Diritto e Fisco | Editoriale

Multa per divieto di sosta: come contestarla

2 giugno 2018


Multa per divieto di sosta: come contestarla

> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 giugno 2018



Multe: anche se lasciata sul parabrezza, la multa per divieto di sosta va spedita a casa dell’automobilista entro 90 giorni. Il cartello deve essere sempre visibile.

Il fenomeno della sosta vietata è sempre più comune in Italia e ad esso segue ovviemente anche un importante aumento delle multe relative. Le cause sono riconducibili alla poca attenzione comunale sulla disponbilità dei parcheggi, soprattutto nei centri urbani dove, fermarsi per svolgere veloci servizi diventa spesso un’ardua impresa.

Il divieto di sosta

Il Nuovo Codice della Strada [1] disciplina l’intera normativa stradale. In esso sono contemplati i concetti e gli articoli inerenti la fermata, l’arresto e la sosta dei veicoli su strada e per ciascuno di essi sono state vagliate, in modo dettagliato, caratteristiche, divieti ed eccezioni.
In particolar modo, la normativa sulla sosta è contemplata in due articoli [2], uno che ne definisce le caratteristiche e le differenze rispetto al verificarsi della fermata e dell’arresto, mentre l’altro ne contempla tutta la questione relativa ai divieti e alle procedure sanzionatorie.
Nello specifico, il divieto di sosta è rappresentato da un cartello stradale in cui è riportato un cerchio rosso sbarrato a metà su sfondo blu la cui funzione è quella di imporre al conducente di un veicolo, il divieto di sosta ma non di fermata.
Nello specifico, la legge stabilisce che la sosta, altro non è che “la sospensione della marcia del veicolo protratta nel tempo” [3] seguita dal potenziale allontanamento del conducente dalla stessa: detta in parole povere, l’auto viene lasciata in sosta ogniqualvolta la si parcheggia, in luoghi spesso inappropriati, e la si abbandona per motivi personali per un lungo periodo di tempo.
Al giorno d’oggi, la multa per divieto di sosta rappresenta una delle più frequenti secondo la classifica delle infrazioni stradali: sembrerebbe, infatti, che essa si trovi al quinto posto nella classifica tra le tipologie di multe verbalizzate giornalmente dalla polizia municipale e ciò comporta un introito non indifferente nelle casse comunali.
La problematica principale legata a questo inconveniente è, spesso, legata alla mancanza di parcheggi, soprattutto nei grandi centri urbani italiani. Questa situazione dunque, porta soprattutto il conducente che ha fretta, a sostare con il veicolo, anche solo per qualche minuto, in luoghi in cui non si potrebbe, incappando così nel rischio di contrarre una multa. In molti, dunque, si sentono “truffati” dalla legge poichè si ritrovano a dover pagare una sansione ritenuta ingiusta. A tal proposito, dunque, sono molti i casi in cui si decide di avviare la pratica del ricorso, nel tentativo di contestarla e spuntare il pagamento.
Ad ogni modo, comunque, sono molte le cose che un cittadino deve tenere bene a mente durante la guida, molte delle quali, purtroppo, non si apprendono durante il corso per la patente ma che sono chiarificate solo nelle normative giuridiche.
Per comprendere a pieno l’argomento in questione e, dunque, le diverse posizioni, quella della legge e quella del cittadino conducente il veicolo, qui di seguito sono state esposte e descritte le principali cose da sapere per affrontare al meglio l’eventualità di essere sanzionati per divieto di sosta.

