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Intervento chirurgico disabile: come accelerare i tempi di attesa

8 dicembre 2017


Intervento chirurgico disabile: come accelerare i tempi di attesa

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 dicembre 2017



Sono disabile paraplegico e necessito di un intervento. Ho eseguito analisi e visita medica pre-operatoria a Milano ma sono stato informato telefonicamente che per poter essere operato dovrò attendere ancora 90 giorni. Nel frattempo la mia situazione di disabilità si sta accentuando. Si può forzare per legge l’iter clinico/burocratico, accelerandolo?

Le prestazioni ospedaliere di ricovero seguono delle classi di priorità che (a Milano) sono le seguenti:

  • – classe A: per la quale è previsto un ricovero entro 30 giorni (riguarda i casi clinici che possono aggravarsi rapidamente al punto da diventare emergenti o da determinare grave pregiudizio alla prognosi);
  • – classe B: per la quale è previsto un ricovero entro 60 giorni (riguarda i casi clinici che presentano intenso dolore o gravi disfunzioni o grave disabilità ma che non manifestano la tendenza ad aggravarsi rapidamente al punto di diventare emergenti né possono, per l’attesa, ricevere grave pregiudizio alla prognosi);
  • – classe C: per la quale è previsto il ricovero entro 180 giorni (riguarda i casi clinici che presentano minimo dolore, disfunzione o disabilità ma che non manifestano la tendenza ad aggravarsi né possono, per l’attesa, ricevere grave pregiudizio alla prognosi);
  • – classe D: per la quale non è prevista alcuna attesa massima (riguarda i casi clinici che non causano alcun dolore, disfunzione o disabilità: questi casi devono comunque essere effettuati almeno entro i 12 mesi).

La classe di priorità viene stabilita dal medico nella sua impegnativa.

Nel caso specifico, al lettore hanno comunicato un tempo di attesa di 90 giorni dal quale si evince che non hanno considerato la sua situazione patologica sufficientemente grave da rendere necessario un intervento urgente.

Tale prognosi potrebbe essere superata da una nuova visita ma solo se, all’esito della stessa, il medico certificasse il peggioramento delle condizioni di salute del lettore e, quindi, il pregiudizio che l’attesa già adesso, a distanza di poco tempo dalla visita, gli sta arrecando.

Il consiglio è quello di recarsi nuovamente al pronto soccorso e di rappresentare ad un medico (oltre a ciò che gli è già stato diagnosticato) il rapido (e forse per loro inatteso) avanzamento della sua patologia.

Sarebbe opportuno che il medico accertasse il peggioramento delle condizioni di salute del lettore (dal momento della visita a quando questi andrà al pronto soccorso) e che chiedesse una riassegnazione della classe di priorità così da consentire al paziente di rientrare tra i casi più urgenti: questo è il solo modo per poter scalare la graduatoria e cercare di anticipare l’intervento (compatibilmente con la disponibilità della struttura ospedaliera).

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Sabina Coppola


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