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Mancato pagamento: posso querelare?

30 ottobre 2017


Mancato pagamento: posso querelare?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 ottobre 2017



Nascondere di non poter pagare un debito è reato: il debitore rischia fino a due anni di carcere.

Hai svolto un servizio a una persona (hai realizzato un progetto su misura) ma non sei stato pagato. Le giustificazioni del debitore sono quelle di tante altre persone: «È un momento difficile – ti ha detto con le lacrime agli occhi quando hai presentato la fattura – perché l’azienda non mi paga lo stipendio da cinque mesi». A te però sembra una scusa bella e buona o, addirittura, un tentativo di raggiro: perché mai questa circostanza salta fuori solo adesso che è arrivato il momento di pagare e non è stata fatta presente quando, invece, ti è stata chiesta la prestazione? Così hai intenzione di querelare il debitore per truffa. Lui invece ti fa presente che il mancato pagamento di un debito è solo un illecito civile: «non si va in galera per debiti», ti ha detto con animo candido, pronto a difendere con i denti i propri diritti. A te non interessa: sai bene che, se è vero che il debitore è senza stipendio, non potrai mai agire con un pignoramento e fare una causa è pressoché inutile; ma vuoi fargliela ugualmente pagare. Chi dei due ha ragione: si può querelare per un mancato pagamento? È quanto scopriremo qui di seguito.

È possibile querelare chi non paga i debiti?

Prima però di spiegarti se è possibile querelare chi non paga i debiti, ti consiglio di leggere la guida Debiti non pagati: ecco cosa rischi. Lì ti verrà spiegata, per filo e per segno, ogni conseguenza che si deve essere pronti a sopportare nel momento in cui si sceglie (o si è costretti a scegliere) la via dell’inadempimento. Sinteticamente, in questa sede, possiamo ricordare che:

  • chi non paga un debito commette solo un illecito civile, per il quale è passibile di esecuzione forzata: in buona sostanza il creditore può aggredire il patrimonio presente e futuro del debitore o, nel caso in cui questi muoia, quello degli eredi che non hanno rinunciato all’eredità;
  • per poter chiedere il pagamento il creditore non deve necessariamente essere in possesso di un contratto scritto, ben potendo le obbligazioni sorgere in forza di un accordo verbale. I contratti sono anche quelli che si stipulano a voce (anche se, in tal caso, sarà più difficile dimostrare le condizioni dell’accordo);
  • se il creditore ha una prova scritta (un contratto) o una fattura può chiedere al giudice direttamente un decreto ingiuntivo e poi notificarlo al debitore, dandogli 40 giorni di tempo per pagare o opporsi;
  • se il debitore non si oppone o, opponendosi, perde la casa, il creditore può procedere con il pignoramento;
  • il creditore può agire sempre che il proprio credito non sia caduto in prescrizione, cosa che avviene se non viene espletata alcuna attività (diffida e messa in mora, notifica di decreto ingiuntivo, pignoramento, ecc.) per un termine che varia da debito a debito. In linea generale la prescrizione per i debiti che provengono da un contratto è di 10 anni, salvo quelli stipulati con professionisti che è di 3 anni mentre quelli per le utenze è di 5.

Che rischia chi nascondere di aver perso il posto di lavoro?

Vediamo invece l’ipotesi di chi contrae un’obbligazione già sapendo in partenza di non poter pagare perché, ad esempio, ha perso il posto di lavoro. È l’esempio da cui siamo partiti all’inizio di questo articolo: una persona contrae un debito nascondendo di aver perso il lavoro pochi giorni prima o di essere disoccupato e di non poter pagare; ciò nonostante rassicura il creditore sulle proprie capacità economiche e gli fa credere che sarà regolarmente onorato. Sembrerebbe, a prima vista, una “truffa”, anche se tecnicamente si tratta di un reato diverso. Esiste una norma contenuta nel codice penale che prevede l’illecito di «insolvenza fraudolenta» [1]: essa colpisce chiunque nasconda artificiosamente la propria incapacità di pagamento. Viene cioè punito con due anni di reclusione o con una multa fino a 516 euro chi, consapevolmente, contrae un debito pur sapendo, sin dall’inizio, di non poter adempiere [2].

L’obbligazione assunta dal debitore deve avere ad oggetto una prestazione di dare del denaro e non quella di svolgere una determinata attività a favore dell’altra parte (ad esempio non commette il reato chi promette di realizzare un dipinto pur non avendone le capacità) [3].

Per integrare il reato di insolvenza fraudolenta sono necessari tre elementi:

  • nascondere il proprio stato di incapacità a pagare;
  • contrarre un’obbligazione valida;
  • non adempiere al debito contratto.

note

[1] Art. 641 cod. pen.

[2] Cass. sent. n. 39890/09.

[3] Cass. sent. n. 10792/01.

[4] Cass. sent. n. 29454/03, n. 30022/14.

Autore immagine: 123rf com

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