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Lo sai che? Perché una raccomandata torna indietro

Lo sai che? Pubblicato il 31 ottobre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 31 ottobre 2017

La raccomandata torna indietro se l’indirizzo è insufficiente o sbagliato, se il destinatario l’ha rifiutata, è deceduto, irreperibile, sconosciuto o assente.

La raccomandata è una particolare forma di spedizione che consente di inviare in tutto il territorio nazionale, in modo sicuro e certificato, corrispondenza fino a 2 kg di peso. La ricevuta di spedizione ha valore legale per qualunque modalità di invio, così come l’avviso di ricevimento, che fa prova dell’avvenuta ricezione della raccomandata da parte del destinatario. Ci sono dei casi, però, in cui la raccomandata torna al mittente senza essere stata recapitata. Perché avviene questo? Cerchiamo di rispondere al quesito e di capire perché una raccomandata torna indietro.

Perché una raccomandata torna indietro: il rifiuto del destinatario

Il primo motivo per cui una raccomandata torna indietro  è il rifiuto del destinatario: questi, infatti, non può essere obbligato a ricevere la spedizione, tantomeno a firmare di averla ricevuta. La mancata accettazione, però, non annulla gli effetti della raccomandata regolarmente inviata presso la residenza anagrafica del destinatario: essa si considera ugualmente valida ad ogni effetto di legge.

Perché una raccomandata torna indietro: l’assenza del destinatario

Se il destinatario è assente, ovvero nessuno apre al postino, la raccomandata viene depositata presso l’ufficio postale per un mese. Tecnicamente questo è il periodo di giacenza. In questo lasso di tempo il destinatario può sempre decidere di andare a ritirarla. Allo scadere del mese, se il destinatario non ha ritirato la raccomandata si verifica la compiuta giacenza e la lettera viene restituita al mittente. Anche in questo caso, gli effetti per il mittente nei confronti del destinatario sono gli stessi di quelli che si sarebbero prodotti se la lettera fosse stata regolarmente ricevuta dal destinatario medesimo. In altre parole, la raccomandata regolarmente spedita e non ritirata si considera comunque ricevuta dal destinatario.

Perché una raccomandata torna indietro: indirizzo insufficiente, inesatto o inesistente

Un’altra ragione per cui una raccomandata torna indietro è quella inerente all’indirizzo di spedizione: questo, infatti, potrebbe essere insufficiente (cioè incompleto), inesatto (cioè sbagliato) o risultare addirittura inesistente. In tutti e tre i casi la raccomandata viene restituita al mittente e, a differenza di quanto visto in precedenza, il plico non si intende ricevuto dal destinatario in quanto, senza sua colpa, in effetti non ne ha avuto conoscenza.

Perché una raccomandata torna indietro: destinatario irreperibile, sconosciuto, deceduto o trasferito

Una raccomandata torna indietro anche quando il destinatario è irreperibile, sconosciuto, deceduto o trasferito. In tutte queste circostanze, la raccomandata non raggiunge il suo obiettivo e, pertanto, viene restituita al mittente, il quale non potrà dire che il destinatario l’ha ricevuta. In altre parole, la lettera non si presume conosciuta: sarà cura del mittente rinviarla all’indirizzo esatto (se trasferito), oppure correggere il nome del destinatario (se errato).

Raccomandata tornata indietro e presunzione di conoscenza

Sintetizzando, in caso di rifiutoassenza mancato ritiro della raccomandata scatta la presunzione di conoscenza [1]: la lettera, cioè, si presume conosciuta salvo che il destinatario provi di essersi trovato nell’impossibilità di averne notizia [2]. Peraltro, secondo un orientamento giurisprudenziale, non conta la residenza anagrafica, quella cioè che risulta nei registri in Comune: se il postino trova il destinatario in un altro luogo, di residenza effettiva (anche se non formale), la notifica si considera comunque valida.

note

[1] Art. 1335 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 6527 del 24.04.2003 n. 6527; Cass. n. 2847/1997.

Autore immagine: Pixabay.com


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