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Lo sai che? Macchia d’olio su strada dai cassonetti spazzatura: chi risarcisce?

Lo sai che? Pubblicato il 26 ottobre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 26 ottobre 2017

Il Comune non rimborsa i danni a chi cade per colpa dell’asfalto scivoloso se la macchia d’olio è recente.

Brutta caduta dalla moto: passando dai cassonetti della spazzatura non ti sei accorto che, da uno dei tanti sacchetti, era caduto del liquido simile ad olio, inondando il margine destro della strada. L’asfalto era tutto scivoloso e non hai fatto in tempo ad accorgertene visto l’orario serale e il traffico. Inevitabile la perdita di controllo del mezzo e le contusioni. Sei stato al Pronto soccorso e ti hanno imposto riposo assoluto per almeno due settimane, durante le quali non potrai lavorare. L’assicurazione, alla quale hai chiesto informazioni su chi sia tenuto a pagare il risarcimento, ti ha detto che, non trattandosi di un danno da responsabilità civile automobilistica, non puoi attivare la polizza. Tuttavia, l’agente ti ha suggerito di chiedere l’indennizzo al Comune: è suo l’obbligo di tenere le strade pulite e in buono stato di manutenzione. È proprio così? Chi risarcisce per la macchia d’olio sulla strada proveniente dai cassonetti della spazzatura? A dare una risposta è stata una recente sentenza del Tribunale di Campobasso [1].

Per capire come la legge regola l’ipotesi della macchia d’olio sulla strada dobbiamo partire da una norma contenuta nel codice civile (leggi Moto cade su macchia d’olio sull’asfalto: chi risarcisce?) [2]. Questa stabilisce che il proprietario o il custode di una strada (nella specie il Comune) è obbligato a risarcire tutti i danni che derivano dalla strada stessa, a meno che non dimostri che detti danni si sono verificati per colpa di un evento «inevitabile» e «imprevedibile» (il cosiddetto «caso fortuito»). Da qui la domanda che dobbiamo porci: la macchia d’olio sull’asfalto può considerarsi un «caso fortuito»? Se la risposta dovesse essere positiva, allora il Comune non sarà tenuto a risarcire un bel niente; viceversa, il danneggiato potrà chiedere i danni all’amministrazione.

La soluzione al quesito è abbastanza semplice: tutto dipende da quanto tempo prima si è verificata la perdita d’olio che ha determinato la scivolosità della strada. Se detta perdita si è verificata poco tempo prima dell’incidente stradale, non consentendo al Comune un ragionevole margine di tempo per intervenire con una squadra di pulizia, allora è possibile parlare di «caso fortuito». Viceversa, se la macchia insiste da più giorni e l’amministrazione, pur essendone a conoscenza, non ha fatto nulla per mettere in sicurezza il tratto di strada, allora il Comune non può appellarsi al caso fortuito ed è tenuto a risarcire i danni all’automobilista o al motociclista.

È proprio questo il chiarimento fornito dalla sentenza in commento: il Comune non paga i danni al motociclista caduto sulla macchia d’olio proveniente dal cassonetto della spazzatura se la situazione di pericolo è insorta in un tempo tale da non consentire al Comune di averne conoscenza e di intervenire per rimuoverla. In tal caso, infatti, la situazione di pericolo non dipende da inerzia dell’amministrazione e dalla mancata manutenzione dell’asfalto, ma da una concomitante condotta di terzi, impossibile da rimuovere nel brevissimo termine, anche in caso di solerte intervento. La strada pubblica è del resto esposta a fattori di rischio molteplici, imprevedibili e potenzialmente indeterminati, a causa dei comportamenti degli utilizzatori del bene. La responsabilità oggettiva del Comune, pertanto, deve essere necessariamente delimitata onde non estenderla oltre i normali confini previsti dal codice civile [3].

In buona sostanza, quando la scivolosità dell’asfalto e la conseguente caduta del motociclista sono determinate non già da un difetto strutturale della strada ma dalla presenza di olio proveniente da un cassonetto dei rifiuti, non c’è responsabilità del Comune se la situazione di pericolo si è creata non molto tempo prima del sinistro e se l’amministrazione non è stata messa al corrente di ciò, tanto da poter intervenire tempestivamente.

Nel caso di specie, poiché l’incidente si è verificato al mattino dopo lo svuotamento dei cassonetti, se la macchia d’olio fosse stata già presente sul manto stradale gli operatori della società incaricata della raccolta lo avrebbero sicuramente segnalato al Comune.

note

[1] Trib. Campobasso, sent. n. 502/17.

[2] Art. 2051 cod. civ.

[3] Le peculiarità della responsabilità del custode di beni demaniali, ha spiegato il tribunale, vanno, in particolare, individuate nella natura e nella tipologia delle cause che hanno provocato il danno, secondo che esse siano intrinseche alla struttura del bene, sì da costituire fattori di rischio conosciuti o conoscibili a priori (quali, in materia di strade, l’usura o il dissesto del fondo stradale, la presenza di buche, la segnaletica contraddittoria o ingannevole), o che si tratti invece di situazioni di pericolo estemporaneamente create da terzi, non conoscibili né eliminabili con immediatezza. In questa seconda ipotesi, la selezione dei rischi addossabili al Comune va compiuta tramite «una più ampia ed elastica applicazione della nozione di caso fortuito», sicché l’emergere dell’agente dannoso può considerarsi fortuito quanto meno finché non sia trascorso il tempo ragionevolmente sufficiente perché l’ente gestore acquisisca conoscenza del pericolo venutosi a creare e possa intervenire ad eliminarlo. Con riguardo ai beni demaniali, quindi, va qualificato come fortuito il fattore di pericolo, creato occasionalmente da terzi, che abbia esplicato le sue potenzialità offensive prima che fosse ragionevolmente esigibile l’intervento riparatore dell’ente custode.


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