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Garanzia a prima richiesta: che significa

6 novembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 novembre 2017



Contratto autonomo di garanzia: come funziona e quali sono le differenze con la fideiussione.

Una fattispecie particolare di garanzia, frequente nei contratti bancari, è quella “a prima richiesta” o “a semplice richiesta”. L’inserimento di tale clausola fa sì che il rapporto tra creditore e garante si fondi su un contratto autonomo di garanzia, non più dipendente dall’obbligazione principale sorta tra creditore e debitore (come avviene invece nella classica fideiussione).

Per esempio, il contratto di mutuo che presenta la clausola “fideiussione a prima richiesta” impegna il garante in maniera autonoma rispetto al debitore: ne consegue che, a differenza di quanto avviene nella fideiussione semplice, l’obbligo del garante non è più accessorio rispetto a quello del debitore e la banca può rivolgersi direttamente al garante per ottenere l’adempimento.

Perché la garanzia a prima richiesta è più “rischiosa”

Il garante diventa un sostituto del debitore principale e il suo obbligo non più accessorio; di conseguenza il creditore può rivolgersi direttamente al garante per ottenere l’adempimento.

Inoltre il garante non può opporre al creditore le eccezioni che poteva proporre il debitore principale (trattandosi di due rapporti distinti e autonomi).

Il contratto autonomo di garanzia impegna il garante in maniera indipendente rispetto al debitore principale e a prescindere dalla validità/esistenza del credito garantito.

Il contratto autonomo di garanzia (denominato in dottrina “Garantievertrag”) è quindi particolarmente gravoso perché il garante si obbliga ad eseguire, a prima richiesta, la prestazione del debitore, indipendentemente dall’esistenza e/o validità dell’obbligazione principale e senza poter sollevare eccezioni.

Differenza tra fideiussione e contratto autonomo di garanzia

Le Sezioni Unite della Cassazione [1] hanno chiarito in questi termini la differenza tra fideiussione e contratto autonomo di garanzia:

  1. il contratto autonomo di garanzia (cd. Garantievertrag) ha la funzione di tenere indenne il creditore dalle conseguenze del mancato adempimento della prestazione gravante sul debitore principale, che può riguardare anche un obbligo di fare;
  2. nella fideiussione, invece, il fideiussore garantisce l’adempimento della medesima obbligazione principalealtrui (vista l’identità tra prestazione del debitore principale e prestazione dovuta dal garante).

Inoltre, la causa concreta del contratto autonomo è quella di trasferire da un soggetto ad un altro il rischio economico connesso alla mancata esecuzione di una prestazione contrattuale, dipesa da inadempimento colpevole oppure no; mentre con la fideiussione, nella quale ricorre l’elemento dell’accessorietà, è tutelato l’interesse all’esatto adempimento della medesima prestazione principale.

Fideiussione e contratto autonomo di garanzia: ruolo del garante

La differente disciplina delle due tipologie di garanzia in esame dipende soprattutto dalla diversa funzione che esse svolgono in relazione al rapporto principale garantito.

Mentre il fideiussore è un “vicario” del debitore, l’obbligazione del garante autonomo si pone in via del tutto indipendente rispetto all’obbligo primario di prestazione, essendo qualitativamente diversa da quella garantita, perché non necessariamente sovrapponibile ad essa e non rivolta all’adempimento del debito principale, bensì ad indennizzare il creditore insoddisfatto mediante il tempestivo versamento di una somma di denaro predeterminata, sostitutiva della mancata o inesatta prestazione del debitore.

In altri termini, il fideiussore è obbligato negli stessi modi e condizioni del debitore principale. Il suo è un ruolo di sostituto nell’adempimento qualora il debitore non ottemperi agli impegni assunti con il creditore.

Il garante autonomo, invece, è tenuto, appunto, in via autonoma al pagamento dovuto debitore principale. Il suo non è un ruolo di vicario bensì quasi di “secondo debitore” tenuto ad indennizzare il creditore in ipotesi di mancato pagamento da parte del primo debitore.

note

[1] Cass. Sez. Unite, sent. n. 3947/2010.


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