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Lo sai che? Cambio residenza: cosa comporta?

Lo sai che? Pubblicato il 29 ottobre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 29 ottobre 2017

Quali effetti da un cambio di residenza sulla posta, sulle notifiche, sull’Isee, sullo stato di famiglia, sui familiari a carico e sulla residenza fiscale.

Hai deciso di cambiare casa. Da che vivevi coi tuoi genitori, andrai a stare da solo, probabilmente con la tua compagna. Sai già dove andare ad abitare: hai il contratto di affitto firmato, hai messo il tuo nome sul citofono, sulla cassetta delle lettere e hai anche informato anche il postino del vecchio indirizzo. Ora però non resta che avvisare il Comune. Ed è proprio qui che ti chiedi: cosa comporta il cambio di residenza? Quali sono le possibile conseguenze che possono derivare e tutti gli adempimenti da espletare? Cercheremo di capirlo nel seguente articolo.

Residenza dove non si abita

Prima di sapere cosa comporta il cambio di residenza è necessaria una precisazione. Non si può spostare la residenza dove non si abita. I cambi di residenza fatti solo per ragioni di comodo (ad esempio per motivi di carattere fiscale o assistenziale o, ancora, per sfuggire alle notifiche) sono illegali. La legge impone ad ogni cittadino di essere reperibile: al postino, all’ufficiale giudiziario, alla pubblica amministrazione, alle autorità, finanche ai privati che hanno diritto a conoscere l’altrui residenza senza che vi si possa opporre la tutela dell’altrui privacy. Chiunque può chiedere, all’ufficio anagrafe del Comune, un certificato di residenza di un’altra persona senza che quest’ultima lo sappia e possa opporre resistenza. Dunque, posto l’obbligo di ogni cittadino di rendersi rintracciabile, è vietato fissare la residenza in un luogo in cui non si vive.

È vero che la legge contempla, oltre al concetto di residenza – che è il luogo “ufficiale” dove una persona vive, dorme e mangia – anche quello di dimora, ossia dove il soggetto si trova materialmente in un determinato periodo più o meno breve (ad esempio la casa al mare). Ma questi due luoghi devono di norma coincidere, salvo che, per esigenze momentanee, brevi e transitorie, il cittadino abbia la necessità di spostarsi (si pensi ai periodi estivi, allo spostamento nella seconda casa o anche a quando, per ragioni di lavoro, si è costretti a stare per qualche mese in un’altra città). Dunque sinteticamente possiamo dire che la residenza è il luogo della dimora abituale, fermo restando che potrebbe avvenire che, per ragioni contingenti, la dimora si sposti provvisoriamente e per un tempo limitato. Se la dimora dovesse spostarsi definitivamente scatterebbe l’obbligo di spostare anche la residenza.

Che cos’è il domicilio?

Da questi concetti si differenzia completamente quello di domicilio che è il luogo ove una persona ha i propri affari o interessi. Tradotto in parole povere si tratta dello studio per il professionista, del negozio per il commerciante, dell’ufficio per il lavoratore autonomo. Di solito, il domicilio coincide anche con il domicilio fiscale, quello cioè che rileva per l’Agenzia delle Entrate.

Cosa fare per cambiare residenza

Ma cosa bisogna fare per cambiare residenza? Oggi è molto semplice: basta andare in Comune, presso l’ufficio Anagrafe, e presentare una dichiarazione scritta. La si può inviare anche a mezzo email (con firma digitale e carta d’identità elettronica), o per fax. Non c’è bisogno, come in passato, che i vigili accertino prima che il richiedente si sia effettivamente trasferito; per cui l’amministrazione provvede immediatamente al mutamento di residenza. Nei 45 giorni successivi la polizia municipale effettua i controlli (cosiddetti accertamenti anagrafici) per verificare se il cambio di residenza è effettivo e il richiedente vi si trova abitualmente. Se così non dovesse essere il Comune può rifiutare la residenza.

Cosa comporta la residenza?

Vediamo ora cosa comporta la residenza e quali sono gli effetti che da essa derivano.