Il cartello del divieto di sosta: quando, dove e perchè

Il cartello del divieto di sosta indica un divieto di prescizione che invita i conducenti di veicoli autostradali a non sostare sul lato della strada su cui è posto il cartello. Il divieto, se non è riproposto, ha valenza sino all’incrocio successivo presente sulla stessa strada. La sua operatività varia a seconda che sia posizionato in un centro abitato o meno: non vi è possibilità di sosta, infatti, dalle 8 alle 20, per i centri abitati, mentre ha validità continuativa 24 ore su 24 nei centri non abitati.Vi sono poi casi in cui la sosta è vietata in modo temporaneo, come ad esempio durante la pulizia stradale e, per tale motivo, affinchè non si verifichino casi di sosta illecita, la comunità cittadina deve essere avvisata almeno 48 ore prima con appositi cartelli stradali.
Oltre a queste eventualità, la legge [4] stabilisce che sia la sosta che la fermata siano vietate in alcuni specifici casi quali, ad esempio in presenza di passaggi a livello e sui binari ferroviari o tranviari, nelle curve o in prossimità di esse, sui dossi e sotto le gallerie o, ancora, sui passaggi pedonali o piste ciclabili. La sola sosta, invece, è altresì vietata anche in doppia fila, negli spazi adibiti agli autobus, filobus e veicoli che circolano sulle rotaie, negli spazi riservati a persone invalide o nelle aree dedicate al mercato nell’orario stabilito. A grandi linee, dunque, per la corretta circolazione dei veicoli e per l’ordine del traffico cittadino, sono state considerate numerose variabili in cui è stato adattato il divieto di sosta.
Così come per la loro condanna, sono state, al tempo stesso, valutate situazioni in cui la multa potrebbe essere omessa. Si tratta, ad esempio, del caso di una eventuale urgenza che vede la necessità, da parte del conducente del veicolo, si sostare in zona vietata. Questa eccezione va, però, valutata nel senso che deve essere accertato che il fatto sia attuale; inoltre, deve essere anche dimostrato che non ci sarebbe potuta essere alternativa valida se non quella della sosta in zona vietata. Il fatto in questione, infine, deve essere “grave” ossia deve rappresentare una reale possibilità di pericolo per la vita o dell’integrità fisica del conducente o di una qualunque altre persona.

In caso si sosta in zona vietata, qual è l’importo della multa?

Le multe per divieto di sosta sono sempre più frequenti in Italia poiché, sempre meno, i cittadini rispettano il Codice della strada. Si ritrovano, così, a dover pagare multe anche per un’infrazione durata solo pochi minuti ritenendo, poi, che non fosse giusto e che il Comune dovrebbe provvedere ad adibire un numero maggiore di parcheggi.
Ad ogni modo, il costo della multa può variare in base al tipo di veicolo usato e al tipo di infrazione. In linea di massima, l’importo di una multa per divieto di sosta,relativamente a ciclomotori a due ruote e motoveicoli,può variare da un minimo di 40 euro ad un massimo di 163 euro; per tutti gli altri mezzi di trasporto, invece, il range varia da un minimo di 84 euro ad un massimo di 335 euro [5]. E’ chiaro che questo tipo di sanzione è applicabile durante tutti i giorni dell’anno.

Come pagare la multa per divieto di sosta?

Qualora si dovesse contrarre una multa per divieto di sosta, essa potrà essere saldata in diversi modi. Premesso, comunque, che già sul cedolino della multa sono spiegate tutte le eventuali possibilità, il saldo della stessa potrà essere sicuramente effettuato o recandosi presso un qualsiasi tabaccaio convenzionato, ossia provvisto di ricevitoria Lottomatica, che offre la possibilità di pagare bollette ed, eventualmente, multe di questo tipo; o versando la quota dovuta tramite semplice bonifico bancario o, infine, recandosi semplicemente al Comando di polizia e saldare la sanzione. Va aggiunta, però, una cosa importante: il tempo entro cui si decide di pagare la multa può essere fondamentale. Se, infatti, il cittadino multato paga entro i primi cinque giorni successivi alla data riportata sulla multa, sarà possibile godere di uno sconto pari al 30% della stessa solo se, però, non sono stati contemporaneamente decurtati punti dalla patente. Inoltre, il conto dei cinque giorni, non parte dal momento in cui è stato ritrovato il foglietto attestante la multa sul parabrezza della vettura, ma dalla data in cui la stessa viene notificata a casa. Tale notifica, per essere valida, deve avvenire entro 90 giorni dall’accertamento; in caso contrario verrà considerata nulla.
Se, quindi, la multa viene pagata dopo i primi cinque giorni, non si potrà godere dello sconto suddetto così come se la multa venisse pagata dopo 60 giorni, graverà un onere ulteriore in termini monetari che sarà calcolato in base al numero dei giorni di ritardo.

Come si contesta una multa per divieto di sosta?

