per negligenza?

27 Ottobre 2017 | Autore:
Posso denunciare il medico di base per negligenza?

Il cittadino che ha avuto una diagnosi sbagliata o una prestazione insufficiente può presentare reclamo. Per il risarcimento serve una denuncia.

La regola del «chi sbaglia, paga» vale per tutti. Anche – soprattutto, ci sarebbe da dire – per chi ha l’enorme responsabilità di prendersi cura della nostra salute. È più che evidente che un errore del nostro dottore di fiducia può arrivare a costarci la vita. A questo punto, posso denunciare il medico di base per negligenza? Per una diagnosi sbagliata? Per non avere approfondito un malessere altro che banale? Se il medico ha delle responsabilità oggettive, certo. Vediamo come.

Denunciare il medico di base: conoscere i diritti

Prima di arrivare ai ferri corti e di denunciare il medico di base, il paziente deve aver letto almeno una volta la Carta dei servizi dell’Asl e la Carta dei diritti e dei doveri del malato. Inoltre, è opportuno – oltre che estremamente utile – che legga anche l’e-book pubblicato da La Legge per Tutti contenente tutti i diritti del malato, patologia per patologia. Questi documenti elencano quello che si può pretendere dalla sanità pubblica e ciò che si deve fare in caso di disservizio, compreso come denunciare il medico di base.

Alla Carta dei servizi sanitari, inoltre, è allegato il Regolamento di pubblica tutela, che prevede il diritto di ogni paziente e delle associazioni a cui, eventualmente, il malato si appoggia, a presentare un reclamo, un’osservazione o una denuncia verso atti o comportamenti che negano o limitano la fruizione delle prestazioni o che mostrano un disservizio evidente, come quello, appunto della negligenza. Insomma, se ho un mal di pancia e mi viene diagnosticata una banale indigestione anziché un tumore all’intestino, negandomi la possibilità di fare degli esami approfonditi che potrebbero salvarmi la vita, avrò pure diritto ad alzare la voce.

Ricordiamo che, per definizione, il concetto di negligenza ha tre risvolti. Può essere, infatti:

  • l’atteggiamento di chi adempie svogliatamente e con scarso impegno i propri doveri;
  • l’atto che denota trascuratezza, grave dimenticanza o disattenzione;
  • il venir meno agli oneri previsti da un contratto o alle cautele comunemente richieste per un comportamento.

In qualsiasi dei tre casi (figuriamoci tutti e tre messi insieme) posso denunciare il medico di base? Hai voglia. Vediamo come.

Come presentare reclamo contro il medico di base per negligenza

Qualsiasi cittadino ha il diritto (ma anche il dovere) di segnalare un disservizio in modo ufficiale, sia per una mancanza dell’Asl sia per una del medico di base. Ci sono 15 giorni di tempo per:

  • presentare una lettera di reclamo redatta in carta semplice all’Urp, l’Ufficio relazioni con il pubblico dell’Azienda sanitaria competente, compilando l’apposito modulo a disposizione dei cittadini presso l’Urp;
  • presentare personalmente o telefonicamente un reclamo ad un operatore dell’Urp;
  • presentare un reclamo via e-mail all’indirizzo di posta elettronica dell’Urp competente per territorio.

Al momento di compilare il reclamo, è inutile perdersi in chiacchiere o in lamentele inutili: meglio andare dritti al punto, esponendo in modo chiaro il luogo, il momento ed il modo in cui è stato commesso il disservizio e chi si ritiene responsabile di tale mancanza. Se, poi, ci sono anche dei testimoni, meglio ancora. Ma occorrerà riportare le loro generalità.

Il responsabile dell’Urp deve rispondere al reclamo entro 30 giorni, dopo aver sentito la persona o la struttura chiamate in causa dal paziente ed avere accertato i fatti.

In casi eccezionali il reclamo può essere presentato oltre i 15 giorni, ma in ogni caso entro 6 mesi.

Ma se quella risposta è insoddisfacente, che si fa? In questo caso, conviene bussare alla porta di un’associazione di categoria (di volontariato o di tutela) purché sia competente in materia e sia in grado di chiamare in causa la Commissione mista conciliativa, di cui fanno parte, in modo paritetico, rappresentanti dell’Asl e delle associazioni a tutela dei cittadini. La Commissione è presieduta da una persona super partes, di norma un difensore civico.

In questa sede, è possibile approfondire i fatti e mettere in risalto le mancanze del medico di base o della struttura sanitaria. Nulla cadrà nel vuoto: anche se il singolo utente non ottiene ciò che vuole, tutte le segnalazioni finiscono ogni sei mesi sul tavolo della Regione, della Conferenza dei sindaci, degli uffici informazione competenti e delle associazioni.

È importante sottolineare che il reclamo non prevede un indennizzo economico, ma servirà a segnalare una mancanza importante, in modo da evitare che questa si ripeta.

Come denunciare il medico di base per negligenza

Se, invece, il cittadino non si accontenta del reclamo oppure non è rimasto soddisfatto dalle risposte ottenute, può denunciare il medico di base per negligenza rivolgendosi alla magistratura e sapendo che avrà bisogno dell’assistenza di un medico legale e di un avvocato.

La denuncia penale va presentata entro 90 giorni dal momento in cui l’utente del Servizio sanitario ha capito di avere subìto un danno. Altrimenti, se si vuole ottenere un risarcimento, la causa civile può essere avviata entro 5 anni da quell’istante.

