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Lo sai che? Cappella funebre e concessione delle nicchie

Lo sai che? Pubblicato il 3 dicembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 3 dicembre 2017

Negli anni ’50 mio nonno fece costruire una cappella funeraria. Da sopralluogo, i tecnici del demanio cimiteriale segnalano due nicchie in più di quelle concesse. Sono il figlio del figlio defunto del concessionario. Voglio restituire al Comune la concessione con il manufatto. Per la restituzione dovrei pagare una sanzione amministrativa (non quantificata)? Sono trascorsi 60 anni, non c’è prescrizione?

La prescrizione riguarda, senza dubbio, la violazione in materia penale relativamente alla abusiva realizzazione delle “nicchie” eccedenti la concessione ricevuta.

Da questo angolo visuale, inoltre, si deve tenere presente che la responsabilità penale è personale, ragione per la quale, in ogni caso, il lettore non potrebbe essere ritenuto responsabile per la commissione di abusi commessi da altre persone, nello specifico da suo nonno.

D’altra parte, comunque, non può non evidenziarsi che, anche relativamente alla responsabilità amministrativa, le “irregolarità” non sono state commesse dal lettore ma da suo nonno il quale, pertanto, sarebbe il responsabile anche relativamente al pagamento della dovuta sanzione amministrativa.

La questione è molto complicata nel senso che quella responsabilità potrebbe ritenersi trasmissibile (e trasmessa) agli eredi del nonno del lettore quale passività dell’eredità e, così via, agli eredi successivi.

Volendo, com’è opportuno fare, dare un “taglio pratico” alla vicenda sarebbe necessario, anzitutto, quantificare economicamente la sanzione amministrativa di cui si parla per poi, alla luce di questa quantificazione, decidere quale strada sia più opportuno seguire.

In altri termini, a parere dello scrivente, sicuramente, ci sarebbero argomenti per impugnare la richiesta di pagamento della sanzione amministrativa – sia perché non imputabile al lettore, sia per il tempo trascorso dalla violazione – innanzi alla competente autorità giudiziaria.

Premesso che l’esito di una impugnazione non può mai darsi per scontato, l’opportunità e/o la convenienza di una impostazione del genere dipende, come pare ovvio, dagli importi di cui si discute.

Il consiglio, quindi, è quello di procedere alla restituzione chiedendo la quantificazione degli importi della sanzione da versare per poi valutare, alla luce di questa operazione, l’opportunità di procedere in un senso o nell’altro.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Antonio Ciotola

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Autore immagina: Pixabay.con


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