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Ufficiale giudiziario: chi lo manda?

29 ottobre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 ottobre 2017



Una delle figure più temute e sgradite che ci si possa ritrovare sull’uscio di casa è proprio lui, l’ufficiale giudiziario: ma chi lo invia esattamente?

In cima alla piramide dei bussatori seriali che ognuno di noi teme di ritrovarsi alla porta di casa, oltre agli sdoganati rappresentanti della folletto e venditori di enciclopedie, c’è sicuramente lui: l’Ufficiale giudiziario, portatore per antonomasia di cattive notizie. Certo con la differenza che, mentre allo stressante tizio che ci vuole rifilare l’ultimo modello di aspirapolvere, che aspira persino le energie negative casalinghe, possiamo sbattergli la porta in faccia (con educazione mi raccomando!), non ci conviene far la stessa cosa con questo pubblico ufficiale. Ma perché può venire da noi? Chi lo manda esattamente e perché?

Chi è l’ufficiale giudiziario

La nostra comunità è regolata da leggi che tutti (almeno sulla carta) siamo tenuti a rispettare. E ci sono precisi organi preposti a controllare e giudicarci nel caso in cui non lo facessimo: i giudici e i pubblici ministeri, titolari della funzione giudiziaria, che si traduce in ‘dare attuazione alla legge’. Avete mai sentito parlare di Tribunale civile e penale, Tar, Tribunale dei minori, Corte d’appello? A seconda delle funzioni, agiscono emanando atti, sentenze, decreti ingiuntivi. Ognuno di loro ha degli aiutanti speciali nelle segreterie, con il compito di eseguire in concreto le loro decisioni.

Chi sono questi aiutanti? Sono proprio loro, gli Ufficiali giudiziari: funzionari ad hoc che li assistono e sono incaricati di eseguire materialmente gli atti dei giudici [1]. In particolare, la loro funzione principale è notificare gli atti ai poveri interessati, bussando alla loro porta e chiedendo conto degli obblighi a cui non si sono attenuti.

Sono a tutti gli effetti pubblici ufficiali, quindi dipendenti pubblici, hanno potere giurisdizionale e, se li vogliamo conoscere personalmente, lavorano negli Uffici notifiche esecuzioni e protesti (Unep), situati nei tribunali, con il compito di ausilio dell’attività dei magistrati.

Ufficiale giudiziario: chi lo manda da noi?

Ma quindi, se la mansione principale dell’Ufficiale giudiziario è eseguire i provvedimenti e gli atti a nostro carico, chi fa questi atti e chi invia questa persona a casa nostra?

Sono i giudici in persona che affidano all’Ufficiale giudiziario il compito di notificare gli atti a nostro carico. E sono quindi loro – giudici, pubblici ministeri e cancellieri – preposti, a seconda della bega in cui siamo coinvolti (civile o penale), ad inviarlo a casa nostra.

Ufficiale giudiziario: perché viene a casa nostra?

Quando ci troviamo di fronte un Ufficiale giudiziario con busta verde in mano, sappiamo quindi che siamo coinvolti in un pasticcio che può essere di natura civile o penale. Restano fuori gli atti di natura amministrativa (esempio Agenzia delle entrate, Inps, Carabinieri), che possono fare a meno del ricorso all’autorità giudiziaria per chiederci il conto di eventuali nostre inadempienze.

Da questi giudici e pubblici ministeri, l’Ufficiale viene inviato per portarci una notifica di atto, cioè per metterci ufficialmente a conoscenza di quell’atto che hanno emanato. Notifica che avviene al momento della consegna nelle nostre mani di una copia identica all’originale del documento in questione.

