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Lo sai che? A cosa serve la Pec, posta elettronica certificata

Lo sai che? Pubblicato il 29 ottobre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 29 ottobre 2017

La posta elettronica certificata serve per garantire la certezza legale della spedizione, della ricezione e del contenuto del messaggio.

Avrai certamente sentito parlare della Pec, acronimo di Posta elettronica certificata. Si tratta di uno strumento di comunicazione telematico, molto simile alla tradizionale email, ma con la differenza che fornisce la certezza sull’identità dell’identità del mittente, sulla data e sull’orario di spedizione e ricezione del messaggio, sul suo contenuto. In altri termini, la Pec sta al mondo di internet come la raccomandata sta al mondo della carta. Con l’ulteriore vantaggio di non dover fare la fila alle poste e non pagare nulla (se non il costo di abbonamento annuale al gestore della posta elettronica certificata). In questo articolo ti spiegheremo a cosa serve la Pec, posta elettronica certificata, perché mai dovresti sottoscrivere un abbonamento e quali vantaggi può avere. Insomma, ti guideremo in tutti i possibili usi che potrai fare di questo strumento.

Quanto costa la Pec?

Prima di capire a cosa serve la Pec, vediamo quanto costa. Esistono diversi gestori che garantiscono una Pec gratis, ma solo per un tempo limitato (da sei mesi a un anno) con l’obbligo però di sottoscrivere un contratto su base annuale, biennale o triennale. Uno dei servizi più noti è quello di LegalMail (tanto è vero che in molti chiamano la Pec proprio con il nome LegalMail). LegalMail offre piani a partire da 25 euro fino a 75 euro all’anno. Esistono anche i serivizi di Register.it e di PosteCert di Poste Italiane il cui servizio base ha un costo di 5,50 euro + Iva all’anno. Anche Aruba ha la sua Pec che offre a 5 euro all’anno. Libero offre invece il servizio MailPEC a 10 euro annui. Questi sono solo le principali offerte, ma ve ne sono numerosissime.

Quali sono i vantaggi della Pec?

Da un punto di vista grafico, la Pec non presenta alcuna differenza rispetto all’email tradizionale. Se utilizzi un client di posta elettronica, potrai impostare l’indirizzo Pec insieme a tutti gli altri account di posta elettronica di cui sei titolare e ricevere le mail (certificate e non) nel medesimo istante e con lo stesso software. Pertanto, quando invierai una Pec dovrai indicare il nome del mittente, l’oggetto del messaggio (campo non obbligatorio), e scrivere poi il testo.

Se però da un punto di vista visivo la Pec non si distingue dalla mail tradizionale, da un punto di vista legale le differenze sono enormi. Abbiamo detto che la posta elettronica certificata offre, al pari della raccomandata tradizionale, la prova piena della spedizione e della consegna del messaggio. Proprio come l’avviso di ricevimento della raccomandata a.r. In che modo? Nel momento in cui si spedisce una Pec, il gestore dell’account di posta certificata con cui si è stipulato il contratto invia al mittente un primo messaggio – anch’esso di posta elettronica certificata – con cui gli conferma di aver preso in carico la spedizione della Pec. Dopo pochi secondi, il gestore invia automaticamente la Pec all’email di destinazione indicata dal mittente e recapita a quest’ultimo una seconda Pec con cui gli comunica di aver eseguito detta operazione. Volendo sintetizzare i passaggi, ecco cosa succede quando si spedisce una pec:

  • si scrive il messaggio di posta elettronica certificata e si clicca sul tasto o sull’icona «invia», proprio come quando si spedisce una mail ordinaria;
  • si riceve una prima Pec da parte del Gestore del servizio con cui si è firmato il contratto che conferma di aver preso in carico la richiesta di spedizione della Pec;
  • il Gestore recapita la Pec nella casella di posta elettronica certificata del destinatario;
  • il Gestore invia al mittente una seconda Pec con cui gli conferma di aver consegnato il messaggio al destinatario.

La Pec si considera correttamente inviata e, di conseguenza, anche conosciuta, con il ricevimento, da parte del mittente, dei due messaggi certificati da parte del gestore del servizio. Messaggi che andranno conservati e archiviati in digitale proprio per avere la prova dell’invio e del ricevimento. Queste attestazioni – che hanno prova legale ai fini di legge – rivelano anche la data, l’ora e il minuto di spedizione e di recapito nonché – a differenza della raccomandata tradizionale – anche il testo del messaggio.

Condizioni per usare la Pec

Per usare la Pec è necessario aver sottoscritto un contratto con un Gestore qualsiasi. In secondo luogo è necessario che anche il destinatario sia titolare di una Pec. Difatti questo sistema opera solo da Pec a Pec e non da Pec a email ordinaria o da email ordinaria a Pec.

Effetti della Pec

Come detto, l’effetto principale della Pec è la garanzia della prova legale circa la spedizione e la consegna del messaggio. Come per le raccomandate, non importa se il destinatario ha ricevuto o meno la busta, ossia se ha aperto l’account di posta elettronica certificata e ha letto il messaggio. La Pec si ha per conosciuta semplicemente con la presenza dell’email nell’account del destinatario anche se questi non la va a consultare.

Sono obbligato ad avere una Pec?

Oggi sono obbligati ad avere una Pec solo gli imprenditori, le società e i professionisti. Tutti gli altri soggetti possono anche non dotarsi di una Pec. Tuttavia, se un soggetto, obbligato per legge ad avere una Pec, non ha sottoscritto un contratto, il mittente (ad esempio il fisco) non potrà recapitargli le comunicazioni a un indirizzo certificato che non ha e, pertanto, dovrà eseguire la notifica nel modo tradizionale, ossia con la raccomandata a.r.

A cosa serve la Pec e quali sono i vantaggi?

Vediamo ora tutti i possibili impieghi della Posta elettronica certificata. La Pec sostituisce la raccomandata tutte le volte in cui il destinatario ne ha anch’esso una. Si può quindi fare a meno di andare alle poste. Con la Pec è possibile, ad esempio:

  • inviare una lettera a un debitore per diffidarlo e metterlo in mora;
  • interrompere i termini di prescrizione;
  • scrivere o rispondere a un avvocato e lasciare traccia delle comunicazioni intercorse;
  • contestare formalmente un comportamento illecito a una persona o a una società;
  • disdire un contratto, interrompendo il rinnovo automatico;
  • chiedere un certificato al Comune o a qualsiasi altra pubblica amministrazione;
  • comunicare un pagamento avvenuto e poter dimostrarlo in qualsiasi momento;
  • chiedere l’ammissione a un bando o una gara;
  • proteggere i diritti d’autore di un testo, una poesia, un romanzo, inviando a sé stessi il contenuto tramite Pec che garantirà così la data certa e quindi l’anteriorità della creazione.

Se poi, insieme alla Pec, si ha anche un software per la firma digitale è possibile sottoscrivere contratti e istanze alla pubblica amministrazione come, ad esempio, un cambio di residenza.


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