Tra le sanzioni del Codice della strada, le più frequenti sono proprio quelle per divieto di sosta. Queste, infatti, non sempre sono giustificabili poiché si possono presentare errori di forma nel cedolino della multa come, ad esempio, errori inerenti la data o l’orario che descrivono il fatto o, piuttosto, la difficile leggibilità del cartello stradale indicante il divieto poiché posto in un luogo poco visibile o, addirittura, l’assenza del cartello.
In questi casi, dunque, il cittadino multato ha la possibilità di fare ricorso e, quindi, contestare la sanzione, presentando le sue motivazioni.
Tale procedura può essere svolta in due modi: la prima modalità prevede di impugnare la multa davanti al Prefetto entro 60 giorni dalla ricezione a casa della notifica, sostenendo il solo pagamento della raccomandata; la seconda, invece, implica che la multa sia impugnata davanti al Giudice di Pace entro 50 giorni dalla ricevuta notifica sostenendo, in questo caso, una spesa di circa 55 euro.
Qualora la multa fosse già stata pagata non sarà più rincorribile; se invece, il pagamento è avvenuto per l’intero importo, nei 5 gironi successivi all’avvenuta notifica, è possibile fare ricorso per il solo 30% versato in eccesso, che potrà essere restituito al cittadino multato mediante intercessione del Comando di Polizia che ha emesso la sanzione.
Infine, se si decide di avviare la pratica del ricorso, sarà opportuno accertarsi di avere tutta la documentazione necessaria ossia:

  • le copie dei documenti che deve esaminare il Giudice;
  • il documento di riconoscimento;
  • la copia del documento di ricorso;
  • la ricevuta del pagamento del contributo unificato.

Motivi per contestare la multa per divieto di sosta

Hai lasciato per qualche minuto l’auto parcheggiata a margine del marciapiedi, su una strada pubblica; quando sei tornato, però, hai trovato sul tergicristalli, una multa per divieto di sosta. Pagare la contravvenzione ti sembra ingiusto, visto che la sosta è stata solo per poco tempo, in una situazione in cui non era possibile trovare posti liberi, né gratuiti né a pagamento. E anche se, versando l’importo nei primi cinque giorni, potrai usufruire di uno sconto pari al 30%, vuoi comunque provare la strada del ricorso. Se dunque ti stai chiedendo come contestare la multa per divieto di sosta ecco alcuni dei motivi principali.

Multa per divieto di sosta per tachimetro non funzionante

Se hai lasciato l’auto sugli spazi a pagamento senza pagare il ticket perché il parchimetro più vicino era rotto hai la possibilità di contestare la multa solo se il raggiungimento di un altro parchimetro sia particolarmente difficoltoso perché distante (forza maggiore). La legge, in realtà, non specifica quale sia la distanza massima che debba esservi tra un parchimetro e l’altro, né stabilisce entro quale raggio l’automobilista sia tenuto a controllare (a piedi) che esistano parchimetri funzionanti. Certo è che non è richiesto al cittadino uno sforzo eccessivamente gravoso per raggiungere un altro apparecchio; tantomeno potrebbe essergli richiesto di raggiungerlo in auto (diversamente perderebbe il parcheggio tanto faticosamente cercato).

Multa per divieto di sosta con cartello temporaneo

Può capitare di lasciare l’auto in una strada ove è consentita la sosta, ma su cui il giorno successivo il Comune transenni le aree vietando il parcheggio. In questo caso la multa è nulla se agli automobilisti non è stato dato un preavviso di almeno 48 ore. In altre parole se la polizia dovesse collocare un divieto di sosta temporaneo, l’automobilista che occupa quel posto sin dai giorni precedenti, è comunque tenuto a rispettare l’avviso solo se c’è stato il suddetto preavviso. Questo perché – secondo la Cassazione – sebbene l’automobilista non possa prevedere il futuro, ha comunque l’onere di verificare, saltuariamente, che la sosta nell’area sia consentita anche nei giorni successivi.

Il cartello mobile deve essere ben visibile. Si ricorda, infine, che il provvedimento di divieto di sosta temporaneo deve essere emanato dal dirigente comunale preposto, a pena di nullità della multa per «vizio di incompetenza».