A che serve il medico legale? Dovrà essere lui ad accertare l’eventuale sanno provocato dalla negligenza del medico di base. Un parere decisivo per poter procedere in tribunale.

Così com’è fondamentale avere in mano tutta la documentazione necessaria a dimostrare i fatti. Ricordiamo che la legge [1] prevede per qualsiasi cittadino la possibilità di richiedere tutte le carte che riguardano le prestazioni alle quali è stato sottoposto: cartella clinica, radiografie, esami diagnostici, prescrizioni mediche, ecc. La consegna di questi documenti è obbligatoria.

note

[1] Legge n. 241/1990.

Autore immagine: 123rf.com


6 Commenti

  1. Qui in Italia è difficile fare valere i propri diritti. ..specialmente se si è poveri ….l unico sistema è denunciare in forma anonima

  2. Ho cambiato il medico di base da poco ed ho scelto nella lista dell’Ausl. La dottoressa in questione si è rifiutata di farmi prescrizione per farmaco mutuabile, prescritto da altro medico (era una visita dall’Otorino che ho effettuato di mia iniziativa visto che la dottoressa non era disponibile ed io stavo male). Mi ha anche scritto una letterina dove mi chiedeva di cambiare medico perchè non mi dovevo permettere di andare dall’ottorino senza il suo permesso (??) Ho già ovviamente cambiato medico ma legalmente può rifiutarsi? E se io quel farmaco non avessi potuto pagarlo a prezzo pieno?

    1. Se il medico generico mi ha danneggiato, posso agire contro l’Asl di appartenenza? La risposta è positiva. In questo caso, così come avviene per i pazienti ricoverati in ospedale, l’Asl risponde degli illeciti commessi dal medico generico, nell’ambito della prestazioni mediche eseguite e comprese tra quelle garantite dal S.S.N. (Servizio Sanitario Nazionale). Secondo la giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione, tale conclusione trova fondamento nella legge ed esattamente nel principio secondo il quale, colui che si avvale dell’opera di terzi risponde dell’operato colposo o doloso di questi ultimi : in altri termini è responsabile delle prestazioni eseguite dai suoi ausiliari. Gli “Ermellini” precisano che l’Asl esegue i propri obblighi nei confronti dei cittadini, anche mediante il cosiddetto medico di base. Questi, pur essendo un lavoratore autonomo, alla luce della convenzione che lo lega all’Asl di appartenenza, è senza alcun dubbio un “ausiliario” della medesima. L’Asl, infatti, attraverso il medico convenzionato, adempie ai propri obblighi “curativi”, assicurati dal servizio sanitario nazionale. Esiste, pertanto, una responsabilità solidale in capo all’ASL, che il malcapitato paziente potrà invocare, se il medico generico è stato imperito o negligente nelle cure adottate, e se è stato, quindi, leso a seguito delle medesime. In conclusione se siete stati danneggiati dalle cure amorevoli (si fa per dire…) del vostro medico di fiducia o cosiddetto medico di base, potrete chiedere il risarcimento del danno, sia allo stesso dottore che all’Asl di appartenenza. Ovviamente rivolgetevi, a riguardo, al vostro legale di fiducia che saprà adeguatamente indirizzarvi sulle iniziative più opportune da adottare.

    2. Buonasera, sono una donna transessuale di 48 anni, ho iniziato il mio percorso di transizione a 17 anni, percorso ormonale e non solo, non ho mai avuto problemi in nessuna città in cui ho vissuto né con nessun medico di base nel farmi prescrivere gli ormoni femminili che la mia condizione richiede. Ovviamente un percorso di così tanti anni include prescrizioni per altrettanti anni. Da circa un anno ho un medico di base qui a Perugia, che inizialmente mi ha prescritto gli stessi farmaci che mi prescriveva senza problemi il medico di base nella città in cui vivevo precedentemente. Improvvisamente un giorno vado a farmi prescrivere i miei soliti farmaci ma, essendo assente il mio medico mi ritrovo davanti il marito della suddetta, che si rifiuta di prescrivermi alcunché, usando toni e modi a dir poco offensivi, intimidatori e discriminatori, interrompendo così i miei cicli ormonali come niente fosse. Quando sono tornata dalla dottoressa, anche lei ha avuto lo stesso atteggiamento del marito, confermandomi di non essere più minimamente intenzionata a prescrivermi nulla, a meno che io non portassi un qualche foglio che attestasse la mia condizione che, dopo 31 anni è più che evidente. Se ciò non bastasse, la dottoressa ha preso la simpatica abitudine di rivolgersi a me con parole e toni sempre più discriminatori. Aggiungo che la dottoressa è specializzata in cardiologia, e avendo recentemente io avuto problemi cardiaci, non visualizza i referti che le porto, non si interessa al mio caso, in nessun senso a questo punto, non mi fa impegnative per questo problema e quando si è decisa, mi ha mandata nel posto sbagliato dove i medici mi hanno riferito che io lì non c’entravo nulla. All’informazione dell’errore commesso, la dottoressa risolveva con un’alzata di spalle. A questo punto vorrei cambiare medico, perché oltre a sentirmi discriminata e insultata, non mi fido di chi non dimostra il minimo interesse per una paziente, mettendo avanti i propri pregiudizi, la propria ignoranza, un livore che non ha spiegazioni. Non credo che il giuramento di Ippocrate preveda pazienti di serie A o B, perché io mi sento una grossa B.

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