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Lo sai che? Come contestare multa per divieto di sosta

Lo sai che? Pubblicato il 31 ottobre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 31 ottobre 2017

Multe: anche se lasciata sul parabrezza, la multa per divieto di sosta va spedita a casa dell’automobilista entro 90 giorni. Il cartello deve essere sempre visibile.

Hai lasciato per qualche minuto l’auto parcheggiata a margine del marciapiedi, su una strada pubblica; quando sei tornato, però, hai trovato sul tergicristalli, una multa per divieto di sosta. Pagare la contravvenzione ti sembra ingiusto, visto che la sosta è stata solo per poco tempo, in una situazione in cui non era possibile trovare posti liberi, né gratuiti né a pagamento. E anche se, versando l’importo nei primi cinque giorni, potrai usufruire di uno sconto pari al 30%, vuoi comunque provare la strada del ricorso. Se dunque ti stai chiedendo come contestare la multa per divieto di sosta ecco alcuni dei motivi principali.

Multa per divieto di sosta per tachimetro non funzionante

Se hai lasciato l’auto sugli spazi a pagamento senza pagare il ticket perché il parchimetro più vicino era rotto hai la possibilità di contestare la multa solo se il raggiungimento di un altro parchimetro sia particolarmente difficoltoso perché distante (forza maggiore). La legge, in realtà, non specifica quale sia la distanza massima che debba esservi tra un parchimetro e l’altro, né stabilisce entro quale raggio l’automobilista sia tenuto a controllare (a piedi) che esistano parchimetri funzionanti. Certo è che non è richiesto al cittadino uno sforzo eccessivamente gravoso per raggiungere un altro apparecchio; tantomeno potrebbe essergli richiesto di raggiungerlo in auto (diversamente perderebbe il parcheggio tanto faticosamente cercato).

Multa per divieto di sosta con cartello temporaneo

Può capitare di lasciare l’auto in una strada ove è consentita la sosta, ma su cui il giorno successivo il Comune transenni le aree vietando il parcheggio. In questo caso la multa è nulla se agli automobilisti non è stato dato un preavviso di almeno 48 ore. In altre parole se la polizia dovesse collocare un divieto di sosta temporaneo, l’automobilista che occupa quel posto sin dai giorni precedenti, è comunque tenuto a rispettare l’avviso solo se c’è stato il suddetto preavviso. Questo perché – secondo la Cassazione – sebbene l’automobilista non possa prevedere il futuro, ha comunque l’onere di verificare, saltuariamente, che la sosta nell’area sia consentita anche nei giorni successivi.

Il cartello mobile deve essere ben visibile. Si ricorda, infine, che il provvedimento di divieto di sosta temporaneo deve essere emanato dal dirigente comunale preposto, a pena di nullità della multa per «vizio di incompetenza».

Multa per divieto di sosta in stato di necessità

Quando si lascia l’auto in seconda fila o in divieto di sosta a causa di un’urgenza, si può contestare la multa dimostrando lo stato di necessità. Si pensi a chi debba salire a casa del genitore che si è sentito male e che rischia la vita o a chi debba acquistare urgentemente una medicina in farmacia.

È possibile parcheggiare in divieto di sosta solo se sussistono le seguenti condizioni:

  • urgenza: il pericolo cui si vuole porre rimedio deve essere attuale;
  • la situazione di pericolo deve essere non altrimenti evitabile: in pratica, non deve essere possibile trovare soluzioni alternative se non quella di violare il codice della strada;
  • gravità: il danno che si cerca di contrastare non deve essere lieve, ma di entità rilevante e tale da porre l’automobilista o altra persona in una situazione di pericolo per la vita o per l’integrità fisica (quindi, non è necessario che vi sia il rischio di morte, ma non è neanche possibile parlare di gravità in caso di una ferita leggera).

Non si può parcheggiare in divieto di sosta, ad esempio, nei seguenti casi:

  • visita dal medico curante, priva di condizioni di urgenza e necessità;
  • acquisto in farmacia di medicine di uso ordinario o per malattie non gravi;
  • necessità di andare a trovare un familiare in ospedale che è già stato ricoverato e per il quale sono già intervenuti i soccorsi;
  • necessità di presentarsi a un esame o a un colloquio di lavoro (l’interessato deve essere sempre in grado di calcolare, con largo anticipo, i tempi necessari per trovare parcheggio e gli eventuali imprevisti);
  • trasporto d’urgenza, presso un veterinario, di un animale gravemente ferito e raccolto poco prima;
  • necessità di evitare un danno economico.

Multa per divieto di sosta non segnalato

In base al codice della Strada è il Comune (o comunque l’ente proprietario della strada) a dover stabilire quali aree sono destinate al parcheggio dei veicoli e in quali invece la sosta è vietata. Le zone adibite al parcheggio devono essere segnalate con l’apposito cartello stradale. Non è necessario il cartello in tutti quei posti ove è già il codice o le normali regole di prudenza a vietare la sosta; ad esempio non si troverà mai un divieto di sosta in una curva o in prossimità dell’area del marciapiedi per la salita e discesa delle carrozzine per invalidi.

Multa per divieto di sosta con cartello non visibile

La segnaletica stradale deve essere chiara e visibile. Un cartello scolorito dal tempo o dal sole, oppure girato dal vento in modo tale che non sia comprensibile a quale strada si riferisca non ha alcun valore e, pertanto, la multa è nulla.

Multa per divieto di sosta non contestata subito

L’assenza della multa sul parabrezza dell’auto non costituisce motivo di nullità della multa stessa. Difatti la contravvenzione va comunque spedita sempre a casa dell’automobilista. È da questo momento che quest’ultimo è messo al corrente della sanzione e può fare ricorso o pagare.

Multa per divieto di sosta con targa sbagliata

È frequente che i verbalizzanti commettano errori materiali nel riportare la targa dell’auto in contravvenzione. In questi casi, se vi è incertezza sull’identità dell’automobilista, la multa è nulla. Si pensi al caso di chi riceve una multa per divieto di sosta in una città dove non è residente o non è mai stato. Se invece viene riportato in modo errato solo uno dei numeri o delle lettere della targa ma modello e colore dell’auto sono esatti, la multa non è nulla.

Multa per divieto di sosta notificata in ritardo

Come abbiamo detto, la multa per divieto di sosta, benché già comunicata all’automobilista con una copia sul parabrezza, va comunque spedita a casa dello stesso. La notifica deve avvenire entro 90 giorni dall’accertamento. In caso di mancato rispetto di questo termine la multa è nulla.


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