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Conti correnti, come evitare controlli

29 ottobre 2017


Conti correnti, come evitare controlli

> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 ottobre 2017



Controlli fiscali: l’Agenzia delle Entrate può presumere che i versamenti di contanti non giustificati provengono da evasione fiscale.

Anche se non sei un evasore, non ti fa vivere tranquillo il fatto di aver sentito dire che l’Agenzia delle Entrate controlla i conti correnti dei contribuenti e, tramite essi, effettua gli accertamenti fiscali. Utilizzi spesso il tuo deposito in banca: sei solito ricevere pagamenti e soldi in regalo da amici e familiari, fare versamenti di denaro contante che, di tanto in tanto, accumuli a casa e poi versi sul conto. In una situazione del genere vorresti avere tutto in regola per non subire le sanzioni del fisco e regalare allo Stato quei pochi risparmi che sei riuscito a mettere da parte. Perciò ti chiedi come evitare i controlli sui conti correnti da parte dell’Agenzia delle Entrate. La risposta viene suggerita, ancora una volta, dalla giurisprudenza e, in questo caso, da una sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Milano [1]. Le regole da seguire per mettersi in regola sono poche, chiare e semplici; fra l’altro sono uguali per qualsiasi tipo di contribuente, dall’imprenditore al lavoratore dipendente, dalla partita Iva al professionista. E siccome con l’Anagrafe dei Conti Correnti ogni operazione in banca viene tracciata, è facile risalire ad eventuali illeciti tributari anche di piccolo conto. Non bisogna infatti cadere nell’errore di ritenere che il fisco metta sotto controllo solo i conti correnti dei più ricchi, lasciando fare a tutti gli altri contribuenti i propri comodi. Anche accrediti di poche centinaia di euro potrebbero finire sotto la lente delle Entrate. Dobbiamo del resto immaginare il conto corrente come una scatola trasparente, dal di fuori della quale è possibile vedere e registrare ogni minimo movimento. Ma procediamo con ordine e vediamo, dunque, come evitare i controlli sui conti correnti.

Come abbiamo già detto nella nostra guida su Prelievi e versamenti: come evitare il fisco, per non avere problemi con il fisco la gestione di un conto corrente deve essere “ordinata”, bisogna cioè lasciare sempre una traccia documentale di tutti i versamenti che facciamo. Il deposito di denaro sul conto, infatti, va sempre «giustificato»: in altri termini il contribuente deve essere pronto a dimostrare la provenienza dei soldi. E la prova non può che essere documentale. In altri termini: bandite le testimonianze. Più libertà c’è invece sui prelievi che sono liberi per tutti tranne che per gli imprenditori per i quali, invece, c’è un limite massimo giornaliero e mensile. Cerchiamo di spiegarci meglio facendo degli esempi.

Versamenti sul conto corrente

Mario ha accumulato nel salvadanaio di casa mille euro in contanti, frutto di regali di amici e parenti. Ora però vorrebbe depositarli in banca e si chiede come evitare il controllo sul conto corrente. Mario è infatti un lavoratore dipendente e riceve, ogni mese, la busta paga tramite bonifico bancario. Non svolge altri lavori se non quello “ufficiale”. Ovvio, dunque, che qualora dovesse arrivare il fisco a chiedergli da dove ha preso questi soldi, non potrebbe dire che si tratta di una parte dello stipendio.

La prima cosa che Mario deve sapere è che il suo conto corrente è sottoposto a controllo: le banche registrano le movimentazioni in entrata (versamenti) e in uscita (prelievi) e le comunicano al fisco tramite l’Anagrafe dei rapporti finanziari. Al fisco viene anche detto quanto Mario ha sul conto corrente (saldo) a fine anno, in modo che questa riserva venga confrontata con il suo stipendio per verificare se c’è o meno compatibilità: un dipendente con un reddito dichiarato di 20mila euro annui non può avere sul conto risparmi per 50mila euro all’anno (vorrebbe dire che oltre a non aver usato lo stipendio per mangiare ha anche ricevuto altro denaro per fonti non ufficiali).

