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Diffida: come funziona e come comportarsi

29 ottobre 2017


Diffida: come funziona e come comportarsi

> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 ottobre 2017



Cos’è e come comportarsi in caso di diffida legale ad adempiere: il termine entro cui rispondere e le conseguenze in caso di silenzio.

Hai ricevuto una raccomandata dal postino e la lettera, con carta intestata di un avvocato, inizia pressappoco così: «Scrivo in nome e per conto di…». Dopo un lungo racconto e un elenco infinito di norme, la comunicazione finisce più o meno con queste parole «… Pertanto la intimo e diffido entro e non oltre cinque giorni dal ricevimento della presente…». Se questo è il succo della comunicazione non c’è dubbio: hai ricevuto una diffida. Che significa? Hai davvero cinque giorni di tempo per adeguarti al comando (il termine può essere più o meno ampio a seconda del tipo di prestazione richiesta)? Come difendersi ed, eventualmente, come rispondere? A questa e tutte le possibili domande su come funziona una diffida e come comportarsi cercheremo di dare una risposta nel seguente articolo.

Diffida: cosa significa?

La diffida è una lettera con cui un soggetto (può essere un privato, un’azienda, una società o una pubblica amministrazione o il proprio avvocato) intima a un altro soggetto un determinato comportamento o l’astensione da un determinato comportamento. La richiesta può consistere in un obbligo di:

–       dare (ad esempio restituire un’auto in leasing, un documento, una somma di denaro, la password di accesso a un profilo social, ecc.);

–       fare (ad esempio: abbattere un albero che procura fastidio al vicino, convocare l’assemblea di condominio, riparare una conduttura rotta, aprire la porta di casa al titolare, consegnare un bene acquistato e non consegnato, ecc.);

–       non fare (ad esempio: astenersi dal fare rumore, non abbandonare il posto di lavoro, ecc.).

Diffida: cosa comporta?

Lo scopo della diffida è quello di sollecitare il destinatario a compiere o non compiere ciò che gli si chiede, dandogli “un’ultima possibilità” prima di ricorrere al giudice e avviare la causa o richiedere un decreto ingiuntivo (a seconda dei casi).

La diffida è quindi un atto completamente privato, redatto dall’avvocato sulla base delle informazioni ricevute dal proprio cliente e dove il tribunale non entra affatto. È chiaramente una comunicazione che risente della ricostruzione di parte della vicenda; ecco perché non è necessariamente detto che ciò che la diffida contiene e richiede corrisponde a verità. È normale che l’avvocato scriva la diffida sostenendo le ragioni del proprio cliente, dando ai fatti un’interpretazione che, a volte, può sembrare faziosa. Tuttavia, è proprio dal tenore della diffida che è possibile capire cosa verrà eventualmente chiesto al giudice in caso di scontro in tribunale.

In ogni caso, lo scopo della diffida è anche quello di dimostrare, in un futuro contenzioso, di aver esplicitato in modo chiaro alla controparte le proprie richieste, a scanso di equivoci e per sottolineare, con maggiore forza, la volontà altrui di essere inadempiente. Insomma, è un modo per rimarcare l’altrui inadempimento.

Un importante effetto che ha la diffida è quello di interrompere la prescrizione. Alcuni diritti, dopo un certo periodo, scadono (si pensi al diritto di credito di una somma di denaro per un prestito eseguito che si prescrive dopo 10 anni): la diffida ha la funzione di bloccare il termine e farlo decorrere di nuovo da capo a partire dal giorno successivo al ricevimento della diffida. Leggi sul punto La prescrizione dei debiti.

Diffida: come funziona?

La diffida, seppur costituisce una comunicazione ufficiale, non determina effetti automatici allo scadere del termine assegnato al destinatario. Si tratta, infatti, di un termine indicativo.

Per le diffide ad adempiere, il codice civile parla di un termine di 15 giorni minimo da assegnare alla controparte, tuttavia la giurisprudenza ha ritenuto che esso possa essere ridotto quando la natura della prestazione è particolarmente semplice (si pensi al pagamento di 50 euro) o va invece innalzato nei casi opposti (si pensi all’ultimazione di un edificio in costruzione).

Di solito gli avvocati non sono così fiscali e concedono al destinatario qualche giorno in più, rispetto a quello indicato in diffida, prima di procedere per le vie giudiziarie.

L’unico caso in cui la diffida produce un effetto immediato è quando si inserisce nell’ambito di un contratto tra due soggetti, dove uno dei due non ha eseguito la propria prestazione; in tale ipotesi il creditore dà al debitore un termine massimo entro cui adempiere, con avvertimento che, in caso contrario, la prestazione non sarà più accettata per venir meno dell’interesse. Si pensi al caso di chi acquista un’auto e la concessionaria ritardi così tanto nella consegna da costringerlo a procurarsi un altro mezzo, annullando il precedente impegno contrattuale; se non fosse previsto questo rimedio, si verrebbe vincolati dal ritardo altrui.

Diffida: devo rispondere?