Quali atti può notificarci

Una vera e propria spada di Damocle che pende sulla nostra testa. Vi chiederete quali atti può notificarci un Ufficiale giudiziario inviato dal giudice. Tra i tanti, ecco qui i principali:

  • Precetto. Abbiamo un debito contratto e non saldato con un’altra persona e questa persona, tramite il suo avvocato, ci diffida, intimandoci di saldarlo entro 10 giorni dalla notifica dell’atto, prima di procedere all’esecuzione forzata.
  • Pignoramento. È l’atto subito consecutivo al precetto, con cui formalmente si dà avvio alla tanto odiata espropriazione, che può essere immobiliare (della casa, pignorata e messa all’asta) o mobiliare (di mobili, oggetti e tutti gli altri beni materiali del debitore).
  • Sfratto. Se ne sente parlare tutti i giorni in Tv e sui giornali delle tanto discusse lotte per il diritto alla casa. Con questo atto il proprietario di casa ci cita in Tribunale per mancato pagamento dell’affitto o perché è scaduto il contratto di locazione e noi non ce ne vogliamo andare. In questo caso il proprietario ha ottenuto dal giudice lo sfratto e ce ne viene dato preavviso.
  • Atto di citazione. Da qui iniziano di fatto i processi civili. Questo infatti è il tipico atto che ci mette a conoscenza del fatto che qualcuno ha intenzione di portarci in tribunale e avviare una causa civile di primo grado contro di noi. Se veniamo citati per il secondo grado di giudizio riceveremo invece un ‘atto di appello’.
  • Decreto ingiuntivo. Questo atto ci viene consegnato  quando c’è qualcuno che pretende da noi un pagamento per qualcosa di sua proprietà, a suo dire, non avvenuto.
  • Citazione a testimoniare. Possiamo rilassarci e accogliere con piacere in casa l’Ufficiale giudiziario, perché qui non ci sono persone che reclamano qualcosa da noi, ma è il giudice che ci chiama in Tribunale solo per rispondere a delle domande e testimoniare su un fatto avvenuto.
  • Avviso di garanzia. Qui sono guai, perché si entra nella sfera penale. Questo è l’atto con cui veniamo informati di un reato e di una violazione di norme legislative (noi in quanto persone sotto indagine o in quanto persone lese) e, se siamo a essere sotto indagine, veniamo inviati a nominare un difensore di fiducia.

Modalità di notifica degli atti

La notifica di persona. L’ufficiale giudiziario viene a casa nostra direttamente, ci bussa alla porta di casa con una busta in mano. Se la busta è verde, stiamo pur certi che è un atto di notifica [2]. Ci consegna il documento, che è copia fedele e uguale all’originale e scrive in una sorta di report (la relata) che ce lo ha consegnato. Da questo momento la legge sa che noi siamo a conoscenza di quell’atto e che dobbiamo prendere provvedimenti. Se noi non siamo in casa, l’atto può essere consegnato a un famigliare, alla collaboratrice domestica e a chiunque si occupi regolarmente della nostra abitazione.

La notifica via posta. Un’altra modalità che può scelta per recapitarci notifiche è la spedizione a mezzo posta, attraverso una raccomandata con avviso di ricevimento. Qui a bussare alla porta è il postino e sarà proprio la cartolina di ricevimento a provare di fatto che abbiamo ricevuto la notifica. Anche qui, busta e cartolina sono di colore verde.

note

 [1] Art. 59 cod. proc, civ.

D.p.r. n. 1229 del 15 dicembre 1959

[2] Artt. 137-139 cod. proc. civ.

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1 Commento

  1. Va bene che questo sito ha la funzione di spiegare il diritto in modo semplice, ma così presentata la funzione degli ufficiali giudiziari appare avvilente e mortificante per i destinatari e per gli stessi ufficiali giudiziari. Ma da quando l’ufficiale giudiziario lo manda il giudice? L’ufficiale giudiziario non è un aiutante speciale, ma un ausiliario. Sono cose ben diverse. E l’UNEP non è una segreteria del giudice, ma un ufficio dotato di autonomia funzionale, nel quale è stato nominato un ufficiale giudiziario dirigente. E come si fa a scrivere che l’ufficiale giudiziario si presenta a casa della gente con la busta verde in mano?

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