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Pensione contributiva, come si ottiene?

4 Maggio 2021 | Autore:
Pensione contributiva, come si ottiene?

Pensione di vecchiaia e anticipata ordinaria e contributiva, totalizzazione: quali trattamenti per chi ha diritto al calcolo integralmente contributivo?

Non possiedi contributi accreditati prima del 1996, oppure sei iscritto alla gestione Separata o hai richiesto il computo presso questa gestione previdenziale? Forse non sai che la tua pensione è assoggettata al calcolo interamente contributivo: significa, in parole semplici, che la tua futura rendita è calcolata sulla base del montante contributivo, cioè dei contributi accumulati, trasformati in pensione da un coefficiente che cresce con l’età pensionabile. Questo calcolo risulta sicuramente più penalizzante rispetto al calcolo retributivo, che si basa sugli ultimi stipendi.

Chi è assoggettato al calcolo integralmente contributivo della prestazione (ad esclusione di coloro che hanno richiesto l’opzione per il contributivo [1]) può però ottenere la pensione a 64 anni, oppure con soli 5 anni di contributi, rispettando determinate condizioni. Ma la pensione contributiva come si ottiene?

Entrambe le pensioni agevolate sono dedicate ai lavoratori iscritti alla gestione Separata, optanti per il computo [2] o privi di versamenti ante 1996.

Questi trattamenti, oltre al requisito anagrafico e di contribuzione, richiedono di soddisfare ulteriori particolari condizioni.

Non molti sanno, poi, che le pensioni contributive agevolate possono essere ottenute con una particolare tipologia di cumulo [3], che consente di sommare gratuitamente anche i contributi delle casse professionali che hanno deliberato in tal senso, oltre alla contribuzione Inps. Il cumulo ordinario [4], invece, non consente di ottenere la pensione anticipata a 64 anni e la pensione di vecchiaia con 5 anni di contributi, ma solo la pensione di vecchiaia ordinaria a 67 anni e la pensione anticipata ordinaria con 42 anni e 10 mesi di contributi (un anno in meno per le donne), oltre alle pensioni per inabilità ed ai superstiti.

Ad ogni modo, la pensione di vecchiaia ed anticipata ordinaria possono essere riconosciute anche agli aventi diritto alle pensioni contributive agevolate.

Vediamo dunque tutte le pensioni a cui ha diritto chi è assoggettato al calcolo interamente contributivo del trattamento.

Pensione di vecchiaia ordinaria

Chi non possiede contributi precedenti al 1996 o è iscritto alla gestione Separata può ottenere, innanzitutto, la pensione di vecchiaia ordinaria [5], con:

  • 67 anni di età (il requisito è valido sino al 31 dicembre 2022; dal 2023 potrebbe aumentare, qualora sia riscontrato un incremento della speranza di vita media);
  • un minimo di 20 anni di contributi, raggiunti anche attraverso il cumulo gratuito;
  • per chi è assoggettato al calcolo integralmente contributivo della prestazione, è inoltre necessario che il trattamento mensile sia almeno pari a 1,5 volte l’assegno sociale, ossia a 690,42 euro (per l’anno 2021).

Pensione di vecchiaia contributiva

Chi non soddisfa i requisiti previsti per la vecchiaia ordinaria può ottenere la pensione di vecchiaia contributiva. Per la pensione di vecchiaia contributiva sono sufficienti 5 anni di contributi (deve trattarsi di versamenti effettivi, non accrediti figurativi, anche raggiunti attraverso il particolare cumulo contributivo [3]) e non ci sono limiti legati all’ammontare dell’assegno: bisogna però attendere 71 anni  di età.

Pensione anticipata ordinaria

La pensione anticipata ordinaria [6]  non è legata all’età pensionabile, ma può essere ottenuta a qualsiasi età se si possiedono almeno 42 anni e 10 mesi di contributi (requisito valido per gli uomini) o 41 anni e 10 mesi di contributi (requisito valido per le donne).

Il requisito può essere raggiunto anche in regime di cumulo. Una volta perfezionato, per la decorrenza della pensione è necessario attendere 3 mesi (cosiddetto periodo di finestra).

Pensione anticipata contributiva

Al contrario della pensione anticipata ordinaria, la pensione anticipata contributiva è anche legata all’età pensionabile; in particolare, per ottenerla si devono possedere 64 anni di età e 20 anni di contributi; la pensione mensile non può essere inferiore a 2,8 volte l’assegno sociale, cioè a 1.288,78 euro (per l’anno 2021).

Anche in questo caso, gli anni di contributi devono essere perfezionati con versamenti effettivi: è ammesso il particolare cumulo contributivo [3].

Pensione di vecchiaia e di anzianità in totalizzazione

Per chi decide di sommare gratuitamente i contributi presenti in gestioni diverse è possibile ottenere la pensione di vecchiaia e di anzianità in regime di totalizzazione (facoltà alternativa al già menzionato cumulo dei contributi):

  • per la pensione di vecchiaia sono necessari 66 anni di età più 20 anni di contributi complessivi tra tutte le gestioni coinvolte nell’operazione; dal momento della maturazione dell’ultimo requisito utile al momento della liquidazione della pensione si deve attendere una finestra di 18 mesi;
  • per la pensione di anzianità sono necessari 41 anni di contributi; dal momento della maturazione dell’ultimo requisito utile al momento della liquidazione della pensione si deve attendere una finestra di 21 mesi.

La totalizzazione comporta generalmente il ricalcolo contributivo della pensione (salvo il diritto ad autonomo trattamento, presso una delle gestioni amministrate dall’Inps): per chi è già soggetto di per sé al calcolo contributivo non cambia quindi nulla, in merito alla misura della prestazione.

Attraverso la totalizzazione è anche possibile ottenere la pensione d’inabilità e la pensione ai superstiti

Pensione col cumulo dei contributi

Come osservato, il cumulo dei contributi è una possibilità che, come la totalizzazione, consente di sommare gratuitamente la contribuzione presente in casse differenti:

  • con la pensione in cumulo “ordinario” [4] è possibile il riconoscimento della pensione di vecchiaia o anticipata ordinaria, con i medesimi requisiti già esposti, oppure della pensione d’inabilità o della pensione ai superstiti;
  • con il cumulo “contributivo”[3] è possibile ottenere qualsiasi pensione Inps calcolata con sistema integralmente contributivo, quindi anche la pensione anticipata a 64 anni e la pensione di vecchiaia con 5 anni di contributi.

Come ottenere la pensione contributiva agevolata attraverso il computo?

Chi possiede contribuzione Inps alla data del 31 dicembre 1995 non può ottenere la pensione anticipata a 64 anni e la pensione di vecchiaia con 5 anni di contributi, a meno che non opti per il computo presso la gestione Separata, cioè per il versamento di tutti i contributi accreditati nelle casse Inps presso questa gestione.

Può esercitare la facoltà di computo nella gestione Separata chi possiede i seguenti requisiti:

  • anzianità contributiva inferiore a 18 anni, sino al 31 dicembre 1995: sono considerati tutti i contributi, compresi quelli volontari e figurativi;
  • anzianità contributiva complessiva pari ad almeno 15 anni, di cui almeno 5 accreditati dopo il 31 dicembre 1995;
  • almeno un contributo accreditato presso la gestione Separata.

note

[1] Art.1 Co.23 L. 335/1995.

[2] Art.3 DM 282/1996.

[3] D.lgs. 184/1997.

[4] Art.1 Co. 239 e ss. L. 228/2012.

[5] Art.24. Co.6 DL 201/2011.

[6] Art.24. Co.10 DL 201/2011.


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