Non è obbligatorio rispondere alla diffida e la legge non collega alcun effetto al silenzio. Per cui è sempre possibile difendersi in un eventuale giudizio anche se la diffida non è stata contestata. Tuttavia, per convincere il giudice che la resistenza in tribunale non è pretestuosa, è sicuramente meglio dare un riscontro con una raccomandata quantomeno per dire: «Contesto integralmente quanto mi si chiede perché destituito di fondamento in fatto e in diritto». Si tratta di una formula generica, più di stile, che lascia impregiudicata la possibilità, in un eventuale causa, di esporre più dettagliatamente la propria difesa.

Il suggerimento pratico è sempre quello di rispondere alla diffida. Se anche la risposta viene inviata oltre il termine concesso dalla diffida non scattano effetti immediati. È comunque consigliabile non lasciar decorrere troppo tempo.

Diffida: come si fa?

Chi vuole inviare una diffida non deve far altro che:

–       da un punto di vista sostanziale: narrare la vicenda in modo chiaro e preciso, indicando con esattezza ciò che richiede (l’importo richiesto, la prestazione, ecc.). Perché la diffida possa avere un valore è sempre meglio concedere un termine entro cui adempiere, con avvertimento che – in difetto – si ricorrerà al giudice;

–       da un punto di vista formale: è bene spedirla con raccomandata a.r. o con posta elettronica certificata (sempre che il destinatario sia munito di una propria Pec).

Non è necessario che a scrivere la diffida sia un avvocato anche se – inutile negarlo – la diffida proveniente da uno studio legale è più suggestiva, non fosse altro per il fatto che dà l’idea di una strategia ben chiara in caso di mancato adempimento.

Diffida: modello

Qui di seguito riportiamo due modelli di diffida per ottenere il pagamento di una somma di denaro e per intimare al vicino di casa di non fare rumore durante la notte.


Egr. Sig.

Con riferimento alla fattura n. … del … emessa per la seguente prestazione … non risulta mai pervenuto il Suo pagamento. Pertanto, le intimo il pagamento della somma di euro … entro e non oltre 7 giorni dal ricevimento della presente con riserva, in difetto di quanto sopra, di agire nei suoi confronti presso le competenti autorità.


Egr. Sig.

Negli scorsi giorni, in particolare verso le ore …, nel suo appartamento sono stati prodotti rumori superiori alla normale tollerabilità che hanno disturbato lo scrivente e i propri familiari, rendendo impossibile il sonno. Tale comportamento, vietato dalla legge, costituisce fonte di responsabilità a suo carico. Onde evitare il ricorso alle autorità giudiziarie, la diffido dal voler proseguire tali condotte illecite. Diversamente, entro 5 giorni dalla presente, provvederò ad adire il tribunale per sentirla condannare al risarcimento del danno e ad un comportamento più civile.


Diffida: come rispondere

Per rispondere a una diffida è opportuno:

  • farlo nel più breve tempo possibile. In ogni caso, se si supera il termine fissato nella diffida non scattano preclusioni;
  • contestando integralmente le affermazioni della controparte, senza però anticipare troppo quella che potrebbe essere la propria difesa in causa: una certa dose di sorpresa è sempre utile. L’importante è convincere l’avversario di aver ragione;
  • se la diffida è stata inviata da un avvocato è opportuno – ma non necessario – far rispondere da un altro avvocato, non fosse altro che per dare al riscontro lo stesso tecnicismo della diffida.

Quale termine per la diffida?

Abbiamo detto che, se anche il codice civile impone di dare al debitore della prestazione un termine non inferiore a 15 giorni per adeguarsi al comando, questo non è indicativo e, a seconda dell’attività, questo può scendere o salire.

Cos’è la diffida legale?

Spesso si parla di «diffida legale» per distinguerla dalla diffida pura e semplice, intendendosi con la prima quella inviata dall’avvocato. In realtà, qualsiasi diffida – in quanto scritta – ha effetti legali e, come tale, produce le medesime conseguenze. Come abbiamo detto, la diffida non richiede l’intervento dell’avvocato.

Diffida: quando farla?

Non c’è un termine entro cui la diffida va scritta e inviata, sempre che il diritto non si sia già prescritto. Ad esempio, in caso di un risarcimento per incidente stradale, la diffida di pagamento inviata all’assicurazione dopo due anni è totalmente inutile perché il diritto all’indennizzo si è prescritto.

note

Autore immagine: 123rf com

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5 Commenti

  1. Il vicino di casa mi ha fatto una diffida perchè dice che cammino con i tacchi in casa durante il giorno.
    Io rispetto gli orari canonici del condominio, ha ragione?

  2. Il vicino di casa ( appartamento sottostante ) mi ha mandato una diffida perchè a suo dire io cammino con i tacchi durante il giorno.
    Io rispetto gli orari canonici: dalle h 08.00 alle h 22.00.
    Ha ragione e che valore ha questa diffida?

  3. Buonasera, vorrei chiedere un Vs parere riguardo una raccomandata arrivata dal vicino di casa mia tramite uno studio legale. In questa lettera avanza delle richieste sulla proprietà ma non sono specificati né articoli di legge né tanto meno sono imposti dei termini precisi di esecuzione delle richieste. Devo quindi considerarla come una semplice lettera di avviso oppure come una diffida?? Ringraziandovi, porgo cordiali saluti.

  4. Buonasera, vorrei fare una domanda…. Un inquilino con l’usufrutto di un appartamento, può avanzare delle richieste su un altrui proprietà o peggio ancora intraprendere una causa legale?? Grazie, cordiali saluti.

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