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Lo sai che? Contatore guasto luce e gas: che fare?

Lo sai che? Pubblicato il 30 ottobre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 30 ottobre 2017

Bolletta troppo cara: se il guasto dipende dal contatore bisogna proporre un reclamo alla società; in caso di esito negativo si può ricorrere all’Autorità Garante.

È arrivata una bolletta troppo alta rispetto a quelle precedenti; sei stato poco tempo a casa e non ci sono ragioni per ritenere di aver lasciato distrattamente gli impianti accesi. La società fornitrice difende i propri calcoli. Dal canto tuo l’importo richiesto è irragionevole. Vorresti fare una verifica ma ti accorgi che il contatore è guasto e non ti permette di controllare se gli scatti contabilizzati corrispondono effettivamente ai tuoi consumi. Che fai? Lo scopriremo in questo articolo.

Segnalazione al servizio clienti

Se il contatore della luce o del gas è guasto puoi segnalare il disservizio alla società fornitrice dell’utenza tramite il numero verde indicato nella fattura. Se, dopo l’apertura della «segnalazione di guasto», non dovessi avere alcun riscontro, puoi preparare un reclamo scritto. Puoi scaricare i moduli sul sito della società.

Il reclamo scritto alla società fornitrice

Il tuo reclamo deve essere spedito al fornitore dell’utenza (la società, cioè, che ti invia la bolletta, all’indirizzo ivi indicato). Entro i 2 giorni successivi, il fornitore inoltra il tuo reclamo al distributore il quale, entro 15 giorni, deve eseguire un intervento sul contatore, dando comunicazione dell’esito al distributore nei 2 giorni seguenti. Se il distributore fa ritardo, il cliente ha diritto a un indennizzo automatico, variabile a seconda dell’entità del ritardo stesso.

Il tentativo di conciliazione presso l’Aeegsi

Se il contatore non dovesse presentare guasti, il cliente sarà tenuto a pagare “l’uscita” dei tecnici. Diversamente, il distributore dovrà provvedere alla sostituzione del contatore guasto senza che il cliente debba sborsare un euro.

Se invece, dopo il reclamo scritto, il cliente non ottiene riscontro, questi può presentare una richiesta di conciliazione all’Autorità Garante, l’Aeegsi. Questa tutela riguarda solo i clienti finali di energia elettrica alimentati in bassa e/o media tensione, domestici e non domestici, nonché ai clienti finali di gas naturale e di gas diversi, distribuiti a mezzo di reti urbane, alimentati in bassa pressione.

È possibile avviare il tentativo di conciliazione presso il Garante solo a condizione che:

  • sia stato spedito il reclamo scritto;
  • la risposta al reclamo sia stata insoddisfacente oppure siano decorsi 50 giorni dal reclamo senza un riscontro.

In ogni caso la richiesta di conciliazione non può essere presentata oltre un anno dall’invio del reclamo scritto all’operatore.
Il tentativo di conciliazione avviene in modalità telematica e non è necessaria la presenza fisica delle parti.

La procedura si deve concludere entro massimo 90 giorni dalla presentazione della domanda di conciliazione.

Se la conciliazione ha esito positivo, il verbale viene sottoscritto dalle parti e dal conciliatore stesso con firma elettronica; esso avrà valore di un titolo esecutivo, al pari cioè di una sentenza definitiva.

Se la conciliazione ha esito negativo si può andare davanti al giudice.

Il consumatore può adire altri organismi di conciliazione iscritti nell’apposito elenco istituito dall’Autorità per l’energia e il gas.

Il ricorso in tribunale

Per avviare la causa contro la società che fornisce la luce e il gas, per il caso di contatore guasto, è necessario aver prima intrapreso il tentativo di conciliazione e che questo non sia andato a buon fine.

Davanti al giudice bisognerà munirsi di un avvocato.


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1 Commento

  1. Purtroppo chi ha scritto l’articolo non credo sia mai incappato nel problema trattato. Infatti, i gestori, quando ricevono una segnalazione di sospetto guasto del contatore, inviano subito un modulo di “richiesta di verifica”, che, qualora, a loro insindacabile giudizio, non venga riscontrato alcun guasto, obbliga l’utente al pagamento di una cospicua somma, spesso superiore a 60-80 euro. Vi descrivo il caso che sto “trattando” per un mio cliente. Il display a cristalli liquidi del contatore elettrico è apparentemente “esaurito”, nel senso che non mostra alcun carattere alfa-numerico. La cosa viene segnalata, arriva il tecnico, sostituisce il contatore, ma all’utente viene addebitata la spesa perchè il contatore funzionava regolarmente, cioè calcolava esattamente i consumi, che venivano inviati telematicamente al gestore, ancorchè non fosse possibile leggerli sul display. Infatti sul modulo è scritto che la spesa sarà addebitata solo se il gruppo di misura risultasse inidoneo alla sua funzione, che è appunto quella di misurare il consumo, non quella di mostrarlo sul display. Penso che i commenti alla vicenda siano superflui….A mio parere il gestore dovrebbe avere l’obbligo di controllare i sospetti degli utenti senza alcun addebito, sia che risultino fondati, sia che risultino infondati.

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