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Sostanze a rischio negli imballaggi dei fast food

4 marzo 2017


Sostanze a rischio negli imballaggi dei fast food

> Business Pubblicato il 4 marzo 2017



Altroconsumo ed altre quattro associazioni europee hanno fatto analizzare i contenitori utilizzati nei fast food. Ecco cosa è risultato.

Si chiamano Pfas e si tratta di sostanze fluorurate che, secondo quanto rilevato dalle associazioni sono usate per rendere impermeabili gli imballaggi. Ma potrebbero essere nocivi.

La denuncia delle associazioni

Altroconsumo, insieme all’associazione danese Danish Consumer Council, alla DECO, portoghese, alla spagnola OCU  e alla belga Test-Achats hanno effettuato test di laboratorio sui contenitori alimentari normalmente usati nei fast food e nelle pizzerie. I risultati hanno evidenziato una massiccia presenza dei cosiddetti pfas, sostanze utilizzate per trattare le superfici di carta e cartone destinati agli imballaggi.

In 63 dei 65 campioni il valore limite che raccomanda l’Autorità Danese veniva superato. La Danimarca, però, attualmente è l’unico paese europeo a vietarne l’uso, dati i rischi che si temono per la salute dei consumatori.

La polemica è scoppiata però anche in Italia, dove già l’anno scorso fece scalpore la notizia relativa all’elevata presenza di tali sostanze inquinanti in una vasta area del Veneto.

Cosa sono i Pfas

I Pfas appartengono alla macrocategoria dei Pfc (composti poli- e per-fluorurati), sostanze perfluoroalchiliche che servono a impermeabilizzare materiali come Goretex e Teflon. Nei campioni dell’analisi sono state rinvenute varie sostanze a rischio, tra cui anche il Pfoa, composto chimico che riduce la fertilità e danneggia il feto.

I Pfas in Italia

L’emergenza in Italia era invece scoppiata l’anno scorso, coinvolgendo, come si accennava, un vasto territorio compreso tra le province di Verona, Vicenza e Padova. Si parlava di inquinamento da Pfas, considerando tali sostanze come cancerogene e in grado di interferire con il sistema endocrino. Già in quelle occasioni si evidenziò la mancanza di un piano di controllo valido ed utilizzabile sugli alimenti.

L’appello di Altroconsumo

In una nota Altroconsumo lancia il suo appello: «È urgente la necessità di intervenire, anche nei processi e nelle filiere produttive industriali: esistono già in commercio imballaggi alternativi più sicuri, che potrebbero essere adottati dal sistema».

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