| Articoli

Ipoteca dell’Agenzia Entrate Riscossione se c’è il fondo patrimoniale

28 ottobre 2017


Ipoteca dell’Agenzia Entrate Riscossione se c’è il fondo patrimoniale

> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 ottobre 2017



Il fisco ha messo un’ipoteca sulla mia casa, ma questa è inserita in un fondo patrimoniale. È legittima la procedura?

La risposta al quesito posto non è di immediata soluzione posto che il lettore non specifica la natura del debito fiscale e l’orientamento giurisprudenziale sul punto è piuttosto contrastato.

Ricordiamo innanzitutto che il fondo patrimoniale, introdotto nel nostro ordinamento con la riforma del diritto di famiglia del 1975, è uno strumento, espressamente disciplinato dal Codice civile (art. 167 e ss.), utilizzato per porre un vincolo su alcuni beni, che vengono destinati a far fronte ai bisogni della famiglia di talchè non possono essere aggrediti dai creditori (salve le ipotesi di revocatoria), costituendo un patrimonio separato.

Secondo il costante orientamento giurisprudenziale, nel concetto di bisogni della famiglia”, è ricompreso non solo quanto indispensabile alla vita della famiglia, bensì anche le esigenze volte al “pieno mantenimento ed all’armonico sviluppo della famiglia, nonché al potenziamento della sua capacità lavorativa, restando escluse solo le esigenze voluttuarie o caratterizzate da intenti meramente speculativi” (Cass. 7 gennaio 1984, n. 134).

In virtù di espressa previsione normativa, i beni compresi nel fondo patrimoniale e i loro redditi, non possono essere soggetti ad esecuzione forzata per i debiti che il creditore sapeva essere stati contratti per scopi estranei ai bisogni della famiglia, come, ad esempio, i debiti contratti nell’esercizio di un’impresa commerciale o comunque di un’attività professionale, i debiti derivanti da obblighi di risarcimento dei danni e da sanzioni amministrative.

La questione che è stata sottoposta più volte al vaglio giurisprudenziale è se i beni facenti parte del fondo patrimoniale possano essere suscettibili di ipoteca e/o di pignoramento immobiliare ed, in particolare, se il pagamento delle tasse si possa considerare un obbligo riferibile alle esigenze familiari.

La Corte di Cassazione, con la sentenza del 7 luglio 2009 n. 15862, ha individuato nella relazione esistente tra gli scopi per cui i debiti sono stati contratti ed i bisogni della famiglia, il criterio per l’applicazione o meno dell’art. 170 c.c. (cfr anche CTR Lecce, sentenza 434 del 28 aprile 2016Cass.31.5.2006 n.12998;1479/2006;5.6.2003 n.8991 e 18.7.2003 n.11230).

Con la sentenza 5 marzo 2013, n. 5385, gli Ermellini hanno riconosciuto che: “l’art. 170 cod. civ., nel disciplinare le condizioni di ammissibilità dell’esecuzione sui beni costituiti nel fondo patrimoniale, detta una regola applicabile anche all’iscrizione di ipoteca non volontaria, ivi compresa quella di cui all’art. 77 del D.P.R. 3 marzo 1973, n. 602. Ne consegue che l’esattore può iscrivere ipoteca su beni appartenenti al coniuge o al terzo, conferiti nel fondo, qualora il debito facente capo a costoro sia stato contratto per uno scopo non estraneo ai bisogni familiari, ovvero quando – nell’ipotesi contraria – il titolare del credito, per il quale l’esattore procede alla riscossione, non conosceva l’estraneità ai bisogni della famiglia; viceversa, l’esattore non può iscrivere l’ipoteca – sicchè, ove proceda in tal senso, l’iscrizione è da ritenere illegittima – nel caso in cui il creditore conoscesse tale estraneità” (cfr Corte di Cassazione n. 13622/2010, Corte di Cassazione n. 3738/2015, Corte di Cassazione n. 3600/2016, Corte di Cassazione n. 1652/2016).

Tuttavia, sempre i Giudici di Piazza Cavour, con una virata a trecentosessanta gradi hanno mutato il proprio orientamento.

Nella sentenza n. 19667/14 i giudici di legittimità hanno, infatti, affermato che: “(…) iscrizione ipotecaria prevista dal D.P.R 29 settembre 1973, n. 602, art. 77, non può essere considerata un atto dell’espropriazione forzata, dovendosi piuttosto essere considerata un atto riferito ad una procedura alternativa all’esecuzione forzata vera e propria” (cfr. Corte di Cassazione n. 15354/2015 e Corte di Cassazione n. 10794/2016), ammettendo, pertanto, la possibilità per l’Ente di riscossione di procedere all’iscrizione ipotecaria sull’immobile del contribuente costituito in fondo patrimoniale.

Alla luce di quanto sopra, senza conoscere la natura del debito fiscale non è possibile fornire una risposta esauriente in ordine alla legittimità o meno dell’iscrizione dell’ipoteca da parte dell’Ente creditore sul bene costituto in fondo.

Articolo tratto da una consulenza dell’Avv. Serafina Funaro


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI