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Separazione: la nuova casa va in comunione?

2 Dicembre 2017
Separazione: la nuova casa va in comunione?

Sono separata. Al matrimonio con il mio ex marito avevamo stabilito la comunione dei beni. Vivo con mio figlio piccolo in un immobile di mia proprietà acquistato prima del matrimonio. Se volessi vendere l’appartamento e comprarne uno nuovo, quest’ultimo resterebbe sempre di mia proprietà oppure finirebbe nella comunione dei beni?

Lo scioglimento della comunione legale dei beni è disciplinato dall’articolo 191 del codice civile il quale prevede che la comunione si scioglie tra l’altro con la separazione personale dei coniugi. In questo caso, la comunione tra i coniugi si scioglie nel momento in cui il Presidente del tribunale autorizza i coniugi a vivere separati, in caso di separazione giudiziale, ovvero alla data di sottoscrizione del processo verbale di separazione consensuale dei coniugi dinanzi al Presidente, purché omologato. L’ordinanza con la quale i coniugi sono autorizzati a vivere separati è poi comunicata all’ufficiale dello stato civile ai fini dell’annotazione dello scioglimento della comunione. Questo è quanto stabilito dalla legge con la riforma del 2015.

Infatti, prima del citato intervento normativo di modifica dell’art. 191 c.c., lo scioglimento della comunione legale avveniva solo al momento del passaggio in giudicato della sentenza di separazione, ovvero dell’omologazione da parte del tribunale degli accordi consensualmente raggiunti. Ne seguiva che, qualora uno dei coniugi, anche senza l’intervento dell’altro, acquistava un bene (mobile o immobile), in pendenza del procedimento di separazione personale, l’atto veniva automaticamente ad incrementare la consistenza della comunione dei beni entrando, pertanto, nella comunione legale dei beni. Con la riforma, il problema è venuto meno in quanto, come detto, è stato anticipato il momento in cui viene a sciogliersi la comunione dei beni coniugali. Sul punto, la legge ha, tra l’altro, stabilito che il nuovo testo riformato si applica anche ai procedimenti in corso al momento dell’entrata in vigore della riforma. Tanto premesso, si può affermare che, se la riforma del 2015 è entrata in vigore a procedimento di separazione in corso, la lettrice potrà tranquillamente acquistare il bene immobile, conservando l’esclusiva titolarità dello stesso. Viceversa, se il procedimento di separazione si è concluso prima della riforma del 2015, la stessa dovrà attendere che la relativa sentenza sia passata in giudicato (non sia stata appellata sul punto dal suo ex marito), operando in questo caso il vecchio articolo del codice. Tuttavia, da quanto si deduce, la sentenza sembra essere di fresca emissione; pertanto, la lettrice potrà tranquillamente procedere all’eventuale acquisto del nuovo immobile.

 

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla



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