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Lo sai che? Cos’è la contestazione immediata

Lo sai che? Pubblicato il 31 ottobre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 31 ottobre 2017

Multe: la contravvenzione stradale va notificata immediatamente al conducente che, pertanto, deve essere fermato. Non c’è obbligo di firmare il verbale.

Quando si parla di contestazione immediata si parla quasi sempre di multe stradali. Difatti, il codice della strada prescrive l’obbligo per la polizia, i carabinieri o qualsiasi altro agente accertatore di fermare immediatamente l’automobilista colto in infrazione e contestargli la condotta di guida. Ciò serve per consentire al trasgressore di difendersi nell’immediatezza, prima della compilazione del verbale, evitandogli così un inutile ricorso al giudice. Ad esempio l’automobilista potrebbe far rilevare che l’eccesso di velocità è stato imposto dalla necessità di recarsi al pronto soccorso per un serio e urgente pericolo alla salute. Ma procediamo con ordine e vediamo cos’è la contestazione immediata della velocità.

Cos’è la contestazione immediata

Il codice della strada [1] così stabilisce:

«Quando è possibile, la violazione deve essere immediatamente contestata tanto al trasgressore quanto alla persona che sia obbligata in solido al pagamento della somma dovuta.

Dell’avvenuta  contestazione deve essere redatto verbale contenente anche le dichiarazioni che gli interessati  chiedono vi siano inserite. Il verbale, che può essere redatto anche con l’ausilio di sistemi informatici, contiene  la  sommaria descrizione del fatto accertato, gli elementi essenziali per l’identificazione del trasgressore e la targa del veicolo con cui è stata commessa la violazione. Nel regolamento sono determinati i contenuti del verbale. Copia del verbale deve essere consegnata al trasgressore e, se presente, alla persona obbligata in solido».

Tale articolo disciplina la contestazione immediata della multa, ma di cosa si tratta più nello specifico? La contestazione immediata è una dichiarazione con la quale l’agente attribuisce all’utente della strada la commissione di un fatto, costituente violazione di una norma del codice della strada, enunciandogli, al tempo stesso, il titolo della trasgressione accertata. In buona sostanza il vigile ha l’obbligo – solo laddove possibile e non metta a repentaglio la sicurezza della strada – di fermare il conducente e contestargli l’infrazione, dichiarandogli gli estremi della norma violata. Se il vigile vede l’automobilista che viola il codice e, ciò nonostante, per incuria o pigrizia, lo lascia passare, ma ugualmente segna il numero della targa e gli fa la multa, il verbale è nullo.

Secondo la giurisprudenza, il verbale deve sempre specificare le ragioni per cui non si è potuto procedere alla contestazione immediata.

L’immediatezza deve essere valutata con riferimento non al momento della consumazione della violazione, ma a quello dell’accertamento, vale a dire della conoscenza da parte della polizia degli elementi essenziali, oggettivi e soggettivi, dell’infrazione. Così, ad esempio, nell’ipotesi di guida senza patente l’accertamento deve considerarsi avvenuto quando gli agenti investigatori hanno notizia che il conducente circolava senza patente, perché solo in questo momento la contestazione può aver luogo.

Effetti della contestazione immediata

In caso di contestazione immediata, l’automobilista non riceve la multa a casa nei 90 giorni successivi tramite raccomandata. La conseguenza è che il termine dei 90 giorni per la consegna della multa è sempre rispettato.

Ulteriore effetto della contestazione immediata è che il termine per fare ricorso al giudice di pace (30 giorni) o al prefetto (60 giorni) decorre dalla contestazione stessa e non dalla raccomandata (che, come detto, non viene spedita).

Cosa deve fare l’automobilista in caso di contestazione immediata?

Contestazione immediata non significa anche obbligo per l’automobilista di firmare il verbale che gli viene consegnato dal poliziotto. Egli ben potrebbe rifiutarsi di sottoscriverlo. La mancata sottoscrizione però non cambia le carte in tavola perché il verbale si considera ugualmente contestato immediatamente. Invero, una volta che si verifica la contestazione immediata dell’infrazione, nessun verbale verrà spedito a casa dell’automobilista, a prescindere dal fatto che il trasgressore lo sottoscriva o meno e dal momento della contestazione immediata decorrerà comunque il termine per il pagamento o per il ricorso, dato che a casa non verrà spedito assolutamente alcunché.

Evidentemente, in caso di rifiuto di sottoscrivere il verbale, l’agente accertatore darà atto di tale rifiuto sul verbale stesso consegnandone comunque copia al trasgressore (salvo che lo stesso rifiuti anche la copia, al che l’accertatore annoterà anche tale rifiuto e la procedura di contestazione immediata si riterrà conclusa senza alcun altro incombente). Nessuna norma prevede infatti la notificazione del verbale non sottoscritto in caso di contestazione immediata della violazione, ed anzi procedere in tal senso costituirebbe una (inutile) fonte di spesa e di dispendio di tempo per gli organi accertatori.