Innanzitutto il luogo di residenza è anche quello dove viene consegnata la posta e dove soltanto la consegna delle raccomandate può avere effetto. Per cui, se una raccomandata viene spedita nel luogo ove il cittadino ha fissato la propria residenza, essa si considera consegnata e ricevuta lo stesso giorno in cui il postino tenta la consegna, anche se il destinatario si rifiuta di ritirarla.

Inoltre dalla residenza dipendono:

  • il luogo dove sono fatte le pubblicazioni per il matrimonio;
  • la competenza del Tribunale per l’adozione;
  • la competenza territoriale del giudice per tutte le cause in cui il cittadino viene chiamato a difendersi (sia civili che penali);
  • il luogo in cui gli atti giudiziari gli devono essere notificati.

Cosa comporta il cambio di residenza?

Vediamo ora quali sono gli effetti di un cambio di residenza:

  • tutte le notifiche e le raccomandate inviate al vecchio indirizzo si considerano nulle e, pertanto, non hanno effetto. Ad esempio una multa spedita al precede luogo di residenza è come se non fosse mai stata consegnata e il cittadino non è tenuto a pagarla; stesso discorso per la cartella di pagamento. Gli atti giudiziari notificati al precedente indirizzo, parimenti, non hanno effetto e l’eventuale processo conseguente è viziato in origine;
  • si esce dallo stato di famiglia del gruppo di persone (unite da parentela) che continua a vivere nel precedente indirizzo; così ad esempio il figlio che cambia residenza e va a vivere da solo esce dallo stato di famiglia del padre. Sul punto leggi: Fiscalmente i coniugi possono avere residenze diverse? Infatti la famiglia anagrafica è l’insieme delle persone che abitano sotto lo stesso tetto e sono legate da vincoli di parentela o coniugio.
  • nulla cambia dal punto di vista fiscale: quindi, con il cambio di residenza si continua a rimanere nel precedente nucleo familiare inteso in senso fiscale, che è invece l’insieme delle persone che sono a carico della stessa persona ai fini Irpef e che rilevano per la dichiarazione Isee;
  • non è più necessario aggiornare la patente, né si riceve più il talloncino adesivo dalla Motorizzazione. Difatti, sulla nuova patente di guida è stata eliminata l’indicazione di residenza del titolare. In ogni caso, la patente di guida rilasciata in Italia, anche se sprovvista del dato sulla residenza, continua a mantenere, sul territorio nazionale, la natura di documento di identità personale.

Non è obbligatorio comunicare il cambio di residenza alla banca con cui si ha in corso il mutuo, al fisco, all’Agenzia Entrate Riscossione o ad eventuali creditori. Saranno piuttosto questi ultimi, qualora debbano inviare comunicazioni al debitore, a doversi informare sull’ultimo luogo di residenza. Se non lo fanno, la raccomandata spedita al vecchio indirizzo verrà loro restituita con la dicitura «destinatario trasferito». Il postino non indica però il nuovo indirizzo. Così sarà il creditore a dover ricevere, all’ufficio anagrafe, la nuova residenza del soggetto a cui inviare la comunicazione o gli atti giudiziari.

In buona sostanza, tutto ciò che spetta fare al cittadino che voglia cambiare residenza è comunicarlo al Comune.


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2 Commenti

  1. salve, avrei necessità di chiedere al lavoro (pubblica amministrazione )un congedo parentale per mia madre e cambiare residenza ,anche se vivo a 150 metri di distanza. Mi chiedevo cosa cambia ai fini fiscali ed economici lasciando nella mia proprietà di residenza due figlie maggiorenni e andando in un’altra abitazione con proprietà materna.

  2. salve, per il cambio di residenza per un congedo straordinario(assist. madre anziana invalida ) cosa mi cambierebbe dato che sono propietaria di un immobile dove vivo con due figlie maggiorenni?….e dall’altra parte mia madre sarebbe cmq penalizzata? ..magari sulla tassa rifiuti? grazie .

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