La seconda cosa che Mario deve sapere è che, in materia di versamenti sul conto corrente, vige la regola della cosiddetta «inversione dell’onere della prova»: l’Agenzia delle Entrate può chiedere chiarimenti a ogni contribuente sulla provenienza del denaro versato in banca e spetta a quest’ultimo dimostrarne la fonte: una donazione, una vendita di un bene usato, la vincita al gioco, un’eredità, ecc. Se manca questa prova, il fisco può presumere che si tratti di un’evasione fiscale e, quindi, tassare tale importo. Mario quindi dovrebbe dimostrare che i soldi versati sul conto sono frutto di regali. Ma il punto è che Mario non può limitarsi a dirlo: deve anche offrire dei documenti che lo possano attestare. Difatti, nel processo tributario, le prove testimoniali non hanno alcun valore. Dall’altro lato c’è il fatto che i regali in denaro possono, per legge, avvenire anche in contanti se non raggiungono la soglia di 3mila euro. Difatti gli amici e i parenti di Mario non si sono fatti problemi a dargli il cash. Questo però significa anche che Mario è sprovvisto di prove per dimostrare la fonte dei soldi (donazioni) ed è passibile di un accertamento fiscale. Cosa resta da fare al povero contribuente che vuol evitare controlli fiscali sul conto? La cosa migliore è ottenere il denaro tramite bonifico bancario anche se si tratta di piccoli importi, magari con accredito su una «carta prepagata» che Mario ha attivato proprio allo scopo di ricevere i regali di compleanno o gli aiuti che i familiari gli erogano per arrivare a fine mese. La carta prepagata, così come il bonifico, sono strumenti che consentono la tracciabilità dell’operazione, liberando il contribuente dalla presunzione di evasione fiscale.

La seconda strada per evitare controlli fiscali è quella di redigere una scrittura privata con cui l’amico di Mario dichiara di regalargli del denaro. Questo documento andrà munito di data certa o tramite registrazione all’agenzia delle entrate oppure tramite spedizione in busta raccomandata (il timbro del postino attesta la data).

In ultima analisi, sarà più opportuno non eseguire il versamento sul conto corrente e continuare a tenere il denaro a casa, utilizzandolo per le piccole spese.

Attenzione però: se si dovesse usare il denaro contante in una spesa registrata con il rilascio del codice fiscale (una polizza assicurativa, un acquisto con fattura, la rata del mutuo, ecc.) l’acquisto è anch’esso tacciabile. E se dovesse risultare che il contribuente ha speso più del 20% di quanto ha dichiarato nella denuncia fiscale, scatterebbe il redditometro e, anche in questo caso, un accertamento fiscale.

Prelievi dal conto corrente

Come abbiamo già detto nella nostra guida su Prelievi in banca: consigli per evitare il fisco, a differenza dei versamenti, i prelievi di denaro dal conto corrente sono liberi per tutti i contribuenti, tranne che per gli imprenditori. Distinguiamo le due ipotesi.

Autonomi, disoccupati, dipendenti, pensionati, professionisti

La generalità dei contribuenti, esclusi solo gli imprenditori, sono liberi di prelevare qualsiasi somma preferiscano dal conto corrente, anche oltre il limite di 3mila euro che vale solo nel caso di scambio di denaro tra soggetti diversi (sia a titolo di donazione che di vendita).

L’errore però che comunemente si commette è successivamente, in sede di utilizzo. Anche se è vero che ciascuno è libero di spendere i soldi come meglio crede, spesso si sbaglia nella modalità. Innanzitutto non si può prelevare 4mila euro e pagare un dentista o un avvocato in contanti. L’operazione deve avvenire con bonifico o assegno.

