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Agibilità locale commerciale: come ottenerla

30 ottobre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 ottobre 2017



Documenti e condizioni per il rilascio del certificato di agibilità

Il certificato di agibilità è il documento, rilasciato dal dirigente comunale o dal responsabile delegato, che attesta la sussistenza nel locale commerciale delle condizioni di sicurezza,  igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti installati, nonché la conformità dell’opera al progetto presentato, valutate secondo quanto previsto dalla normativa vigente [1]. Il locale commerciale è il luogo all’interno del quale un imprenditore svolge abitualmente la sua attività, al di là di posti come fiere o spazi pubblici che lo stesso può sfruttare temporaneamente in occasioni diverse. Visto in cosa consiste l’agibilità di un locale commerciale vedremo come ottenerla.

Obbligatorietà del certificato di agibilità

Il certificato di agibilità non è sempre obbligatorio. Non occorre richiederlo ad esempio per le costruzioni ultimate prima del 24/08/1934, ovvero prima dell’entrata in vigore della legge che ha posto l’obbligo di richiederlo [2] e che non abbiano in seguito subito modifiche allo stato originario dei locali a seguito ad esempio di lavori di ristrutturazione con ampliamento o sopraelevazione. Non è obbligatorio neppure per il proprietario di un locale commerciale che non intenda affittarlo, venderlo o svolgerci all’interno attività commerciale. È infatti obbligatoria, in caso di esercizio di attività commerciale, affitto o vendita di locali commerciale:

  • di nuova costruzione;
  • per le ricostruzioni o sopraelevazioni, totali o parziali, di precedenti locali;
  • per gli interventi su locali già esistenti che possano influire sulle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti installati.

La domanda di rilascio del certificato di agibilità per il locale commerciale deve essere presentata entro 15 giorni dalla fine dei lavori. La mancata presentazione della domanda è punita con la sanzione da 77,00 euro a 464,00 euro in base numero di giorni trascorsi dalla fine dei lavori alla richiesta del certificato. La sanzione viene notificata ai richiedenti dall’ufficio successivamente alla presentazione della domanda.

Documenti per avere il certificato di agibilità

Per ottenere l’agibilità di un locale commerciale occorre conoscere la normativa in materia non solo nazionale ma anche quella eventualmente prodotta dalla Regione e dal Comune. Tuttavia richiedere il certificato di agibilità per un locale commerciale è semplice. È sufficiente recarsi nel Comune dove si trova il locale, compilare un modello prestampato messo a disposizione dall’ufficio, con i propri dati personali e quelli dell’immobile (compresi i dati catastali), e apporvi una marca da bollo da 16,00 euro. Ricevuta l’istanza, il dirigente dell’ufficio o un tecnico del Comune responsabile di istruire la pratica, valuterà  la documentazione esistente e, se necessario, chiederà di integrarla con dell’altra (certificazioni di conformità degli impianti, perizia giurata, attestazione di prestazione energetica, planimetria). Una volta consegnata tutta la documentazione richiesta, il Comune rilascerà il certificato, dietro il versamento dei diritti di segreteria. Dalla data di presentazione, lo sportello comunica al richiedente entro 10 giorni il nominativo del responsabile del procedimento. Entro 30 giorni, salvo richieste di integrazione, viene rilasciato il certificato di agibilità. Trascorsi i 30 giorni senza ulteriori richieste del Comune, nel caso sia già stato rilasciato il parere positivo dell’ASL, per il principio del silenzio/assenso, l’agibilità si intende attestata.

Condizioni di agibilità

Si è detto che l’agibilità attesta l’esistenza nei locali commerciali di certe determinate condizioni, valutate nel rispetto della normativa in vigore al momento in cui viene presentata la richiesta al Comune. Vediamo più da vicino in cosa consistono.

La sicurezza: interessa l’adozione degli impianti previsti dalla legge utili a garantire l’incolumità delle persone nei locali commerciali come i sistemi antincendio ed antinfortunistica oltre all’impiego di particolari materiali nella costruzione o nella ristrutturazione degli edifici.

L’igiene e la salubrità: è la condizione normativa che interessa gli impianti igienico-sanitari. In alcuni casi i Comuni definiscono addirittura quanti servizi igienici devono esserci all’interno di un locale commerciale sulla base del numero di metri quadri, il tipo di  materiali da utilizzare per la pavimentazione e il rivestimento delle pareti e il sistema di areazione. Per il rispetto di questa condizione è fondamentale il parere positivo delle Aziende Sanitarie Locali che verificheranno il rispetto delle norme, e il cui parere è vincolante per il Comune.

Il risparmio energetico e degli impianti installati: gli impianti devono essere in grado di mantenere un equilibrio termico tale da ridurre i consumi annuali, e i materiali con cui l’edificio è costruito devono essere ecosostenibili, poco inquinanti e facilmente smaltibili. Il risparmio energetico viene certificato mediante un attestato, l’APE (attestazione di prestazione energetica), rilasciato da un professionista abilitato che catalogherà l’immobile con una sigla formata dalle prime lettere dell’alfabeto.

La differenza fra certificato di abitabilità (rilasciato un tempo per le abitazioni ad uso civile) e certificato di agibilità (richiesto per i locali commerciali) presente nel passato, è stata completamente eliminata. Il legislatore tratta ormai solo di agibilità, e la disciplina è unica sia per gli immobili ad uso privato, sia per quelli destinati ad altri usi.

note

[1]  D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia).

[2] R.D. n.1265/34.


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