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Quando la polizia può caricare

15 Dicembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 Dicembre 2017



In caso di manifestazioni sediziose, la polizia può caricare la folla quando non obbedisce all’ordine di disperdersi.

La Polizia di Stato, come l’Arma dei Carabinieri e la Guardia di Finanza, fa parte delle forze dell’ordine abilitate, quando necessario, all’utilizzo della forza legittima. È chiaro, però, che l’esercizio della forza va contenuto entro certi limiti: non è mai possibile impiegarla quando non vi siano comprovate ragioni di sicurezza o di ordine pubblico. Premesso ciò, vediamo quando la polizia può caricare.

Quando la polizia può caricare secondo la legge

Secondo la legge italiana, la polizia può caricare (cioè, utilizzare la forza) nei casi di adunanze sediziose che non si sciolgano nonostante gli avvertimenti. Nello specifico, qualora all’invito dell’ufficiale di pubblica sicurezza l’adunata o l’assembramento non si disperde, lo stesso, dopo tre intimazioni date ad alta voce o tre squilli di tromba, può ordinare lo scioglimento dell’adunata o assembramento con l’uso della forza pubblica. Se la manifestazione non è stata autorizzata, compete sempre al funzionario di pubblica sicurezza di farla cessare immediatamente (con l’uso della forza) oppure consentirne il prosieguo sotto vigilanza [1].

Quando una manifestazione è sediziosa?

Ma quando una manifestazione può diventare sediziosa? Sempre secondo la legge, quando, in occasione di riunioni o di assembramenti in luogo pubblico o aperto al pubblico, avvengono manifestazioni o grida rivoltose o lesive del prestigio dell’autorità, o che comunque possono mettere in pericolo l’ordine pubblico o la sicurezza dei cittadini, ovvero quando nelle riunioni o nei cortei predetti sono commessi delitti, le riunioni e gli assembramenti possono essere disciolti. È sempre considerata manifestazione sediziosa l’esposizione di bandiere o emblemi, che sono simbolo di sovversione sociale o di rivolta o di vilipendio verso lo Stato, il governo o le autorità. È manifestazione sediziosa anche la esposizione di distintivi di associazioni faziose [2].

Per la giurisprudenza, è sedizioso quell’atteggiamento che implica ribellione, ostilità, eccitazione al sovvertimento delle pubbliche istituzioni,  ovvero che esprime ribellione, sfida e insofferenza verso i pubblici poteri e verso gli organi dello Stato a cui è demandato il compito di esercitarli.

Carica della polizia e Costituzione italiana

A prima vista potrebbe sembrare illegittima la carica della polizia, anche se preceduta dagli avvisi. La Costituzione, infatti, sancisce l’inviolabilità della libertà personale e il diritto di riunirsi in luogo pubblico [3]. Gli stessi articoli, però, demandano alla legge il compito di individuare i casi eccezionali in cui questi diritti possono essere limitati. In particolare, la Costituzione dice che i cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senza armi e che delle riunione in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità competenti. La legge poi specifica che il preavviso deve essere dato al questore almeno tre giorni prima della manifestazione [4].

Ebbene, nel caso in cui siano violate queste norme (si pensi, ad esempio, ad una manifestazione armata oppure ai fatti del G8 di Genova), la pubblica autorità può dare l’ordine alla polizia di caricare la folla dei dimostranti al fine di farla disperdere. Secondo la legge, è il prefetto che, nel caso di urgenza o per grave necessità pubblica, ha facoltà di  adottare i  provvedimenti indispensabili per la tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza pubblica.

Si ritiene, invece, che il mancato preavviso al questore nel caso di riunione in luogo pubblico non sia, di per sé, motivo di pericolosità della riunione; tutt’al più potranno essere sanzionati i promotori inadempienti.

note

[1] Artt. 23 e 24 T.u.l.p.s. (testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, R.d. n. 733/1931).

[2] Art. 20 T.u.l.p.s.

[3] Artt. 13 e 17 Cost.

[4] Art. 18 T.u.l.p.s.

Autore immagine: Pixabay.com


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