Il regolamento di attuazione del Codice della Strada non prevede nemmeno tra gli elementi del verbale di contestazione la sottoscrizione del trasgressore (sottoscrizione che più che altro sarebbe necessaria nel caso in cui lo stesso rilasci dichiarazioni da riportare a verbale), che la sottoscrizione del ricevente non è mai richiesta dalle norme del codice di procedura civile in materia di notificazioni e che, anzi, il codice di procedura civile prevede che «se il destinatario rifiuta di ricevere la copia, l’ufficiale giudiziario ne dà atto nella relazione, e la notificazione si considera fatta in mani proprie». Secondo infatti la Cassazione il ritiro immediato di una copia del verbale da parte del trasgressore equivale a notifica dello stesso, a nulla rilevando, in detto contesto, che chi ritira l’atto rifiuti di sottoscriverlo.

Diverso è il caso se l’automobilista si rifiuta di ritirare il verbale delle mani del poliziotto e, quindi, oltre a non firmarlo, non lo vuole prendere in consegna. Se è vero che il ritiro del verbale equivale a notifica, il mancato ritiro non può essere considerato una valida forma di conoscenza. La conseguenza è che la multa gli verrà spedita a casa con addebito delle spese postali. Attenzione: la firma della multa non implica accettazione e ammissione di colpa. Sia che il conducente sottoscriva o meno il verbale, per lui gli effetti sono gli stessi salvo:

  • l’allungamento dei termini per fare ricorso che, come detto, decorreranno da quando gli sarà recapitata a casa la multa con la raccomandata ar o con il messo del Comune;
  • la possibilità di sperare nel mancato rispetto dei 90 giorni, da parte dell’organo accertatore, per la notifica della multa. Come noto, infatti, la contravvenzione deve essere recapitata a casa del trasgressore entro e non oltre 90 giorni dalla data dell’accertamento; diversamente la multa è nulla.

Che succede se non c’è contestazione immediata?

La contestazione immediata della violazione delle norme del codice della strada è essenziale per l’esercizio del diritto di difesa; pertanto essa non può essere omessa quando sia possibile. Risultato: l’omissione di tale obbligo integra una violazione di legge che rende illegittimi i successivi eventuali atti del procedimento sanzionatorio. Il conducente potrà fare ricorso. Se il giudice riscontra che la contestazione immediata della violazione amministrativa alle norme del codice stradale, pur concretamente possibile, non è stata effettuata, annulla la multa.

Quando non c’è contestazione immediata della multa?

Il regolamento di attuazione al codice della strada [2] individua i casi specifici in cui si può evitare la contestazione immediata. Eccoli:

  • impossibilità di raggiungere un veicolo lanciato ad eccessiva velocità;
  • attraversamento di un incrocio con il semaforo indicante la luce rossa;
  • sorpasso vietato;
  • accertamento della violazione in assenza del trasgressore e del proprietario del veicolo;
  • accertamento della violazione per mezzo di appositi apparecchi di rilevamento direttamente gestiti dagli organi di Polizia stradale e nella loro disponibilità che consentono la determinazione dell’illecito in tempo successivo, poiché il veicolo oggetto del rilievo: 1) è a distanza dal posto di accertamento; 2) o comunque (quindi, a prescindere dalla distanza in cui si trovi dal luogo dell’accertamento) nell’impossibilità di essere fermato «in tempo utile»; 3) o ancora – e comunque – nell’impossibilità di essere fermato “nei modi regolamentari” [3];
  • rilevazione degli accessi di veicoli nelle zone a traffico limitato e circolazione sulle corsie riservate attraverso i dispositivi previsti dall’art. 17, comma 133 bis , della legge 15 maggio 1997, n. 127;
  • accertamento effettuato con apparecchiature e dispositivi per il controllo e l’accertamento delle infrazioni (cosiddetto “controllo remoto”) senza necessità di presenza di agente accertatore [4]; ciò è consentito dalla legge alle seguenti condizioni concorrenti:
  • a) che si tratti di autostrade, strade extraurbane principali o altre strade individuate con apposito decreto prefettizio; – che siano utilizzati per il solo accertamento delle infrazioni di eccesso assoluto di velocità (cioè superamento di un limite – massimo o minimo – imposto dalla legge o dalla segnaletica) e di violazioni in tema di sorpasso;
  • b) che della presenza in loco delle apparecchiature venga pubblicizzata e sia data (idonea e comprensibile) informazione agli automobilisti: ciò soprattutto a mezzo di segnaletica che deve, in particolare, evidenziare che su detto tratto di strada si può procedere a controllo ai fini dell’accertamento delle infrazioni senza contestazione immediata;
  • c) che gli apparecchi siano debitamente omologati [5].