Allo stesso modo, una spesa che superi del 20% il reddito guadagnato dal contribuente potrebbe far scattare il redditometro e un accertamento fiscale. Non si può infatti spendere più di quanto si dichiara al fisco. Diversamente, sarebbe chiaro che il correntista esegue le spese quotidiane con ricavi non denunciati.

Imprenditori

Per gli imprenditori i prelievi dal conto sono liberi fino a massimo mille euro al giorno e comunque non oltre 5mila al mese. Oltre tali soglie l’imprenditore deve giustificare l’impiego del denaro.

note

[1] Ctr Milano sent. n. 4230/17 del 23/10/2017


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15 Commenti

  1. Insomma siamo copevoli fino a prova contraria.
    Un bel regresso dall’epoca della Magna Carta (1215).
    Medio Evo prossimo venturo…

  2. Minchia!!!! a sto punto, mi sa che si stava meglio quando si stava peggio!!!!
    Devo proprio dirlo allora!!!! che Mussolini era un santo rispetto a loro!!!!!

    1. Quando c’era Mussolini rischiavi l’olio di ricino o una mano di botte, quasi sempre perché te le an davi a cercare. Oggi l’olio di ricino e qualche botta quando hai a che fare col fisco e la giustizia, in Italia, te le auguri.

    2. Con Mussolini rischiavi qualche botta se te l’andavi a cercare, col fisco e la giustizia italiana te le auguri.

  3. scrittura privata … Questo documento andrà munito di data certa o tramite registrazione all’agenzia delle entrate oppure tramite spedizione in busta raccomandata.

    La raccomandata può anche essere spedita a sé stessi 😉

  4. MI DOMANDO E DICO SE I NOSTRI SOLDI , CHE CI GUADAGNAMO CON FATICA E CON SUDORE E SONO POCHI PER LA STRAGANDE MAGGIORANZA DI NOI SIANO VERAMENTI SPENDIBILI COME VOGLIAMO ( DITTATURA MASCHERATA ).

    1. HA detto bene i nostri soldi , noi che fatichiamo e loro approfittano , meglio la dittatura 1000 volte..

      1. Hanno parlato tanto male di dittatura fascista!!!!! La vera Dittatura PD è questa, dove qualsiasi ente ha il POTERE assoluto di fare quello che gli pare.
        Tutti questi enti si chiamano “SANGUISUGHE”!!!!!!!

  5. Ed io che ho messo nel salvadanaio, da anni, un euro o due euro al giorno, e mi ritrovo con un gruzzoletto, che faccio? ….Li porto direttamente all’agenzia delle Entrate?

  6. queste leggi non hanno NULLA a che fare con la lotta all evasione, sono PURO COMUNISMO ! ! è FONDAMENTALE VOTARE PER CACCIARE VIA LA SINISTRA DAL POTERE ! Votare è l UNICA LIBERTA’ RIMASTA ! USIAMOLA PER SBATTERE FUORI CHI HA IMPOSTO QUESTE LEGGI…. votiamo per AZZERARE IL POTERE di chi ha trasformato l Italia in un brutta copia della DDR e sopratutto VOTIAMO FINO A CHE ABBIAMO ANCORA QUEST ULTIMA LIBERTA’ …prima che questo STATO DI POLIZIA COMUNISTA cerchi di CANCELLARE OGNI LIBERTA’ RIMASTA !

  7. Questa la chiamano libertà? Una vergogna spudorata! I nostri conti correnti sono di nostra proprietà non esiste il fatto che la banca possa violare i nostri conti correnti comunicando i movimenti ed il saldo. Questa è una vera e propria violazione che merita la denuncia….

    1. queste sono norme stupide disoneste e da deficienti per controllare i piccoli ma non i grandi evasori, se vogliono controllare realmente l’evasione fiscale diano la possibilità al cittadino di detrarre per intero tutte le spese compreso lo scontrino del caffè oppure che tutti i pagamenti a prescindere dall’importo debbono essere fatte con carte di credito

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