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Bollette luce e gas: sono detraibili?

29 Ottobre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 Ottobre 2017



Come ridurre le tasse da pagare portando in detrazione nella dichiarazione dei redditi l’Iva delle bollette

Le bollette luce e gas sono detraibili per i liberi professionisti, lavoratori autonomi e gli imprenditori individuali titolari di partita IVA che, non avendo un luogo destinato allo svolgimento del proprio lavoro, usano una porzione della casa dove abitano (cosiddetto uso promiscuo: in parte abitativo e in parte lavorativo). È evidente in questi casi che una parte dei costi è sostenuta per finalità produttive connesse allo svolgimento dell’attività imprenditoriale o professionale. Tra questi costi rientrano anche le bollette di luce e gas, che i titolari di partita IVA possono detratte ogni anno.

Cosa sono le deduzioni e le detrazioni

In sede di dichiarazione dei redditi i titolari di partita Iva possono sottrarre le spesa Iva sostenuta nelle bollette di luce e gas, per quegli immobili ad uso promiscuo dove oltre ad abitare svolgono la propria professione o impresa, in mancanza di un luogo a ciò destinato. Le detrazioni, altro non sono che quelle spese che possono essere sottratte dalle imposte da pagare. La deduzione è un’operazione che precede il calcolo delle detrazioni e serve ridurre il reddito sul quale verranno pagate le imposte allo Stato.

Cosa di detrae e si deduce dalle bollette di luce e gas

Anzitutto è bene precisare che se la fornitura di luce e gas intestata al professionista o all’imprenditore è destinata anche solo in parte a fine lavorativi, l’aliquota IVA da applicare sull’intera fornitura è quella ordinaria al 22%. L’Iva agevolata al 10% è infatti prevista solo per gli usi domestici e per alcune speciali categorie (energia elettrica fornita ai clienti grossisti; energia elettrica e gas fornite ad imprese estrattive, agricole e manifatturiere, poligrafiche, editoriali e simili; gas, gas metano e gas petroliferi liquefatti, destinati alla distribuzione per essere erogati, o destinati ad imprese che li utilizzano per la produzione di energia elettrica; energia elettrica per il funzionamento degli impianti irrigui, di sollevamento e di scolo delle acque, utilizzati dai consorzi di bonifica e di irrigazione).

L’unico modo per vedere applicata l’aliquota agevolata al 10% sulle bollette di luce e gas, anche se si è imprenditori o liberi professionisti, è quello di installare a proprie spese uno speciale contatore, che permetta di calcolare quanta parte del consumo è destinata all’uso abitativo e quanta a quello lavorativo. Senza questa accortezza a nulla vale che in bolletta ci sia il codice fiscale o la partita IVA, quest’ultima al 10% non sarà detraibile.

Premesso che ai titolari di partita Iva si applica l’iva al 22% nelle bollette di luce e gas, in caso di deducibilità si potrà tenere conto di questo criterio di ripartizione:

  • uso promiscuo da parte del libero professionista o imprenditore la deduzione delle spese spetterà nelle misura del 50%;
  • uso promiscuo per le aziende, la deduzione sarà proporzionata al numero di metri quadri destinati all’azienda.

Lo steso criterio si applica a tutte le altre utenze per uso promiscuo: acqua, telefonia fissa, ecc.

Per il caso di detraibilità dell’Iva non esiste un criterio legale di ripartizione come sopra. Pertanto sia i professionisti che gli imprenditori sono però tenuti ad identificare dei criteri oggettivi e coerenti da utilizzare per la suddivisione delle spese tra uso personale e uso lavorativo. Una circolare ministeriale [1], individua, ad esempio,  quale parametro oggettivo e coerente da utilizzare per calcolare la quota delle spese del gas per il riscaldamento, quello dei metri cubi dei locali o del numero dei radiatori).

Le fatture delle bollette di luce e gas per i servizi a uso promiscuo emesse dal 1° gennaio 2013 nei confronti dei titolari di partita Iva, per poter essere detraibili, devono indicare il numero di partita Iva del professionista o imprenditore individuale che utilizza il servizio. La sola indicazione del codice fiscale in fattura, infatti non è sufficiente, perché da sola lascia presumere che il servizio sia reso a un soggetto che non agisce nell’esercizio d’impresa, arte o professione con conseguente indetraibilità totale dell’IVA esposta in fattura/bolletta. E’ quindi il caso di valutare se sottoscrivere con l’impresa fornitrice dei servizi luce e gas un apposita utenza business.

Un libero professionista possiede un appartamento della superficie totale di 150 mq, di cui 100 mq, destinati ad abitazione sua e della sua famiglia e i restanti 50 mq usati come ufficio. Riceve per l’intero anno di fornitura della luce fatture, a sé intestate e con indicato il proprio numero di partita iva, per l’importo di euro 1000,00 + Iva al 22% (222,00 euro).

Quanta e quale parte della fattura potrà dedurre e detrarre?

  • A prescindere dal fatto che utilizza solo 50 mq su 150 mq (pari al 33% della superficie totale), potrà dedurre dal reddito il 50% della spesa di 1000,00 euro, ovvero 500,00 euro.
  • Potrà detrarre invece l’Iva di 222,00 euro in rapporto alla superficie effettivamente utilizzata per l’attività lavorativa. Poiché 50 mq sono 1/3 di 150 mq, detrarrà solo 1/3 di 222,00 euro, ovvero 74,00 euro.

note

 [1] Circolare Min. Finanze n. 328 del 1997.


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