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Mutuo e polizza assicurativa firmata alla banca

8 Dic 2017


Mutuo e polizza assicurativa firmata alla banca

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 Dic 2017



Alcuni anni fa mia suocera ha contratto, per la ristrutturazione del suo appartamento, un mutuo. La banca, considerata l’età, ha chiesto la cointestazione dello stesso anche ai due figli. A seguito del decesso di mio cognato, recandoci in banca per presentare il certificato di morte, l’impiegato ci ha detto che esisteva una polizza “Mutui privati – Protezione finanziamento” a nome del de cuius, di cui non eravamo a conoscenza. La polizza assicurativa fu firmata nella stessa data di stipula del mutuo (non è mai stata fornita copia del contratto né la relativa brochure). Inoltre, fu fatta firmare – sempre in quell’occasione – una richiesta di prestito per il pagamento della polizza. Siamo certi che il funzionario presente alla stipula abbia sottoposto al de cuius ignaro, oltre ai documenti necessari per la surroga, anche la documentazione relativa alla polizza multirischi ed alla richiesta del prestito (tutti i documenti portano la stessa data del mutuo). Come bisogna comportarsi con la banca? È possibile richiedere, oltre allo storno del costo della polizza, anche eventuali danni di immagine?

La questione di fondo è l’autenticità delle firme apposte sulla polizza delle quali il lettore non dubita minimamente.

È senz’altro possibile che tra la copiosa documentazione sottoscritta, sia stata posta alla firma del cognato del lettore la polizza assicurativa e la richiesta di finanziamento senza che lo stesso si avvedesse di cosa stava effettivamente firmando.

Ovviamente, però, poterlo dimostrare è questione del tutto diversa da ritenerlo possibile.

In mancanza della possibilità di dimostrare effettivamente “l’inganno” possono avanzarsi, in un senso o nell’altro, soltanto delle supposizioni, fare ipotesi, le quali, per loro natura, non possono dirsi idonee a fondare un giudizio di responsabilità nelle sedi giudiziarie.

Per questi motivi, a parere dello scrivente si ritiene, che ogni eventuale azione nei confronti della banca rischierebbe di essere vista come “lite temeraria” e non condurrebbe al risultato sperato.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Antonio Ciotola


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