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112 per schiamazzi notturni

1 Dicembre 2017


112 per schiamazzi notturni

> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 Dicembre 2017



Se il mio vicino fa rumore la notte posso chiamare i carabinieri?

Il caso in oggetto riguarda una fattispecie, purtroppo, piuttosto frequente nei rapporti di vicinato. Si verifica infatti con una certa assiduità l’ipotesi del vicino di casa che durante le ore notturne è solito porre in essere delle attività (sbattere di stoviglie, trascinamento di mobilia, avvio di elettrodomestici che emettono fastidiosi ronzii, tono di voce eccessivamente elevato e così via) che producono baccano e perciò disturbano la quiete di chi vive nell’appartamento adiacente. I predetti rumori molesti risultano, nella prassi condominiale, assai diffusi, soprattutto nelle ipotesi relative ad appartamenti in cui vivono gruppi di studenti che, spesso, con il loro estemporaneo stile di vita, arrecano disturbo al riposo degli altri condomini, specie se anziani e soliti ritirarsi presto o se nuclei familiari con bambini piccoli che, una volta svegliati, stentino a riprendere sonno.

Per capire come tutelarsi dinanzi a tale spiacevole inconveniente occorre distinguere la tipologia di fragore che si è verificata nel caso di specie. Infatti se trattasi di un rumore assordante e intollerabile che disturba un’intera strada abitata, come quello che si può propagare da un locale notturno non adeguatamente insonorizzato, o da una vettura lasciata in sosta con finestrini abbassati e con l’ autoradio tenuto al massimo volume, è consentito chiedere l’intervento delle forze dell’ordine, in quanto si profila appunto il reato di disturbo della quiete pubblica ex art. 659 codice penale, essendo il baccano in oggetto in grado di arrecare disturbo a un numero imprecisato di persone e non soltanto a determinati pochi soggetti (come i vicini di casa appunto). Al contrario, se il baccano risulta di entità inferiore, molestando, per intendersi, solo i vicini, non è possibile chiamare polizia e carabinieri, non risultando, come abbiamo visto, integrato l’illecito penale su indicato, idoneo appunto, a far scattare l’obbligo di intervento delle predette forze dell’ordine. Al contempo, i condomini disturbati dai rumori notturni del vicino, non possono neppure chiamare in loro soccorso l’Amministratore del condominio, in quanto questi può essere contattato solo se risulta esserci una violazione nel regolamento condominiale, perché appunto tale soggetto è tenuto esclusivamente a preservare e tutelare le parti comuni dell’edificio, facendo rispettare il regolamento ma non a intervenire nelle liti personali tra i condomini. E’ per questo che in molti condomini è invalsa la pratica di inserire nel regolamento delle clausole, approvate all’unanimità, che prevedono fasce orarie nelle quali viene fatto divieto a tutti i condomini di produrre rumore: solo in tal caso, qualora qualcuno vi trasgredisca, è possibile rivolgersi all’Amministratore. In mancanza di apposita previsione nel regolamento condominiale, pertanto, ai vicini disturbati dai rumori molesti, non resta che il ricorso a un legale, il quale potrà diffidare il condomino rumoroso tramite invio di una raccomandata a.r. e successivamente avviare una causa civile con richiesta al Giudice di cessazione del comportamento molesto e conseguente risarcimento dei danni subiti. È possibile anche azionare un ricorso ex art. 700 c.p.c., al fine di ottenere una tutela più rapida, ma in questo caso non è consentito avanzare istanza risarcitoria.

Articolo tratto da una consulenza di Avv. Giuliana Degl’Innocenti


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