Multa per divieto di sosta in stato di necessità

Quando si lascia l’auto in seconda fila o in divieto di sosta a causa di un’urgenza, si può contestare la multa dimostrando lo stato di necessità. Si pensi a chi debba salire a casa del genitore che si è sentito male e che rischia la vita o a chi debba acquistare urgentemente una medicina in farmacia.

È possibile parcheggiare in divieto di sosta solo se sussistono le seguenti condizioni:

  • urgenza: il pericolo cui si vuole porre rimedio deve essere attuale;
  • la situazione di pericolo deve essere non altrimenti evitabile: in pratica, non deve essere possibile trovare soluzioni alternative se non quella di violare il codice della strada;
  • gravità: il danno che si cerca di contrastare non deve essere lieve, ma di entità rilevante e tale da porre l’automobilista o altra persona in una situazione di pericolo per la vita o per l’integrità fisica (quindi, non è necessario che vi sia il rischio di morte, ma non è neanche possibile parlare di gravità in caso di una ferita leggera).

Non si può parcheggiare in divieto di sosta, ad esempio, nei seguenti casi:

  • visita dal medico curante, priva di condizioni di urgenza e necessità;
  • acquisto in farmacia di medicine di uso ordinario o per malattie non gravi;
  • necessità di andare a trovare un familiare in ospedale che è già stato ricoverato e per il quale sono già intervenuti i soccorsi;
  • necessità di presentarsi a un esame o a un colloquio di lavoro (l’interessato deve essere sempre in grado di calcolare, con largo anticipo, i tempi necessari per trovare parcheggio e gli eventuali imprevisti);
  • trasporto d’urgenza, presso un veterinario, di un animale gravemente ferito e raccolto poco prima;
  • necessità di evitare un danno economico.

Multa per divieto di sosta non segnalato

In base al codice della Strada è il Comune (o comunque l’ente proprietario della strada) a dover stabilire quali aree sono destinate al parcheggio dei veicoli e in quali invece la sosta è vietata. Le zone adibite al parcheggio devono essere segnalate con l’apposito cartello stradale. Non è necessario il cartello in tutti quei posti ove è già il codice o le normali regole di prudenza a vietare la sosta; ad esempio non si troverà mai un divieto di sosta in una curva o in prossimità dell’area del marciapiedi per la salita e discesa delle carrozzine per invalidi.

Multa per divieto di sosta con cartello non visibile

La segnaletica stradale deve essere chiara e visibile. Un cartello scolorito dal tempo o dal sole, oppure girato dal vento in modo tale che non sia comprensibile a quale strada si riferisca non ha alcun valore e, pertanto, la multa è nulla.

Multa per divieto di sosta non contestata subito

L’assenza della multa sul parabrezza dell’auto non costituisce motivo di nullità della multa stessa. Difatti la contravvenzione va comunque spedita sempre a casa dell’automobilista. È da questo momento che quest’ultimo è messo al corrente della sanzione e può fare ricorso o pagare.

Multa per divieto di sosta con targa sbagliata

È frequente che i verbalizzanti commettano errori materiali nel riportare la targa dell’auto in contravvenzione. In questi casi, se vi è incertezza sull’identità dell’automobilista, la multa è nulla. Si pensi al caso di chi riceve una multa per divieto di sosta in una città dove non è residente o non è mai stato. Se invece viene riportato in modo errato solo uno dei numeri o delle lettere della targa ma modello e colore dell’auto sono esatti, la multa non è nulla.

Multa per divieto di sosta notificata in ritardo

Come abbiamo detto, la multa per divieto di sosta, benché già comunicata all’automobilista con una copia sul parabrezza, va comunque spedita a casa dello stesso. La notifica deve avvenire entro 90 giorni dall’accertamento. In caso di mancato rispetto di questo termine la multa è nulla.

note

[1] Art. 157 e art 158 Codice della Strada
[2] D. Lgs. 30 aprile 1992 n. 285 e successive modifiche.
[3] Art 157 comma 1 del Codice della Strada. Arresto, fermata e sosta dei veicoli.
[4] Art. 158 del Codice della Strada. Divieto di fermata e di sosta dei veicoli.
[5] Art. 158 comma 5 del Codice della Strada.


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