Nonostante tutte le eccezioni previste dalla legge, la contestazione immediata resta la regola generale. Pertanto tutte le eccezioni devono essere motivate: in altre parole, l’agente accertatore deve specificare, nel verbale, perché non ha contestato immediatamente la multa e sulla base di quale delle predette ipotesi l’omissione si giustifica.

Spetterà al giudice verificare non soltanto la sussistenza dei presupposti di legge (ad esempio: ricomprensibilità dell’infrazione tra quelle per cui è permesso quel tipo di accertamento; esistenza del decreto prefettizio di individuazione del tratto di strada passibile di “controllo remoto”; omologazione dell’apparecchio per quel determinato uso, ecc.).

note

[1] Art. 200 Codice della strada: Contestazione e verbalizzazione delle violazioni

1.-Fuori dei casi di cui all’art. 201, comma 1-bis, la violazione, quando è possibile, deve essere immediatamente contestata tanto al trasgressore quanto alla persona che sia obbligata in solido al pagamento della somma dovuta.

2.-Dell’avvenuta  contestazione  deve  essere   redatto   verbale contenente anche le dichiarazioni che  gli  interessati  chiedono  vi siano inserite.  Il  verbale,  che  può essere  redatto  anche  con l’ausilio di sistemi informatici, contiene  la  sommaria  descrizione del fatto accertato, gli elementi  essenziali  per  l’identificazione del trasgressore e la targa del veicolo con cui e’ stata commessa  la violazione.  Nel  regolamento  sono  determinati  i   contenuti   del verbale.

3. Copia del verbale deve essere consegnata al trasgressore e, se presente, alla persona obbligata in solido.

4.-Copia del verbale è consegnata immediatamente all’ufficio o comando da cui dipende l’agente accertatore».

Vedi anche art. 4 del decreto-legge 121/2002, come modificato dalla legge di conversione, n. 168/2002, in G. U. 6 agosto 2002, con decorrenza 7 agosto 2002, il quale stabilisce :

1.-Sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali di cui all’articolo 2, comma 2, lettere A e B, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, gli organi di polizia stradale di cui all’articolo 12, comma 1, del medesimo decreto legislativo, secondo le direttive fornite dal Ministero dell’interno, sentito il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, possono utilizzare o installare dispositivi o mezzi tecnici di controllo del traffico, di cui viene data informazione agli automobilisti, finalizzati al rilevamento a distanza delle violazioni alle norme di comportamento di cui agli articoli 142 e 148 dello stesso decreto legislativo, e successive modificazioni. I predetti dispositivi o mezzi tecnici di controllo possono essere altresì utilizzati o installati sulle strade di cui all’articolo 2, comma 2, lettere C e D, del citato decreto legislativo, ovvero su singoli tratti di esse, individuati con apposito decreto del prefetto ai sensi del comma 2.

2.-Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il prefetto, sentiti gli organi di polizia stradale competenti per territorio e su conforme parere degli enti proprietari, individua le strade, diverse dalle autostrade o dalle strade extraurbane principali, di cui al comma 1, ovvero singoli tratti di esse, tenendo conto del tasso di incidentalità, delle condizioni strutturali, plano-altimetriche e di traffico per le quali non è possibile il fermo di un veicolo senza recare pregiudizio alla sicurezza della circolazione, alla fluidità del traffico o all’incolumità degli agenti operanti e dei soggetti controllati. La medesima procedura si applica anche per le successive integrazioni o modifiche dell’elenco delle strade di cui al precedente periodo.

3.-Nei casi indicati dal comma 1, la violazione deve essere documentata con sistemi fotografici, di ripresa video o con analoghi dispositivi che, nel rispetto delle esigenze correlate alla tutela della riservatezza personale, consentano di accertare, anche in tempi successivi, le modalità di svolgimento dei fatti costituenti illecito amministrativo, nonchè i dati di immatricolazione del veicolo ovvero il responsabile della circolazione. Se vengono utilizzati dispositivi che consentono di accertare in modo automatico la violazione, senza la presenza o il diretto intervento degli agenti preposti, gli stessi devono essere approvati od omologati ai sensi dell’articolo 45, comma 6, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.

4.-Nelle ipotesi in cui vengano utilizzati i mezzi tecnici o i dispositivi di cui al presente articolo, non vi è l’obbligo di contestazione immediata di cui all’articolo 200 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.

[2] Art 384 del regolamento di esecuzione del Codice strada.

[3] Che sono poi quelli desumibili dal combinato disposto dall’art. 12, comma 5, c. d.s. e, soprattutto, dall’art. 24 reg. c. d.s.

[4] Di cui all’art. 4 del D.L. 20 giugno 2002, n. 121, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2002, n. 168 e successive modificazioni.

[5] Ai sensi dell’art. 45, comma 6, Cod. str.

Si ringrazia l’avvocato Stefano Marco Adami 


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