Pensioni 2018, nuovi beneficiari per l’Ape social

27 ottobre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 ottobre 2017



Si amplia il numero dei lavoratori che potranno ottenere l’Ape sociale, dalle donne con 28 anni di contributi ai lavoratori a termine cessati.

Sconto sino a 2 anni di contributi per le donne, accesso aperto ai lavoratori a termine, ai disoccupati reimpiegati, a coloro che non hanno percepito la Naspi e a chi possiede contributi esteri: la platea dei beneficiari dell’Ape sociale, o Ape social, si amplia notevolmente, sia grazie alle previsioni della legge di Bilancio 2018 che grazie alle nuove indicazioni del ministero del Lavoro recepite dall’Inps.

La facilitazione degli accessi alla misura è dovuta, in gran parte, all’alto numero delle domande di Ape sociale rigettate: numerosissimi, ad esempio, i disoccupati che hanno ricevuto la bocciatura per aver lavorato anche per pochi giorni; bocciate anche molte tra le domande degli addetti ai lavori faticosi e rischiosi, a causa della scarsa chiarezza sulla verifica dei requisiti per l’Ape social. Molti lavoratori, poi, non hanno nemmeno provato a inviare la domanda perché non soddisfano le severe condizioni previste per il trattamento, ad esempio le donne con figli con meno di 30 anni di contributi, i disoccupati a seguito di contratto a termine e i lavoratori con contributi esteri.

Per fortuna, grazie a due nuove circolari Inps pubblicate di recente ed alle previsioni della legge di Bilancio 2018, la maggior parte degli esclusi potrà beneficiare dell’Ape social: alcuni di loro in via quasi immediata, grazie al riesame delle domande che l’Inps farà a breve, altri dovranno attendere l’operatività della nuova finanziaria.

Facciamo subito il punto della situazione per capire, innanzitutto, come funziona l’Ape social e chi ne ha diritto, per poi capire chi sono i nuovi beneficiari.

Che cos’è e chi ha diritto all’Ape social

L’Ape sociale è un assegno mensile, a carico dello Stato, che può essere richiesto a partire dai 63 anni di età e che sostiene il lavoratore fino al perfezionamento del requisito d’età per la pensione di vecchiaia (dal 2018 pari a 66 anni e 7 mesi per tutti). L’assegno è uguale alla futura pensione, ma non può superare 1.500 euro mensili.

Possono accedere all’Ape sociale, nello specifico, i lavoratori che, al momento della domanda, abbiano già compiuto 63 anni di età e che siano, o siano stati, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (Ago, che comprende gli iscritti al fondo pensione lavoratori dipendenti e alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi), alle forme sostitutive ed esclusive della stessa, o alla gestione Separata Inps, purché cessino l’attività lavorativa e non siano già titolari di pensione diretta.

I beneficiari dell’Ape sociale devono possedere almeno 30 anni di contributi (contando tutti i periodi non coincidenti maturati presso le gestioni Inps) se appartengono a una delle seguenti categorie:

  • lavoratori che risultano disoccupati a seguito di licenziamento, anche collettivo, o di dimissioni per giusta causa, o per effetto di risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria; perché gli appartenenti a questa categoria possano beneficiare dell’Ape sociale, è necessario che abbiano terminato da almeno tre mesi di percepire la prestazione di disoccupazione e che non si siano rioccupati (il trattamento non spetta, dunque, a chi non ha percepito la Naspi o un sussidio analogo);
  • lavoratori che assistono, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave, ai sensi della Legge 104;
  • lavoratori che possiedono un’invalidità uguale o superiore al 74%.

Sono invece necessari 36 anni di contributi per un’ulteriore categoria beneficiaria dell’Ape sociale, gli addetti ai lavori faticosi e rischiosi: si tratta di coloro che hanno prestato per almeno 6 anni negli ultimi 7 anni un’attività lavorativa particolarmente rischiosa o pesante, che deve far parte dell’elenco di professioni di seguito indicato:

  • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; • conciatori di pelli e di pellicce;
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
  • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • professori di scuola pre-primaria;
  • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
  • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
  • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

Ape sociale per chi ha contributi esteri

Con un recente messaggio [1], l’Inps ha chiarito che, nel requisito contributivo utile all’Ape sociale, pari come abbiamo visto a 30 o 36 anni, potranno essere inclusi i contributi per il lavoro all’estero in Paesi europei o convenzionati con l’Italia, purché il lavoratore ne chieda la totalizzazione.

Viene a cadere, dunque, la precedente indicazione dell’Inps, che escludeva proprio i contributi esteri dal totale.

Ape sociale per i disoccupati con un nuovo impiego

Cade anche il divieto di accoglimento dei disoccupati che sono stati reimpiegati per un breve periodo: in particolare, secondo quanto specificato dall’Inps [2],potranno essere accolte le domande di chi è stato reimpiegato per meno di 6 mesi con un contratto di lavoro subordinato (ad esempio a termine, stagionale, a chiamata o di somministrazione) e di chi ha lavorato con i voucher o con i nuovi contratti di prestazione occasionale e col libretto famiglia.

Resta da chiarire, invece, la situazione di chi è stato reimpiegato come parasubordinato e di chi ha lavorato in proprio.

Ape sociale per i lavoratori a termine

Grazie a quanto disposto dalla legge di Bilancio 2018 (allo stato non ancora definitiva), poi, saranno inclusi nell’Ape sociale anche i disoccupati a seguito di contratto a termine.

Potranno essere inclusi nella misura, però, soltanto coloro che maturano almeno 18 mesi complessivi di contratti di lavoro negli ultimi 3 anni.

Ape sociale per i disoccupati che non hanno percepito il sussidio

Si vorrebbero poi includere nella platea dei beneficiari, secondo quanto indicato dal ministero del lavoro [3], anche coloro che non hanno percepito il sussidio di disoccupazione, pur avendone diritto. Ad esempio, potrebbe rientrare nell’Ape sociale chi non ha presentato la domanda Naspi in tempo.

Ape donne

Vediamo infine l’ultima novità introdotta dalla legge di Bilancio 2018, la cosiddetta Ape donne, o Ape rosa.

Si tratta della possibilità di accedere all’Ape sociale, per le donne con figli, con uno sconto di 6 mesi di contributi per ogni figlio, sino a un massimo di 2 anni.

L’ape sociale, per chi ha da 4 figli in su, sarebbe così accessibile:

  • con 28 anni di contributi per le appartenenti alle prime tre categorie di lavoratrici tutelate (disoccupate, caregiver e invalide);
  • con 34 anni di contributi per le addette ai lavori faticosi e rischiosi.

note

[1] Inps Mess. 4170/2017.

[2] Inps Mess. 4195/2017.

[3] Mlps nota 11/09/2017.


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